Consorzio di Bonifica della Valle Telesina, riunione per discutere del trasferimento del...

Consorzio di Bonifica della Valle Telesina, riunione per discutere del trasferimento del personale al Sannio Alifano

Il 21 febbraio riunione tra le parti alla presenza del prefetto Cappetta su richiesta del sindacalista Interprovinciale AV-BN FILBI-UILA Ciro Abitabile

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Un plauso ed un ringraziamento a S. E. il Prefetto di Benevento Dott. Francesco Antonio Cappetta, al Vice Prefetto Vicario Dott.ssa Ester Fedullo e al Capo di Gabinetto Dott.ssa Maria De Feo che, facendo seguito ad una richiesta del Sindacalista Interprovinciale AV-BN FILBI-UILA Ciro Abitabile, con molto umanità, responsabilità istituzionale e professionalità hanno convocato una riunione per esaminare la problematica del trasferimento del personale del soppresso Consorzio di Bonifica della Valle Telesina al Sannio Alifano.

La riunione si è tenuta il 21 febbraio 2019 ed erano presenti oltre il Vice Prefetto Vicario Dott.ssa Ester Fedullo e il Capo di Gabinetto Dott.ssa Maria De Feo, il Dott. Carotenuto (Direzione Generale Politiche Agricole, Alimentari e Forestali della regione Campania), il Dott. Santagata (Presidente del Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano), l’Ing. Natalizio (Direttore Generale del Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano), l’Avv. Martino (Consulente Legale del Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano), l’Ing. Di Giovanni (Rappresentante del Consorzio di Bonifica Sessa Aurunco), il Sindacalista Ciro Abitabile e i lavoratori Augusto Nero e Giuseppe De Lucia. Mancava il Dott. Giuseppe Catenacci, Commissario Liquidatore del soppresso Consorzio di Bonifica della Valle Telesina, che doveva in primis tutelare i lavoratori del soppresso Consorzio di Bonifica della Valle Telesina. Dopo una attenta considerazione del Dott. Carotenuto di questa ventennale odissea in base alle leggi regionali per il relativo trasferimento (L.R. 4/2003-Art. 3 della L.R.11/2012 e successiva abrogazione) si è passati all’analisi della L.R. n.60/2018 che ha abrogato l’art.3 della L.R.11/2012 e che ha previsto un finanziamento di tre milioni di euro al Sannio Alifano e tre milioni al Sessa Aurunco che dovranno provvedere oltre un piano di valorizzazione territoriale nell’ambito del Comprensorio di Bonifica dell’ex Consorzio di Bonifica della Valle Telesina anche all’assorbimento delle risorse umane del soppresso consorzio di Bonifica della Valle Telesina. Il Sessa Aurunco esclude la possibilità di assorbire anche parzialmente il personale del soppresso Consorzio di Bonifica della Valle Telesina. Il Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano, con l’intervento del Presidente, “sarebbe propenso” all’assunzione del personale attraverso un piano di valorizzazione già sottoposto alla regione prima della L.R.60/2018, purché vengano assicurate le dovute risorse per l’assorbimento del personale e della valorizzazione del territorio del soppresso Consorzio di Bonifica della Valle Telesina. La Dott.ssa Fedullo auspica che la regione Campania solleciti gli i due Consorzi e poter dare attuazione alla recente L.R.n.60/2018 al fine di consentire la soluzione inerente il personale dell’ex Consorzio di Bonifica della Valle Telesina. Il Sindacalista Ciro Abitabile, fiducioso in una risoluzione della problematica proposta dalla Dott.ssa Fedullo, annuncia sin da ora che, qualora vi siano condizioni ostative a tale risoluzione, continuerà la sua battaglia in sede Regionale e nelle sedi più opportune affinché venga revocato il contributo di tre milioni di euro al Sessa Aurunco (restio all’assorbimento del personale) e dati al Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano che, a mente della L.R.4/2003 art. 34  comma 3 lettera a), potrà con i sei milioni di euro e adottando una politica sociale (pre-pensionamento ecc.) valorizzare il territorio telesino e assorbire il restante personale fino al pensionamento degli stessi. Il Sindacalista Ciro Abitabile ha sottolineato inoltre la drammaticità che ha coinvolto i dipendenti, che da tempo non sono retribuiti o retribuiti quasi esclusivamente tramite decreti ingiuntivi e costretti a ricorrere ad onerosi prestiti bancari. Con il senno di poi è facile immaginare che in tali procedure si inseriscono terzi creditori e ciò comporta spese legali ed un enorme esborso di denaro pubblico.

Conmunicato stampa