Da una nota diffusa alla stampa all’indomani dell’ultima riunione in streaming del Coordinamento Cittadino del Partito Democratico sul tema del verde pubblico e sulla questione dei pini in Viale Atlantici:

“Le tematiche legate all’ambiente, alla sua tutela ed alla salvaguardia del verde pubblico devono essere tenute in grande considerazione per lo sviluppo della nostra città, anche alla luce delle conseguenze scaturite dall’emergenza sanitaria in atto. Per questo, il Circolo Cittadino appoggia ogni forma di manifestazione e di proposta che punti alla salvaguardia dell’ambiente e, in merito alle vicende che stanno riguardando la gestione del verde pubblico in città, con particolare riguardo ai pini del viale degli Atlantici, è stato approvato il documento che di seguito si riporta.

“Nel pieno dell’emergenza globale per il diffondersi del Coronavirus, è tornata in primo piano la sbandierata “necessità” dell’abbattimento di pini in tutta la città di Benevento, accompagnato dal balletto del numero di esemplari.

L’incolumità dei cittadini è diventato il mantra su cui puntare per affrontare una problematica complessa come quella della gestione del verde pubblico che richiede ingenti risorse economiche, umane e conoscenze specialistiche per evitare di individuare in accadimenti naturali, errori e/o negligenze che sono da attribuire all’azione antropica.

La gestione del verde pubblico prevede di intervenire, nelle varie fasi vegetative, sulla gestione della chioma in maniera corretta ma, a Benevento, negli ultimi anni raramente si è assistito ad interventi di potatura da manuale. Anzi, gli interventi effettuati nei mesi scorsi sulle alberature che costeggiano il Lungo Calore Manfredi di Svevia sono l’ultimo esempio della cattiva gestione del verde pubblico in città: assomigliano molto di più a capitozzature che non ad interventi di potatura. I professionisti del settore sanno bene che provvedimenti del genere si rendono necessari a seguito della mancata manutenzione del verde, ma hanno come risultato la perdita di stabilità dell’alberatura sottoposta a questa forma di intervento.  

Altro problema antropico è la continua e incessante cementificazione. Costruire muri a ridosso di alberature, “affogare” colletti, tronchi e radici nelle pavimentazioni dei marciapiedi, mai risolverà il problema della presunta “pericolosità” degli alberi. Anzi. Esempi ne sono il viale Mellusi o i famigerati pini di viale degli Atlantici, via Pacevecchia e altrove. Il verde pubblico, così mal gestito in città, sarà sempre un problema e mai una risorsa.

Il dott. for. Gigi Sani, da sempre impegnato nello studio della stabilità degli alberi, disse in un seminario che prima di mettere le mani su un albero bisogna chiedersi “cosa non so e quindi non devo fare? Evitare danni è già un successo”! Il primo passo per la salvaguardia dell’incolumità dei cittadini, della salute pubblica e della tutela ambientale, è la conoscenza approfondita e consapevole del mondo vegetale. Ciò presuppone studi approfonditi di fisiologia vegetale, statica degli alberi e conoscenza delle esigenze pedoclimatiche delle nuove specie da inserire, soprattutto in contesto urbano. Paradossalmente, l’abbattimento di 12 esemplari, senza alcun rilievo strumentale e senza un’inconfutabile certezza di pericolosità, potrebbe addirittura aver indebolito la stabilità degli esemplari attigui.

Come giustamente evidenziato dal prof. Francesco Ferrini (presidente della Scuola di Agraria dell’Università di Firenze, premiato con l’Award of Merit dell’International Society of Arboriculture, massima associazione professionale al mondo nel campo dell’arboricoltura urbana), c’è molta confusione sullo stato di salute degli alberi e il fatto che un albero sia sano o malato non è un motivo sul quale basare l’eventuale scelta dell’abbattimento. Esistono alberi malati che possono essere curati e lasciati al loro posto, come possono esserci piante sane ma con problematiche strutturali che devono essere abbattute.

Come più volte richiamato all’attenzione dell’amministrazione comunale, l’approccio corretto per affrontare a Benevento la gestione del verde pubblico richiede che, oltre alla valutazione della stabilità degli alberi basata su rilievi visuali e sull’analisi biomeccanica, si proceda anche ad un’indagine sul valore economico delle alberature in termini di assorbimento di CO2, produzione di ossigeno, filtraggio di PM: nel caso dell’abbattimento di un numero elevato di esemplari, la città rimarrebbe completamente priva di un polmone verde, per anni, in attesa che l’impianto di nuovi esemplari possa equiparare quantitativamente assorbimento di CO2, produzione di ossigeno, filtraggio di PM, protezione dal calore estivo. Senza pensare, poi, all’enorme impiego di risorse pubbliche per affrontare le operazioni di abbattimento, eliminazione dei residui e dell’apparato radicale, rifacimento del tratto stradale e dei marciapiedi e messa a dimora di nuove alberature.

Anche per la scelte delle essenze vegetali in sostituzione dei pini, l’amministrazione ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza pensando di risolvere la questione con un “concorso di idee” dei cittadini. Il verde pubblico non è un gioco o un passatempo, ma è materia da riferire ad esperti del settore. Siamo, dunque, lieti che uno dei massimi esperti di arboricoltura, il dott. for. Rocco Sgherzi, abbia confermato quello che professionisti beneventani avevano ampiamente affermato”.

Comunicato Stampa