Una mozione di sfiducia costruttiva che spodesta il presidente Zaccaria Spina è stata firmata e depositata da sette sindaci della Comunità Montana del Fortore: si tratta di Angelo Pepe (Apice), Roberto Cocca (San Marco dei Cavoti), Lucio Ferella (Baselice), Giuseppe Addabbo (Molinara), Michele Leonardo Sacchetti (Montefalcone di Val Fortore), Giuseppe Antonio Ruggiero (Foiano di Val Fortore) e Antonio Pio Morcone (Castelfranco in Miscano).

All’interno del documento emerge, nel rispetto dello statuto, che i firmatari hanno nominato Sacchetti quale presidente e rappresentante legale, Cocca vicepresidente e assessore e Morcone assessore, chiedendo la convocazione del consiglio generale al fine di procedere alla votazione per appello nominale entro 10 giorni dalla data di presentazione della stessa. Alla base dell’azione dei sindaci sindaci “la grave e ormai consolidata situazione di marginalizzazione ed agonia del territorio della Comunità Montana del Fortore (BN) e il fallimento dell’ultradecennale Governance di un Ente la cui natura di «secondo livello» imporrebbe di rappresentare, all’interno di una visione cooperativa, le varie sensibilità politico-territoriali anziché esplicitarsi in azioni particolaristiche e, persino, antagonistiche”. Per questo motivo considerano che “occorre repentinamente, una vigorosa iniziativa istituzionale, all’interno di una visione inclusiva del territorio, protesa ad immettere dinamismo programmatico e politico nell’azione amministrativa della Comunità anche in funzione di una rinnovata sinergia con i diversi livelli di Governo”.

Tra le dichiarazioni programmatiche del nuovo corso “le profonde trasformazioni degli ultimi anni, con l’aggiunta delle forti accelerazioni causate dalla pandemia da Coronavirus” che “hanno rimesso le Aree Interne al centro del dibattito e delle iniziative programmatiche, a tutti i livelli. Esperti e politici hanno segnalato come fenomeni quali il «distanziamento sociale», destinato a mantenersi con strascichi ed effetti di medio e lungo termine, nuovi modelli di lavoro, in primis lo smart working, potrebbero ri-portare in auge i borghi e le aree più marginalizzate. La possibile nuova centralità delle aree interne si evince anche dalla consistente ed inedita dotazione di risorse per la «Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI» nel Piano per il Sud presentato dal Ministro Provenzano. Cogliere appieno queste grandi opportunità deve essere l’imperativo etico e politico di chi governa le nostre realtà. Le comunità montane, coerentemente, devono e possono assolvere la funzione di importante veicolo per la valorizzazione e lo sviluppo delle nostre aree interne, dalla cura del territorio all’azione fondamentale della programmazione integrata, concertata e multilivello”.

“Il Fortore beneventano – quindi – può e deve giocare un ruolo da protagonista con l’obiettivo di interrompere l’abbandono e la desertificazione in atto. Sarà, pertanto, priorità della nuova Governance dell’Ente: riorganizzare il servizio per la cura e la manutenzione delle nostre aree al fine di valorizzare le strade rurali ed i sentieri; programmare iniziative di comunicazione e valorizzazione delle bellezze storiche e paesaggistiche; facilitare nuove forme di integrazione e condivisione dei servizi tra i vari comuni; rilanciare l’azione programmatica all’interno della SNAI; rilanciare il core business della forestazione”.