Chi ama l’ambiente e chi ama i filoni: il Fridays for Future di Benevento

I seguaci di Greta si sono riuniti anche a Benevento. Ieri mattina in tanti hanno partecipato al terzo Global Strike promosso dall’adolescente svedese Greta Thunberg, che da un anno ha iniziato la propria personale protesta contro i governi e le multinazionali, tutti rei di non condividere politiche di sviluppo per un futuro sostenibile. Il movimento, che ha avuto un impatto incredibile e inaspettato in tutto il mondo, confluisce nelle piazze di venerdì, da cui il nominativo Fridays for Future, coinvolgendo in un unico coro ambientalista tutti gli studenti del pianeta.

Benevento non è da meno e scende in piazza per mandare un segnale all’amministrazione, a chi comanda. Nella giornata di ieri è arrivata poi la delibera della Giunta per l’adozione del Green Public Procurement, che si aggiunge alle proposte che devono giungere nelle prossime commissioni, di promuovere una Benevento plastic free e di piantare un albero per ogni neonato o minore adottato. Misure, queste, che servono a sensibilizzare una città che, per quanto piccola, ha vissuto di molte domeniche con stop al traffico e di giornate ecologiche nei quartieri che, come accaduto al Rione Libertà, non arrivano né al cuore né alla mente dei cittadini il più delle volte.

PM10 e PM2.5, valori molto spesso sopra la media, che bisogna ammetterlo, non hanno preoccupato più di tanto i giovani beneventani. La questione smog nel nostro capoluogo, eppure, non è balzata agli onori della cronaca soltanto oggi ma rappresenta un evidente problema da diverso tempo. Il rovescio della medaglia di una protesta globale giusta, sensibile e condivisibile è il rischio che venga strumentalizzata o che diventi un pretesto per cavalcare la moda del voler essere green e veggy quanto più popolare sia l’hashtag su Instagram. Che il movimento messo su dalla giovane Greta sia solo una moda da cavalcare al momento è un pericolo abbastanza probabile, soprattutto per coloro i quali vorranno saltare un’interrogazione a scuola o evitare una giornata in classe rispetto a quelle belle di una tarda estate inoltrata di fine settembre. Frutto, questo, di un cambiamento climatico che una delle due coordinatrici del movimento sannita, Roberta Zoppoli, non condivide e fa suo, riunendo la schiera dei followers di Greta per dare un segnale ai “vecchi”. E non c’è dubbio che tra chi ama l’ambiente e chi ama i filoni, Roberta sappia riconoscere le buone intenzioni e il pensiero di chi ieri mattina ha sfilato in corteo da piazza Risorgimento, numerosi e rumorosi, rispetto a chi poi ha scelto il pretesto della protesta per passeggiare lungo il Corso. Lei che prendendo spunto dalla popolare ambientalista svedese, ha provato a smuovere le coscienze dei giovani beneventani, sperando di attecchire anche su quelli più neutrali rispetto alla causa:

L’ultimo rapporto IPCC ci fornisce dati che fanno riflettere affinché ci sia una politica di sviluppo in favore della natura. La richiesta che portiamo avanti è quella di far dichiarare al Comune lo stato di emergenza climatica, da un lato un atto politico che si pone degli obiettivi quale quello dell’essere plastic free e la zero emissione di Co2 entro il 2020, dall’altro un atto simbolico per fare pressione sulle Istituzioni. In Gran Bretagna le proteste hanno funzionato. A Benevento, territorio sensibile per gli effetti dei cambiamenti climatici, questo movimento serve a far aprire gli occhi a chi ci amministra”.

Il rapporto IPCC, Comitato Scientifico dell’ONU, su oceani e ghiacciai, non è per niente ottimistico: nel XXI secolo, a causa del riscaldamento globale, gli oceani vedranno aumentare la loro temperatura, con un calo di ossigeno, ondate di calore, piogge e cicloni più frequenti e devastanti e un aumento del livello delle acque con diminuzione degli animali marini. Tutti temi che dovrebbero mobilitare popoli e governi, far allarmare la popolazione terrestre e correre ai ripari per preservare la salute della Terra. Un movimento, quello storico della giovane Greta, destinato a far parlare di sé nel bene e, purtroppo, anche nel male, ma che oltre a dare segnali a livello globale, deve penetrare all’interno delle aree più piccole e circoscritte, per cambiare abitudini, consuetudini e mentalità delle persone. E quale modo migliore per farlo se non sensibilizzare la popolazione locale, a partire dai giovani, sulle problematiche quotidiane che si vivono in città, conseguenze di problemi di portata mondiale.

Iniziare a dare il buon esempio, a partire da un centro piccolo, per dare un segnale alle magnetiche e baricentriche metropoli, che inghiottiscono sempre più persone da fuori, e di conseguenza inquinano di più. Lo hanno fatto alla nuova “Bosco Lucarelli” con una mattinata all’aperto interamente dedicata al rispetto della natura. Per fare in modo che le giornate da dedicare all’ambiente non siano simbolicamente soltanto di venerdì, ma scendendo in piazza per promuovere ad alta voce una Benevento più sostenibile, pulita e decorosa, una Benevento aperta ai flussi turistici e che si prenda cura dei propri preziosi monumenti. Che i giovani non vadano via e non siano costretti a farlo, iniziando dal Fridays for Future a dare e ricevere amore e rispetto per la propria città, e di conseguenza per il mondo intero. Come diceva il saggio, basta un piccolo gesto per fare la differenza.

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