Foto dall’interno della cappelleria con amici e clienti

Dall‘800, la storica cappelleria Bergantino rappresenta il luogo dei luoghi di Benevento. L’attività, che ha ospitato ad oggi ben 5 generazioni, risale al 1830. Oggi, titolare di questo scrigno prezioso è Mariagrazia Bergantino che ha eredito l’attività dal padre nel 1975 e che abbiamo intervistato. Al termine dell’intervista prezioso foto dall’archivio Bergantino, alcune scattata recentemente dall’affermato fotografo Franco Donaggio, in visita alla cappelleria Bergantino.

Una prima domanda sorge spontanea: qual è il segreto di questo successo?

Innanzitutto è necessaria una precisazione. Il negozio è in via Ennio Goduti solo dalla fine degli anni ’60 ;precedentemente è stato per tanto tempo a Piazza Orsini in un locale sul marciapiedi dal lato sinistro guardando il Duomo e vi è rimasto fino a quando le case fatiscenti e in rovina dopo l’ultima Guerra, sono state abbattute per costruire un parcheggio. Se ricordo bene, abbattere le case fu una decisione presa dal sindaco Facchiano. Ancora prima, il negozio era localizzato in via Gaetano Rummo, nella zona in cui si trova la farmacia Melchiorre, verso la discesa delle Orsoline.    Prima della sede in via Gaetano Rummo, pare esistesse anche una piccola fabbrica di cappelli a Piazza Dogana, gestita sempre da un componente della famiglia Bergantino. Comunque, l’attività commerciale si è svolta  sempre nel centro storico della città diventando luogo d’incontro di tanta gente che veniva dalla provincia e di personaggi locali molto noti nel campo della politica, dell’amministrazione comunale, del clero. Personaggi che, ogni giorno, si davano appuntamento nella cappelleria per conversazioni salottiere, chiacchiere tra amici ed anche per fissare appuntamenti di lavoro. Ingegneri, geometri, eminenti prelati, esponenti delle forze dell’ordine, sportivi e cacciatori erano, infatti, nella cerchia di amicizie di mio padre, titolare dell’azienda, e di mio zio che lo aiutava. E’ il mondo in cui sono vissuta fin da piccola e che, alla scomparsa di mio padre nel 1975 e di mio zio nel 1977, mi sono ritrovata accanto e presente come un’estensione della mia famiglia. Accurate ricerche storiche effettuate proprio da amici, hanno dimostrato che l’attività di cappellai della famiglia Bergantino risale a 5 generazioni fa e, precisamente, al 1830 con Pasquale Bergantino nato il 03-01-1794 a cui ha fatto seguito il figlio Francesco Paolo nato il 1-02- 1833 che lasciò l’attività al figlio Pasquale del 29-11-1854 (mio nonno). Da questi nacque mio padre Paolo il 17-07-1909 ed ho fatto seguito io,attualmente titolare, nata il 15-12-1954

Non voglio considerare la cosa come un successo ma come un dono che mi è stato tramandato e di cui ho cercato di avere cura con gratitudine infinita e semplicità come quando ero piccola e, nel mio tempo libero, prestavo ascolto a tutto quello che potevo sentire nel negozio. Ogni persona, dal più umile lavoratore della terra al personaggio più illustre, con le sue parole riusciva ad insegnarmi qualcosa. Ascoltavo attenta quanto dicevano queste persone che venivano sempre accolte con simpatia ed amichevolmente; a volte rimanevo nascosta dietro il bancone dove, seduta per terra, trascrivevo le cose più importanti su qualche quaderno considerando già da allora che un giorno quegli appunti sarebbero potuti diventare storie che non sarebbero andate perse ma che, a mia volta, avrei potuto raccontare e far conoscere perché già da allora quello che vivevo nell’affascinante mondo di un negozio così particolare, mi sembrava un privilegio che altre persone della mia età non potevano avere.

Che periodo vive il settore della cappelleria oggi ?

Certamente il passato ha rappresentato l’età dell’oro per una cappelleria. C’era gusto nel vestire, ricercatezza, ci si teneva ad una certa eleganza che, se in un professionista era d’obbligo per ben figurare in società, per chi aveva minori possibilità economiche era un modo per emulare chi apparteneva ad un ceto superiore. Era impensabile andare ad una cerimonia o anche alla Messa domenicale senza un bel copricapo o un elegante bastone  e camminare sotto le intemperie privi di un ombrello resistente, possibilmente di bella apparenza. Indispensabile, poi un panama per l’estate in modo da potersi riparare dai cocenti raggi del sole durante le passeggiate. Con il passare del tempo, l’industrializzazione, il sorgere di centri commerciali che non offrono eccellente qualità ma prodotti standardizzati e in serie, non ha giovato ai negozi di cappelli a conduzione familiare ed il settore ha conosciuto una forte crisi. Si cercano i prezzi più bassi senza tener conto della qualità ed anche il copricapo estivo viene spesso acquistato sulla spiaggia, da venditori ambulanti che offrono prodotti made in China, viene utilizzato per il periodo di vacanze e dimenticato per non avere il fastidio di un peso in più nel bagaglio di ritorno a casa. Una volta, invece, si aveva cura del cappello, lo si spazzolava se ne sistemava la falda continuamente; era qualcosa di veramente personale per cui doveva avere caratteristiche che lo rendevano unico e prezioso.

Allora, il cappello di qualità è un accessorio fuori moda ?

C’è tuttavia chi ancora desidera avere un copricapo di marca e c’è chi continua a venire nel mio negozio per tradizione consolidata, ricordando le raccomandazioni dei nonni o dei genitori :”Ricorda che se hai bisogno di un buon cappello devi andare nella cappelleria Bergantino come ho sempre fatto io e solo lì ti troverai bene!” ed anche per affetto che continua, inalterato nel tempo, nei miei riguardi in quanto mi hanno conosciuta da bambina e sono cresciuti con me e per la possibilità di fermarsi a conversare insieme dei tempi passati ricordandoli con nostalgia e ritrovando una certa accoglienza che non fa parte dei caotici e rumorosi centri commerciali moderni dove ci si perde e non si trova calore familiare.

Qual è la tipologia di cappello più venduta?

Il cappello di linea classica, tipo Borsalino, è intramontabile ed è il più richiesto. Viene scelto per gli acquisti con falda più o meno larga ed anche se si sa che ,per la qualità superiore del feltro in pelo di volpe lavorato e conciato che conferisce morbidezza e setosità al prodotto , ha un costo abbastanza elevato si affronta la spesa perché lo si indosserà con piacere negli anni seguenti, naturalmente avendone sempre molta cura. Di tendenza, attualmente, anche i cappelli con falda molto piccola, tipo Trilby, che rendono la linea più sportiva soprattutto se sono realizzati con tessuto tipo tweed.  Inoltre, molto venduti sono i berretti per la loro praticità perché, a volte, possono essere ripiegati e riposti comodamente in tasca senza sciuparsi. In tessuti impermeabili, in caldo caschmire,velluto, in pelle durante l’inverno o in fresco cotone e lino nella stagione estiva. Si indossano sempre con piacere per il loro alto comfort.

Qual è la richiesta più strana che hai mai ricevuto?

Più che richieste assurde (mi sono sentita chiedere berretti alla Sherlock Holmes, cappelli come quello di Indiana Jones,modelli esattamente uguali a quelli indossati durante i concerti da cantautori del momento), nel negozio ho sentito assurde terminologie per indicare i modelli voluti , spesso da interpretare senza battere ciglio. C’è stato chi ha chiesto ,ad esempio “un berretto con i parafanghi” e desiderava acquistare un berretto con i copriorecchie; chi voleva “un cirillino” e stava chiedendo semplicemente un basco, chi ha chiesto :”un cappello per il raccolto” e voleva un cappello elegante adatto ad una acconciatura di capelli raccolti, fermati sulla sommità del capo o sulla nuca. Ho dovuto accontentare anche chi ha detto :”Vorrei un cappello importante per una donna importante :per mia moglie!” e c’è stato chi, per la fretta, mi ha imposto un tempo preciso per l’acquisto dicendo :”Da questo momento, ha tre minuti esatti per darmi un cappello che mi stia bene!”.

Un mondo tutto da scoprire, quello di una antica cappelleria, intessuto di ricordi e di personaggi che ne hanno determinato la storia, un mondo che non dovrebbe mai scomparire.

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Mario Martino