Ceniccola a Panza: “Un candidato copione non può rappresentare il Sannio”

“Una bella idea, un bel progetto avviato 20 anni orsono dal Sindaco Ceniccola ed affossato da un politicante di mestiere (campione olimpionico nella corsa … alla poltrona) che risponde al nome di Panza Floriano che oggi lo ripropone in campagna elettorale come “il suo fiore all’occhiello” per continuare ad ingannare i cittadini-elettori del Sannio. Se non ci fosse da piangere ci sarebbe solo da ridere!”: lo afferma in una nota Amedeo Ceniccola, candidato per il Consiglio Regionale della Campania a sostegno di Stefano Caldoro.

“Anche i bambini – scrive – capiscono che parlare sempre di progetti per il futuro può essere un’utile “furbizia” per non pagare il conto delle tante promesse (non mantenute) fatte per carpire il voto dei cittadini-elettori e però, sicuramente, non serve ad innescare un processo di sviluppo vero e duraturo (specie se chi si mette in cattedra per annunciare la nuova “alternativa per i giovani e meno giovani” è incollato da circa 50 anni su una e, a volte, due-tre poltrone contemporaneamente, senza aver mai abbozzato una seppur parziale autocritica. Un caso unico in Italia (e forse nel mondo) di utilizzo della politica per conquistare potere e poltrone al solo fine di “sistemare” figli, parenti, amici ed amici degli amici.

A tal proposito, “viene spontaneo rivolgere alcune domande all’ex sindaco Panza che, nei mesi scorsi, ha speso 500 mila euro (circa 1 miliardo di vecchie lire) per “copiare” un Regolamento di Polizia Rurale Intercomunale già adottato dal comune di Santopietro di Feletto e da altri comuni della zona di Conegliano-Valdobbiane, dopo averne già speso altri 500 mila per organizzare una fastosa e suntuosa tavolata (costata circa 20 mila euro ai citadini-contribuenti) per celebrare il Sannio Falanghina e che, oggi, in campagna elettorale, si presenta ai cittadini-elettori con un nuovo, straordinario progetto: “Riabitare il Sannio” per far ripartire il territorio sannita. Un grande progetto copiato di sana pianta da una vecchia idea-progettuale del sindaco Ceniccola ed affossato dal nostro novello Pinocchio in salsa guardiese. A tal proposito, per amore di verità, non posso non ricordare che l’idea di dare nuova vita al nostro centro storico (falsamente dichiarato degradato e inagibile circa 40 anni orsono per poter fare lottizzazioni in nuove aree di espansione urbanistica come per es. in via S. Anna) ed a quelli dei paesi del Sannio è vecchia di 20 anni ed è stata presentata ed avviata dal Sindaco Ceniccola nel mese di luglio del 2001durante i primi convegni della rassegna eno-gastronomica “GustaSannio” assieme alla Feder-Mediterraneo, organizzazione indipendente non governativa della Task Force ONG del Consiglio d’Europa”.

“E vale la pena ricordare – prosegue – al nostro “candidato-copione” per il Consiglio Regionale della Campania (che fino a qualche mese addietro andava in giro a predicare la secessione del Sannio dalla Campania e portare la provincia di Benevento in Molise) che, in quella occasione, furono censiti i primi 40 posti letto nell’ambito del sistema di “Albergo diffuso” in via di costruzione nel centro storico di Guardia Sanframondi e fu presentata la proposta di utilizzare locali (totalmente o parzialmente) liberi presenti nelle case del borgo medievale arroccate attorno al castello come luoghi per una ospitalità turistica diffusa, ma gestita e promossa in modo coordinato. Inoltre, non posso non ricordare al nostro candidato-copione che la proposta fu accolta favorevolmente dal Consiglio Comunale guardiese e si trasformò rapidamente in progetto. A tal proposito, basta andare a leggere la deliberazione n°70 del 8/11/2000 avente ad oggetto: “Proposta di piano strategico e determinazioni conseguenti per l’avvio del Piano integrato di riqualificazione urbana” e rileggere il protocollo d’intesa firmato in data 31 ottobre 2000 da quasi tutti i Sindaci della valle telesina su proposta del Sindaco Ceniccola per “promuovere l’utilizzo dei centri storici sotto forma di Albergo diffuso”.

E non posso non ricordare – aggiunge – quanto da me dichiarato in quel Consiglio Comunale: “Il progetto dell’albergo diffuso ha una dimensione comprensoriale, l’iniziativa parte da Guardia, ma si proietta su tutta la Valle Telesina nell’ambito di una moderna visione di marketing turistico. E il discorso non si risolve soltanto nell’ospitalità diffusa, ma coinvolge anche la ristorazione, la valorizzazione dei prodotti tipici, dell’artigianato, dell’ambiente rurale. Partendo dal riutilizzo produttivo del patrimonio edilizio esistente, si guarda lontano”.

In conclusione, “non posso farne a meno di rivolgere pubblicamente una domanda al nostro candidato-copione che in campagna elettorale si ricorda del centro storico (dopo averlo affossato per fare nuove lottizzazioni nelle aree di espansione) e presenta il progetto “Riabitare il Sannio”: che fine hanno fatto i 10 alloggi residenziali previsti nel Piano Integrato “Centro Storico verso il 2000” approvato, fatto finanziare dal Sindaco Ceniccola con ben 2550 milioni di lire dalla Regione Campania e da realizzarsi con il recupero dell’immobile Palazzo Marotta-Romano per dare inizio al progetto “Albergo diffuso” nel Sannio? Tali precisazioni – concude – si è rendono necessarie perché quando non si è capaci di ricordare e riconoscere ad una personalità politica avversaria quelli che sono stati dei legittimi meriti politico-amministrativi (e si cerca, addirittura, di appropriarsene) si finisce solo per alimentare una forte divisione nel paese e stravolgere i veri valori di una comunità condannandola all’arretramento”.

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