Quando mia figlia aveva un paio d’anni, d’improvviso le comparvero delle vescichette su molte zone del corpo. Dopo non so quanti consulti medici (qualcuno azzardò addirittura la scabbia), trovammo un pediatra che azzeccò la diagnosi: si trattava di orticaria papulosa, una forma di allergia agli insetti. La piccola guarì. Quel medico era davvero burbero, antipatico, spocchioso, tanto da farci sembrare, a me e a mia moglie, inadeguati finanche come genitori. Tuttavia, forse per la prima volta, il mio carattere fumantino dovette cedere il passo al papà premuroso, e così quell’uomo divenne il nostro pediatra di riferimento.

Perché vi racconto questa storia? Perché, per me, illustra bene la situazione politica attuale e quella che (da molti con superficialità) è stata definita la giravolta di Renzi. Quando scegliamo un medico, sorvoliamo volentieri sul suo carattere e sui suoi comportamenti, perché ci preoccupiamo semplicemente del fatto che curi i nostri malanni. Un approccio sacrosanto, ma che raramente adottiamo quando esprimiamo il voto, quando cioè scegliamo il politico che ci deve rappresentare o governare. Ebbene, oggi più che mai, Renzi è quel medico antipatico, l’Italia è la pelle di mia figlia, è un corpo malato.

Durante il Governo Renzi e Gentiloni, lo spread è stato mediamente intorno ai 130 punti base, scendendo a volte sotto i 100 (88 punti il 12 marzo 2015). Col governo Salvini e Di Maio (invero Conte, ma costui era il vice dei suoi vice), lo spread è salito mediamente a 280 punti base, sforando addirittura i 300 (326 punti il 20 novembre 2018).

Lo spread è un numerino (differenziale dei BTP decennali coi Bund tedeschi) che stabilisce i tassi di interesse che paghiamo su base annua sul debito ed è determinato dai mercati. I mercati non sono né buoni né cattivi: i mercati siamo noi, sono i nostri sudati risparmi, quelli dei nostri genitori e dei nostri nonni. Per dirla semplicemente, lo spread è determinato dallo scambio di titoli: più c’è fiducia in un Paese, più gli investitori si sentono rassicurati e comprano i titoli. In pratica, di fronte all’instabilità politica, alla minaccia di una fuoriuscita dall’eurozona, all’annuncio dell’immissione sul mercato dei famosi ‘Minibot’, e insomma a fronte di tutti i destabilizzanti proclami dei salvininiani Borghi e Bagnai, i risparmiatori si sono spaventati e in questi 14 mesi, disfacendosi dei titoli, hanno determinato un incremento medio di 150 punti base, un aumento della spesa per interessi di un punto e mezzo percentuale.

Un punto di spread costa all’Italia 35 milioni di euro di spesa per interessi su base annua, 150 punti costano più di 5 miliardi di euro. Il che vuol dire che quest’anno e mezzo ci è costato, già solo per interessi, quanto l’intero ‘Reddito di Cittadinanza’ o due volte ‘Quota Cento’ o l’equivalente di 100 anni di risparmio per l’eventuale riduzione del numero dei Parlamentari (cosa che, per inciso, è un’idiozia).

Dopo la ‘botta del Papeete’ e la richiesta di ‘pieni poteri’, abbiamo avuto l’impressione che ci si avvicinasse a grandi falcate alle elezioni, che il Paese dovesse a breve avere Salvini come Dominus incontrastato e che l’economia dovesse essere guidata dai Savona, dai Borghi e dai Bagnai. Non osiamo neppure immaginare a quanto sarebbe arrivato lo spread in caso di nuove elezioni, tuttavia l’ubriacatura è durata per fortuna l’arco di poche ore: Renzi, archiviando il #senzadime, ha aperto alla possibilità di un Governo che evitasse all’Italia l’aumento dell’iva e l’esercizio provvisorio. In subordine, ma non per importanza, ne è conseguita una immediata diminuzione dello spread: il 9 agosto lo spread era oltre i 240 punti oggi 29 agosto è a 170! Settanta punti in meno, 2,5 miliardi di euro in meno su base annua!

Lo so Renzi vi sta antipatico (come a me quel medico), vi sta antipatica la sua toscanità, e non so cos’altro… però, vi piaccia o no, sacrificando anche il proprio orgoglio, il senatore di Rignano ha davvero applicato quel #primagliitaliani, fino ad oggi formula vuota della politica (senza p maiuscola), che in nome di una sicurezza effimera e di tanti proclami, delle invocazioni al cuore della vergine Maria e dei rosari baciati ci stava conducendo ancor di più verso il baratro. Per fortuna, i mali dell’Italia hanno ritrovato un bravo medico.

Carmine Pulzella