Città Aperta: “Verificare responsabilità su vicenda acqua. Mastella si assuma le sue”

“Davanti ad una vicenda di gravità inaudita, come quella che da diverse ore sta interessando la nostra Città, Clemente Mastella, nelle sue dichiarazioni alla stampa locale, prova a buttare come sempre la palla in tribuna. Ai cittadini non interessa affatto il pietoso scarico di responsabilità tra enti pubblici – che contribuisce solo ad alimentare e consolidare sfiducia nella politica e nelle istituzioni – ma sapere perché, nonostante il sito dove si attinge l’acqua erogata a gran parte della città è da anni inquinato, non sono stati ancora individuati i soggetti inquinatori e non si è ancora proceduto alla relativa bonifica”: così in una nota il coordinamento del gruppo Città Aperta.

“La Regione – si legge – ha dato il via libera agli accertamenti sin dal luglio 2020, e l’attività, di competenza del Comune di Benevento, si doveva concludere entro gennaio 2021. Perché sino ad oggi non si è proceduto? Abbiamo sentito farfugliare qualche scusa implausibile, tipo la difficoltà di reperire in bilancio le somme occorrenti all’esecuzione del piano di caratterizzazione. Stiamo parlano di 70.000 euro: ebbene, il Comune spende tanti soldi, a volte anche per manifestazioni futili, e non trova le risorse per affrontare e risolvere un problema di tale importanza, che riguarda la salute di gran parte della popolazione amministrata?

Peraltro, una volta accertata la matrice dell’inquinamento, gli interventi di messa in sicurezza, bonifica e ripristino gravano esclusivamente sul responsabile della contaminazione, cioè sul soggetto che ha causato il danno ambientale. Si vuole proteggere qualcuno, sia dalle responsabilità che dagli ingenti costi che ne derivano? In tal caso ricordiamo che, ove il responsabile non sia individuabile o non provveda (e non provveda spontaneamente il proprietario del sito o altro soggetto interessato), gli interventi che risultino necessari vanno adottati dalla P.A. competente. Nell’uno o nell’altro caso, siamo quindi di fronte a precise ed inconfutabili responsabilità: soggettive ed oggettive. E di tanto si dovrà dar conto! Senza inutili e stucchevoli vittimismi”.

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