Camera Commercio Irpinia Sannio, Romano: “Un Ente che non trova pace”

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Nicola Romano presidente dell’Ascom Benevento sulle difficoltà legate alla Camera di Commercio Irpinia Sannio. “ASCOM Benevento non ci sta: gli Imprenditori devono essere rispettati, non importa a quale territorio appartengano; tutti, ed in primis le istituzioni, compresa la Regione Campania, hanno il dovere di garantire la legalità e l’equidistanza. Mancano solo 6 giorni alla scadenza per la presentazione dei dati relativi al rinnovo del Consiglio della Camera di commercio Irpinia Sannio e gli interrogativi si rincorrono.

I malcelati avvertimenti a mezzo Stampa relativi a controlli a tappeto sulle dichiarazioni sostitutive che
saranno presentate dalle Organizzazioni imprenditoriali e sindacali espressi da soggetti che risultano
indagati per reati commessi contro la Pubblica Amministrazione preludono agli stessi immani abusi avvenuti nel corso del procedimento istitutivo della neo-costituita Camera di Commercio Irpinia Sannio. Al fine di prevenire improprie contro repliche di quanto oggi affermato volte solo a provare a screditare
lo scrivente, si precisa che ASCOM Benevento, è stata riconosciuta nella passata procedura, come
associazione di massima rappresentatività territoriale del Sannio nel comparto d’interesse, sebbene in
contrapposizione al “cerchio magico”.

Per adesso le certezze rimangono solo due: la prima è che la Camera di commercio Irpinia Sannio ha avuto una “gestazione”, procedura d’istituzione di ben 6 anni (avverso i previsti 180 giorni) ed è precipitata dopo soli 8 mesi dalla nascita; la seconda è che anche questa volta si è partiti male!

Il commissario straordinario nominato dalla Regione Campania, l’avv. Girolamo Pettrone, infatti, nell’avviare il procedimento di rinnovo del Consiglio lo scorso luglio, ha nominato responsabile del procedimento la medesima persona autore del fallimento della precedente procedura, il signor Luca Perozzi, già segretario generale della Camera di commercio di Avellino che risulta indagato in concorso con altri, tra i quali spicca il nominativo dell’ex presidente camerale Sannita, Antonio Campese, per molteplici reati tra cui quello del rifiuto di atti d’ufficio, della falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti d’ufficio, della falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti d’ufficio, del concorso di più persone.

E proprio con riferimento al concorso tra più persone si citano:
1) il dott. Luca Perozzi, un libero professionista che risulta essere stato iscritto nell’elenco dei segretari generali camerali in deroga alla legge in quanto, sebbene sprovvisto dei previsti requisiti, e stato deciso che avesse “l’attitudine” per averli: come dire che il signor Rossi chirurgo non ha specializzazione nel merito ma ha l’attitudine per esserlo !!!

Il Perozzi e così stato segretario generale dell’ente irpino dal 2007 al 2022 e di quello sannita dal 2018 al 2022. Dalla nascita -in data 5 luglio 2022- dell’Ente camerale irpino-sannita e divenuto suo segretario sino alla data del 31 luglio 2023 in assenza assoluta del previsto decreto ministeriale di nomina. In questo lungo periodo, a fronte di un concordato compenso di circa più o meno 3 MILIONI di euro, è stato delegato alla gestione di oltre 100 MILIONI di euro, frutto dei versamenti obbligatori eseguiti annualmente dalle imprese irpino-sannite.

Dal 1 agosto 2023 è andato a ricoprire il ruolo di segretario generale della Camera di Commercio di Caserta continuando a svolgere pro-tempore lo stesso incarico in quella irpino-sannita attraverso il
conferimento di un incarico “in prestito”;

2) il dott. Oreste La Stella, dipendente della ex Confcommercio Avellino che viene eletto
presidente dell’ente irpino nell’anno 2015 in sostituzione del deposto dott. Costantino Capone,
presidente all’epoca della stessa Confcommercio Avellino, poi dimessosi.

Oggi il La Stella, per quanto si apprende dagli Organi di Stampa ricopre il ruolo di rappresentante
territoriale di Confcommercio Campania con sede in Napoli per la provincia di Avellino;
3) il dott. Antonio Campese, dipendente della pubblica amministrazione e presidente provinciale
di CLAAI, associazione per lo piu di imprenditori artigiani subentra nel 2014 alla guida dell’ente sannita
al posto del dimissionario Gennarino Masiello; regolarmente il suo mandato scade a dicembre 2016 ma
atti e circostanze provatamente anomale gli hanno consentito di restare in carica fino al settembre 2020.
Nel corso del suo mandato, tra l’altro, sospende dalle funzioni di segretario generale, provando pure a
licenziarlo (essendo lo stesso dipendente dell’Ente) il dott. Vincenzo Coppola: allo stato il Coppola e stato
vittorioso in ogni ordine e grado, reintegrato in servizio e creditore dell’Ente per centinaia di migliaio di
euro tenuto conto dell’infondatezza di tutte le denunce fatte dal Campese
.

Tanti di noi, tutti coloro estranei al “cerchio magico”, si chiedono perché e avvenuto tutto questo e perché
si e evitato di riconferire le mansioni di segretario generale all’unico dirigente di ruolo dei due Enti
camerali che ne ha perfetto diritto, e oggi l’incarico di RUP , forse perché Sannita?

Nel corso del mandato, invece, il Campese nomina a più riprese nelle funzioni di segretario generale lo
stesso Perozzi per cui all’atto della volontaria fusione i due enti [avellinese e beneventano] erano guidati
da due lavoratori dipendenti subentrati a due noti imprenditori coadiuvati da un segretario e poi RUP
iscritto nell’albo per riconosciute attitudini in mancanza dei previsti requisiti.

Nell’interminabile iter procedurale è inoppugnabilmente provato dai risultati delle verifiche svolte, in
primis, dalla Guardia di Finanza su richiesta dell’Organo Giudiziario, che il Perozzi ha avallato, tra l’altro,
le mendaci dichiarazioni di Confcommercio Avellino consentendo all’apparentamento da essa capeggiato l’assegnazione di oltre 10 consiglieri camerali rilevatisi determinanti per la “momentanea”
elezione di presidente e giunta.

Va opportunamente ricordato che tra i consiglieri nominati da Confcommercio Avellino spicca il nome del “Sannita” Campese il quale non avendo con l’associazione da lui rappresentata raggiunto il quorum minimo per la nomina a consigliere, ha trovato “alloggio” con apposito DPGRC in casa di amici. (Lungi da noi qual si voglia retro malefico pensiero). Altrettanto strana la posizione del Perozzi che sebbene nell’anno 2003 la Regione Campania con apposito decreto dirigenziale [decreto n. 2738 del 6 ottobre 2003] lo avesse escluso dalla graduatoria degli idonei da assumere nel ruolo di dirigente per accertata mancanza dei requisiti professionali ha convalidato pedissequamente tutti gli atti da lui profusi nella procedura, pur essendo a conoscenza, perché ampiamente notiziata, che il requisito riconosciuto e mancante nell’iscrizione all’albo dei segretari era lo stesso.

Essendo Confcommercio Nazionale compartecipe e da sempre a conoscenza delle illegalità praticate da
Confcommercio Avellino all’atto dell’insediamento del consiglio camerale Irpinia-Sannio in data 5 luglio
2022, come ASCOM Benevento, coerentemente al nostro credo, abbiamo chiesto ed ottenuto, il recesso
dalla stessa deliberato in Roma il 15 luglio 2022.

Il mancato rispetto degli accordi sottoscritti, all’atto del recesso, da Confcommercio Campania e dalla
stessa Confederazione Nazionale, sia economicamente che politicamente, ci hanno obbligato ad adire alle vie legali a salvaguardia dei nostri interessi e dell’intero comparto rappresentato, sia civilmente che penalmente. La nostra Organizzazione ha piena fiducia nell’azione della Magistratura per cui rimaniamo in attesa delle decisioni di merito che confermeranno la severa lezione nei confronti di tutti coloro che hanno

ingenerato questo scempio piuttosto che pensare al bene comune.

Quella di ASCOM Benevento è stata, e sarà, -ha concluso il Presidente Romano – una lotta democratica, di
buon senso e di lungimiranza sociale, imprenditoriale e territoriale che dovrà vedere quali protagonisti del
costituendo Organo camerale nuovi e qualificati rappresentanti del mondo imprenditoriale e l’indiscussa
esclusione di tutti coloro che nei vari decenni hanno prodotto immani danni all’Ente prediligendo solo
vantaggi personali”.

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