Sul finire del dicembre 2018 è stata costituita la Consulta Legale Nazionale dell’ASSO-CONSUM, associazione che si occupa di diritti e tutela dei consumatori, accreditata presso il MISE e che fa parte del CNCU (Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti).
L’Avv. Giuseppe Sorrentino, Responsabile Nazionale dell’Ufficio Legale ASSO-CONSUM, ha nominato membro della Consulta l’Avv. Antonio Polcino, conferendogli la carica di responsabile del delicato settore “Banche e finanza”.
Campano, avvocato del Foro di Benevento, il professionista sannita svolge la propria attività tra la Campania, il Lazio ed il Molise, occupandosi da anni del settore bancario e della tutela di consumatori ed imprese.

“La mia nomina a responsabile del settore “banche e finanze” da parte dell’Avv. Giuseppe Sorrentino, Responsabile Nazionale della Consulta Legale dell’ASSO-CONSUM, è avvenuta  a fine dicembre scorso.  E’ un incarico a titolo onorifico che ho accettato con entusiasmo professionale e personale, considerato il percorso iniziato già diversi anni or sono proprio in seno all’Associazione e la partecipazione come delegato nelle ultime 3 sessioni congressuali nazionali del CNCU.
Attraversiamo un momento molto delicato e le problematiche attinenti alla crisi che ha colpito il settore bancario e finanziario sono molto avvertite dall’opinione pubblica, anche perché su certi aspetti, sia in relazione al salvataggio di alcuni istituti in crisi,  da ultimo il cd decreto salva Carige, sia in relazione al risarcimento dei risparmiatori coinvolti dai default delle Banche venete e del centro Italia, si è acceso il dibattito politico e i toni propagandistici utilizzati più che fornire utili elementi di chiarificazione ed informazione dell’opinione pubblica hanno alimentato toni da stadio tra gli elettori.
Ben venga l’azionismo del nuovo Governo che è intervenuto in maniera decisa per la tutela e il risarcimento dei risparmiatori colpiti dalle crisi delle Banche Venete, ma il copioso fondo di ristoro (che secondo la nota integrativa al DEF dovrebbe addirittura essere alimentato mediante il ricorso al fondo costituito dai depositi e conti cd dormienti gestito dalla CONSAP) e le procedure di risarcimento previste sono state dedicate solo agli investitori coinvolti con le predette situazioni di default e pertanto, rivestendo carattere eccezionale, non possono e non potranno essere invocate per soddisfare eventuali pretese riparatorie da parte di soggetti convolti in vicende diverse da quelle più volte citate, seppure affini negli effetti.
Di fatto il Governo ha agito bypassando le Associazioni Nazionali dei Consumatori che fanno parte del CNCU, scegliendo a suo piacimento gli interlocutori.
Questo modo di fare, per ora, ci ha fatto perdere l’occasione di intervenire  in modo organico per la tutela di qualunque posizione similare e in tal senso ci sono migliaia di risparmiatori del SUD che sono allo stato potenzialmente privi di tutela: penso ad esempio che la manovra politica sopra descritta fa sorgere dubbi rispetto alla sorte di altri e diversi istituti di cui è evidente un possibile stato di “difficoltà”/”dissesto” (si pensi, solo per citare un caso ormai balzato agli onori della cronaca, a Banca Popolare di Bari).  Cosa devono attendersi queste migliaia di risparmiatori, clienti ed investitori “in bilico”? Si dovrà aspettare di leggere di un nuovo default per avere un intervento legislativo?
Il problema che quotidianamente siamo chiamati ad affrontare è quello del sovraindebitamento delle famiglie e delle imprese: seguiamo migliaia di casi sia in fase stragiudiziale che giudiziale. Tra la fine del 2017 e nel 2018 la Cassazione è intervenuta con più sentenze, anche a sezioni unite, sui temi dell’usura bancaria: decisioni che hanno riguardato gli effetti dell’usura sopravvenuta, oppure il valore delle istruzioni della Banca d’Italia nella determinazione delle modalità di calcolo del tasso soglia usuraio, o ancora sulla soggezione dei tassi corrispettivi moratori alla disciplina antiusura. Interventi che però non hanno del tutto definito il quadro interpretativo e che risentono dell’incertezza, anche strutturale, della normativa di riferimento.
Sarebbe auspicabile un intervento legislativo, almeno per il futuro, perché queste tematiche riguardano migliaia di contenziosi pendenti, cui fanno affidamento migliaia di risparmiatori che sperano di riuscire a ripetere quanto illegittimamente pagato o richiesto.
Nell’agenda di Governo però di questi temi concretamente non vi è traccia.Come Associazione, quindi, auspichiamo quanto prima l’apertura di un tavolo di confronto con l’esecutivo, che provvederemo a richiedere subito dopo la la riunione della Consulta Nazionale a fine gennaio.
Sono fiducioso che con la professionalità di tutti i colleghi che saranno coinvolti e con la eventuale disponibilità istituzionale, si possano programmare degli interventi legislativi efficaci per la tutela dei soggetti colpiti dal sovraindebitamento e per tutti quei consumatori e quelle aziende che hanno subito fenomeni di usura bancaria e applicazioni di costi ed interessi illegittimi, che sperano di vedere restituito quanto indebitamente pagato. Il vero cambiamento può concretizzarsi proprio in una serie di interventi che siano il frutto del confronto tra le parti e del coinvolgimento anche dei consumatori nelle scelte legislative”.

Comunicato stampa