“Castelpotare”, nasce la cooperativa di comunità di Castelpoto

“Castelpotare” rappresenta l’ennesimo tassello delle Reti “Sale della Terra” e “Piccoli Comuni del Welcome”. Piccoli Comuni del Welcome è il progetto, finanziato da Fondazione con il Sud, nell’ambito del quale sono nate già altre 10 cooperative di comunità in altrettanti piccoli comuni, tra i 55 che hanno aderito all’omonimo manifesto lanciato nel 2017. La presidentessa della cooperativa, Federica Spagnuolo, il vicepresidente Giuseppe Veltro, il consigliere Joseph Solomon e i soci Cecilia Pepe, Marcello Russo e Giulia Pellizzari, hanno firmato ieri pomeriggio, presso il Notaio Ambrosio Romano a Benevento, la costituzione di “Castelpotare”.

Le aree di intervento in cui la cooperativa di comunità muoverà le proprie azioni sono diverse e ambiziose: turismo sostenibile, ambito ludico/creativo, gestione di impianti sportivi e sale attrezzi, in particolare nella disciplina dello yoga e dell’arrampicata sportiva, attività assistenziali, azioni in ambito culturale, accompagnamento dei turisti per escursioni nei sentieri. L’obiettivo è quello di offrire all’intera comunità delle proposte e delle attività che riescano a dare un contributo alla crescita economica e sociale e, di conseguenza, a frenare il fenomeno migratorio, in particolare dei giovani.

Le altre cooperative di comunità della Rete, già costituite, sono: “La Pietra Angolare” di Petruro Irpino (AV), “Tilia” di Roccabascerana (AV), “Conlaboro” di Sassinoro (BN), “Ilex” di Pietrelcina (BN), “Petra” di Ventotene (LT), “Tralci di Vite” di Chianche (AV), “FuEco” di Santa Paolina (AV), “De Gavotis” di San Marco dei Cavoti (Bn), “Movimenti” di Baselice (BN) e “Co-Agitiamo” di Tiggiano (LE).

Esse si caratterizzano, oltre che per essere un modello di innovazione sociale in cui i cittadini sono produttori e fruitori di beni e servizi, anche per la loro composizione, formata da residenti del posto e da migranti, il più delle volte accolti nei progetti SAI – Sistema Accoglienza Integrazione – dei comuni in cui sono nate le cooperative; in questo modo è possibile intrecciare la volontà dei giovani residenti nei piccoli comuni di restare, dando loro la possibilità di sviluppare idee imprenditoriali che diano nuova linfa all’attrattività dei piccoli centri, con il sogno dei migranti, giunti in Italia in cerca di un futuro migliore, di vivere una vita dignitosa e partecipare attivamente alla rigenerazione dei luoghi e delle comunità che, accogliendoli, hanno potuto offrire loro una seconda possibilità di vita.

Altra caratteristica distintiva delle cooperative di comunità è quella di creare un legame solido con la comunità nel quale intende svolgere le proprie azioni, seguendo quello spirito di collaborazione e partecipazione volte al principale obiettivo di rigenerazione e aumento dell’attrattività di quei luoghi colpiti da progressivo spopolamento.

Sicuramente sono diversi i casi di successo che “Castelpotare” potrà seguire come esempio dalle altre cooperative: dalla villa comunale di Pietrelcina, chiusa dall’alluvione del 2015 finché “Ilex”, con un bando emanato da Legacoop, l’ha reso un Ecoparco immerso nel verde; il market di comunità che “Tralci di Vite” ha aperto nel 2019 a Chianche, sopperendo alla mancanza di servizi essenziali sul territorio; il Bar Centrale che “Conlaboro” ha rilevato, evitandone la chiusura. Questi sono solo alcuni esempi di rigenerazione dei territori, portate avanti dalle cooperative di comunità, che hanno consentito l’assunzione di molti dei soci delle cooperative.

Comunicato Stampa

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