Le pagelle: Paleari croce e delizia. Berra il migliore, Auteri non attinge dalla panchina

La Strega stecca la semifinale d’andata con la Carrarese: allo Stadio dei Marmi finisce 1-0 per la squadra di Calabro, con un gol decisivo di Finotto, sull’errata uscita di Paleari. Di sèguito, tutte le pagelle dei calciatori giallorossi:

PALEARI 5,5: Performance da 7 abbondante prima dell’errore (goffo) in uscita sul gol di Finotto. Bravo ad opporsi a Belloni, in avvio di gara e di ripresa; super su Panico e Zuelli, nella stessa azione. La rete – perentoria – dei padroni di casa, però, gli rovina la festa.

BERRA 7: Il migliore tra le fila giallorosse. Nonostante un giallo pesante, pendente sulle sue spalle già dal 15’, si rivela provvidenziale in numerose occasioni, con grande acume e pulizia dell’intervento.

CAPELLINI 5,5: Stavolta è correo in occasione del gol di Finotto, perso nella caotica marcatura a zona. Inoltre, fa registrare numerosi palloni persi con una disordinata ed imprecisa impostazione dal basso.

VISCARDI 6,5: Sulla falsariga di Sassari, disputa una gara in cui – nonostante il peso offensivo invidiabile della Carrarese – non sfigura affatto. A referto anche un tiro, al 35’, parato in corner da Bleve. Per il resto, tanta attenzione e senso della posizione: in crescita.

IMPROTA 5,5: La fase offensiva del Benevento si rivela piuttosto confusionaria e così i suoi errori al cross (innumerevoli) spiccano più del solito, non venendo celati dalla sua immancabile corsa sulla catena di destra. Perde peraltro la marcatura di Palmieri, bravo a staccarsi per fare la torre valevole l’assist per l’1-0 di Finotto.

AGAZZI 5,5: Non una prestazione mediocre la sua, ma certamente nemmeno caratterizzata da guizzi degni di nota: non riesce a saldare il pallino del gioco nelle mani giallorosse, né ad imprimere ritmo alla mediana sannita. Nella ripresa va in carenza, accontentandosi di una trasmissione esageratamente compassata. Procura la punizione (inesistente) da cui scaturisce il vantaggio dei marmiferi.

TALIA 6: La stanchezza si percepisce: non ha la gamba fresca di inizio playoff per strappare ed aprire varchi. Nonostante ciò, sfiora il gol al 23’ con un bel bolide da fuori. Cala nella ripresa, come tutta la squadra, finendo in ombra.

SIMONETTI 6: Con tanta abnegazione e buona dose i coraggio negli scontri fisici, ara la fascia di sinistra avanti e dietro. Al momento dei suoi cross, però, la Strega non è in grado di popolare l’area di rigore per sfruttare le palle alte. Disinnescato.

CICIRETTI 5: Affaticato, impreciso, escluso dal gioco. I compagni non lo mettono nelle condizioni di fronteggiare la porta e di inventare: così, a quaranta metri dalla zona calda, finisce per eclissarsi quasi completamente, venendo meno anche sotto l’aspetto qualitativo. (Dal 75’ FERRANTE 5,5: Pochi palloni realmente giocabili, ma latitano ugualmente brillantezza e cattiveria, necessarie per incidere nei minuti finali di gara, come in occasione dell’angolo di Ciano, ciccato di testa da pochi passi.)

PERLINGIERI 5,5: Tanti duelli lontani dalla porta avversaria, uomo contro uomo. Bottino magro: poche vittorie negli scontri aerei; ma anche parecchie sponde prodromiche a far salire la squadra. Uno squillo al 42’, con una botta centrale parata in corner, poi una drastica calata nella ripresa, fino al cambio. (Dal 75’ STARITA 5,5: Un po’ il leitmotiv della sua parentesi giallorossa: da titolare o da subentrato, fatica a rendersi minimamente protagonista.)

LANINI 5: Ciò che preoccupa è che risulta quasi un fantasma: mai innescato, né sfruttato a dovere. Dovrebbe essere l’arma in più del Benevento, come sempre, ma stavolta a stento se ne registra la presenza in campo. (Dal 56’ CIANO 5: Entrato per garantire più qualità alla Strega, specialmente in occasione dei calci piazzati, finisce per perdere una sequela abbondante di palloni, specialmente dopo lo svantaggio. Non impatta positivamente sul match.)

AUTERI 5: La Strega è stanca, sulle gambe: è comprensibile. Lo è meno, però, la sua scelta di attingere dalla panchina appena tre volte (peraltro tardivamente), rinunciando a forze fresche indispensabili per organizzare una proficua staffetta: Karic, Masciangelo e Carfora, ad esempio, avrebbero potuto offrire maggior brillantezza ai giallorossi nei minuti finali di gara, consentendo al Benevento quantomeno di provare a rimediare allo svantaggio. Nulla da fare: Strega k.o..

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