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La Strega si riscatta nel giorno di Pasquetta e a Verona centra la sua prima vittoria della storia: contro l’Hellas è 3-0 al “Bentegodi”, risultato che ribalta quello dell’andata che vide gli stregoni soccombere per una rete a zero e con un gol irregolare degli scaligeri aiutati anche da un errore dal dischetto di Coda. Lo stesso bomber che oggi si vendica totalmente della gara d’andata firmando una tripletta (seconda rete in netto fuorigioco, anche questa una svista come quella di un girone fa in favore però dei gialloblu) e sbloccandosi nuovamente dal dischetto, prendendosi la rivincita anche nei confronti di Silvestri. Gentile concessione di Viola che dagli undici metri gli consente di portarsi il pallone a casa e raggiungere quota 18 gol, a tre reti da Ceravolo e firmando la sua prima tripletta in maglia giallorossa.

LA VENDETTA DI CODA
È totale e zittisce scaligeri e scettici, ad un girone di distanza da quell’infausto rigore che gli ha gettato una gran parte della tifoseria contro. Il successo vitale del “Bentegodi” porta la sua firma d’autore in toto, coadiuvato da un Armenteros che per la prima volta si cala nella veste di rifinitore d’eccellenza, servendo a rete in due circostanze l’attaccante di Cava de’ Tirreni. Bucchi un po’ a sorpresa conferma l’undici schierato per due giornate di fila mentre nel Verona, con Grosso assente in panchina, c’è più di qualche variazione rispetto alla gara di Palermo persa due settimane fa, prima della sosta prevista dal calendario: il tridente vede Lee e Matos servire Pazzini, reso nullo dalla retroguardia sannita. I padroni di casa, che giocano di ampiezza e sempre in verticale nei primi minuti sono più propositivi ma il Benevento ogni qualvolta si avvicina dalle parti di Silvestri è puntualmente pericoloso, come la doppia occasione clamorosa mancata da Armenteros prima e Ricci poi. Il romano ci riprova con una serpentina e un tiro a giro che finisce sulla parte alta della rete ma risulta più efficace palla al piede che nelle finalizzazioni. Nella prima frazione, quando è il Verona ad esporsi di più, arriva proprio allo scadere il gol del vantaggio con Bandinelli che ne approfitta di un mal posizionamento della difesa veronese, pescando Armenteros che in aggancio serve Coda per il vantaggio ospite. È una mazzata tremenda per gli scaligeri che appena entrati dagli spogliatoi subiscono anche il raddoppio: sempre Armenteros, stavolta di testa e su due uomini ha la meglio per Coda che insacca, in netto fuorigioco. Episodio, che se vogliamo, compensa in pieno quello dell’andata a favore degli uomini di Grosso. Gestisce bene la gara il Benevento che la gioca con intelligenza ed equilibrio, proprio quello che sarebbe servito finora per non perdere punti preziosi. Il Verona non è mai realmente pericoloso e le iniziative arrivate tutte con tiri innocui da lontano. La carta Di Gaudio, dalla panchina, sembra dar nuova linfa ai padroni di casa che però non hanno quel mordente necessario per riprenderla. Il secondo tempo, sul fronte giallorosso, è iniziato con Letizia che rileva Improta a sinistra, proseguendo con Tello per Del Pinto e infine Buonaiuto per Bandinelli, uscito acciaccato. Proprio Tello, subentrato bene, sfiora ben due volte il raddoppio su due ripartenze. Tutta compatta la Strega che sa difendersi, grazie anche ad un Antei statuario nella ripresa, e Coda e Armenteros bravi a far salire la squadra e a tenere palla nel momento del bisogno. Una sola sgroppata di Buonaiuto, nel recupero, fa male ai veneti con l’ex Perugia che si procura il rigore per il secco e meritato 3-0 finale che consente di allungare le distanze dal Verona ma soprattutto dal Pescara, impegnato stasera a Carpi e nella prossima giornata affronterà proprio il Verona prima della sosta. Davanti lunghezze ridotte in attesa dei match di stasera ma importante oggi era consolidare il quarto posto dopo lo scivolone contro il Palermo che avrebbe potuto incidere negativamente sulla testa dei giocatori in vista dell’incontro di questo pomeriggio.

LE PAGELLE

MONTIPÒ 6,5: subiva gol da nove gare e oggi abbassa la saracinesca soprattutto sul colpo di testa di Bianchetti.

MAGGIO 6,5: stoico sulla fascia e provvidenziale chiusura su un vivace Di Gaudio nel finale.

ANTEI 7: nella prima frazione si dimentica di Pazzini prima del vantaggio giallorosso, nella ripresa è statuario e perfetto nelle chiusure.

CALDIROLA 6,5: meno evidente di Antei ma non per forza meno efficace. La Strega non subisce reti ed è merito anche suo che ha resistito al forcing non troppo forsennato del Verona.

IMPROTA 6: gli scaligeri attaccano soprattutto lì nel primo tempo. Lui deve prendere Matos, in velocità il duello c’è e fortunatamente tiene botta fin quando può (dal 45′ st Letizia 6: entra con determinazione anche se il Verona attacca sul versante opposto).

DEL PINTO 6: un’ammonizione che non è un macigno per lui, che rischia qualcosina ma non si tira mai indietro (dal 56′ Tello 6: due contropiede divorati ma un impatto buono nella gestione della palla nei momenti topici).

VIOLA 6,5: a centrocampo governa lui, nelle palle in uscita c’è lui, nella gestione dei momenti importanti sempre lui. Faro.

BANDINELLI 6: dai suoi piedi parte l’azione del vantaggio. Solido, poi esce per infortunio (dal 70′ Buonaiuto 6: una cavalcata e un rigore procurato per chiudere le danze).

RICCI 6: un gol divorato che grida allo scandalo. C’è sul piano della qualità, manca nella precisione sotto porta. Si sacrifica in difesa nella seconda frazione.

ARMENTEROS 7: due assist vincenti, corsa, fisicità e sana follia come quel sombrero dal nulla sulla trequarti. A servizio della squadra in tutto e per tutto.

CODA 8: prima tripletta in giallorosso, 18 reti e una vendetta lunga un girone. È la sua giornata, nel Lunedì dell’Angelo, la sua redenzione.

BUCCHI 6,5: conferma per la terza volta l’undici visto contro Perugia e Palermo, vuole una squadra votata all’attacco ma che sappia essere matura. È la partita perfetta, non come una settimana fa: colpire, far male, non dominando, ma con intelligenza e portando il risultato a casa, quello che conta.