Come eri vestita? La domanda che aggiunge violenza all’orrore

Foto di Giovanni Caccavale

Oggi, alla Rocca dei Rettori, si è svolta l’inaugurazione della mostra “What Were You Wearing – Come eri vestita”, contro la violenza sulle donne. Centrale questo triste interrogativo posto alle vittime di stupro, dall’eco mostruoso del “se l’è cercata”! Come se quegli abiti fossero tele predestinate alle macabre tinte della violenza. La mostra riproduce gli abiti delle donne violentate, corredata dalle loro storie. Dal pigiama all’abito attillato, è palese quanto sia irrilevante il vestiario di una donna, eppure questa domanda non cessa di esistere. Ci sono domande che non sono punti interrogativi, ma punte di coltello che ti frugano dentro, ferendo.

Alla Rocca, è stato possibile ammirare la mostra d’arte a cura di Antonella Botticelli, a cui hanno aderito 33 artisti per una quarantina di opere.

Ad accompagnare l’evento, le opere degli studenti del Liceo Artistico, ma anche le ballerine di Carmen Castiello, che nelle loro movenze, hanno mimato la disperata richiesta di aiuto di una donna. Presente, inoltre, la mostra fotografica di Giovanni Caccavale, giovanissimo con il talento per le fotografie, quelle che hanno un’anima e raccontano il dramma della violenza sulle donne.

In questa giornata si è assistita ad una profonda sinergia, tra l’arte e questo tema così cruciale. Dal disegno, alla danza, alle foto, fino alla poesia di Mary Simmerling recitata da Ilaria Masiello. Da questi versi struggenti, nasce l’originario progetto dell’Università del Kansas. In seguito, si è svolto un dibattito, con esponenti di Amnesty International, “Parole di odio sul Web”.

L’evento, organizzato da Exit Strategy, Culture e Letture, UniveroArte, su concessione di Libere Sinergie di Milano, ha in programma una serie di eventi collaterali fino al 1 dicembre 2019.

Italia De Luca

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