“Nell’ultimo anno via meno giovani: vuol dire che qui stanno finendo”

“Dal 2015 al 2021 le province di Avellino e Benevento hanno perso 40mila persone, ossia 8mila all’anno. Ma dal 2016 al 2024 la media è scesa a 6mila, nell’ultimo anno sono soltanto 3616 quelli andati via. Un dato apparentemente positivo: non vuol dire che si è ridotta la spinta a uscire ma, semplicemente, stanno finendo i giovani. Ciò significa che decresce la popolazione e sale l’indice di vecchiaia”. Questa la prospettiva del prof. Giuseppe Marotta, pro-rettore dell’Università del Sannio, esternata nel corso dell’audizione della Commissione aree interne tenutasi questa mattina alla Rocca dei Rettori.

Il docente, specializzato sul tema, ha fornito ulteriori dati utili a inquadrare la fuga di giovani dal nostro territorio: “Unisannio ha intervistato coloro che si sono laureati negli ultimi cinque anni: su 282 risposte, emerge che il 52% lavora fuori regione o all’estero e circa il 20% in provincia di Benevento. Di questi, 19 hanno fondato startup legate soprattutto a servizi digitali. Ciò vuol dire che c’è un fermento dovuto al ruolo dell’università”.

Ma se Atene piange, Sparta non ride: “Lo spopolamento delle aree interne porta alla crisi delle nascite, alla chiusura progressiva dei servizi, all’indebolimento del contesto economico e delle risorse naturali. Ma i centri urbani e le aree costiere concentrano oggi i principali problemi quali rifiuti, inquinamento, squilibri alimentari. Oggi viviamo l’insostenibilità delle aree urbane e costiere che forse è un problema anche più grave”. Per questo motivo, secondo Marotta, si rende necessario il policentrismo: “Spostare i servizi nelle aree interne. Penso a milioni di campani che ogni giorno partono per andare a Napoli: ma se spostassimo ad esempio l’assessorato all’agricoltura regionale ad Avellino o Benevento non sarebbe meglio?”.

Cammarano: “Prepariamo legge ad hoc”

“Stiamo investendo molto nel rapporto con le sigle sindacali per ricevere da loro input utili per poter sia operare in Regione Campania sia per formalizzare una legge nazionale che presenteremo al governo” ha detto Michele Cammarano, presidente della Commissione aree interne. Secondo il consigliere regionale “bisogna approfittare della odierna sensibilità politica per aumentare condizioni di vita e servizi nelle aree interne. In Campania siamo passati da quattro a sette aree Snai, ma il problema atavico è la realizzazione di progetti dovuta alla mancanza di personale nei comuni, per cui è nostro compito aiutarli in tal senso”.

“Questione sanità si risolve a Roma”

“La commissione sta facendo un buon lavoro attraversando tutte le province. Quella di oggi è una discussione approfondita sui temi agricoli che ci riguardano, soprattutto a fronte dei nuovi bandi che stanno uscendo” afferma il consigliere Pd Mino Mortaruolo, soffermandosi particolarmente sulla questione sanitaria, rilanciata dal collega Gino Abbate: “Quello legato alla sanità è un problema di carattere nazionale: è stato sventrato il diritto alla salute e il vero responsabile è il Parlamento. La vicenda si risolve a Roma non a Napoli, è lì che si decide lo stanziamento dei fondi a livello regionale”.

La voce delle sigle

“Per fermare l’emorragia dello spopolamento di giovani le priorità devono essere una sanità di ottima qualità, la tutela del diritto allo studio e una rete stradale secondaria che non sia fatiscente. Dobbiamo concentrarci sul ruolo dei giovani, partire dalla base e dalla vocazione agricola del nostro territorio. Per questo motivo ritengo fondamentale anche la formazione, mettendo la nostra esperienza al servizio dei ragazzi” ha dichiarato Carmine Fusco, presidente Cia Benevento. “Ciò che vogliamo sia inserito nella legge è la difesa delle fragilità delle aree interne. Dunque no al fotovoltaico a terra e all’eolico selvaggio. Quella di oggi è un’opportunità da cogliere per definire progettualità chiare e autorevoli” ha affermato il vicepresidente nazionale di Coldiretti, Gennarino Masiello.

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