Le pagelle: Ciano col brivido, La Gumina floscio e Simy impercettibile

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Doccia gelata per il Benevento che si fa acciuffare nel finale dal Cosenza dopo aver condotto per quasi un’ora al “San Vito-Marulla”. Gara equilibrata e che non regala spettacolo, con la Strega che la sblocca dal dischetto con Ciano ma che non legittima il risultato al cospetto dell’ultima in classifica, in contrasto con la tifoseria (assente annunciata dai gradoni dell’impianto calabrese) in aperta contestazione con la società. Gli ingredienti per portare a casa i tre punti c’erano tutti, a maggior ragione dopo il vantaggio acquisito nel primo tempo, ma alla lunga vengono nuovamente fuori tutte le lacune di questa squadra: Ciano capitalizza al meglio e si prende la palma di migliore in campo tra i giallorossi, a seguire il generale Kamil Glik. Il resto del gruppo stagna invece tra la mediocrità e il compitino, mentre alla luce del finale maturato, non si possono perdonare le due occasioni, per giunta le uniche, fallite da La Gumina, che pecca di cattiveria davanti a Micai. La classifica continua a preoccupare e il cammino non è per nulla agevole: Cannavaro si troverà di fronte i due compagni iridati del 2006, attuali allenatori di Genoa e Frosinone, Gilardino e Grosso, poi dovrà vedersela nello scontro diretto casalingo con il Venezia e volare successivamente a Cagliari. Urge una sterzata e anche in fretta. Di seguito le valutazioni:

PALEARI 6: bucato dal nulla, quando la percezione del pericolo si faceva sempre più pressante. Non riesce a ovviare allo svarione collettivo in area, non può garantire miracoli per sempre. Eppure fa male, mai severamente impegnato se non dal tiro cross di Martino che scheggia la traversa.

EL KAOUAKIBI 5,5:
inizio balbettante poi lentamente cresce in convinzione e corsa beneficiando della rete del vantaggio. Indiziato numero uno sul pari di Vaisanen: copre lo spazio ma non l’uomo, perdendoselo completamente.

GLIK 6:
in controllo per tutta la gara, tiene d’occhio Larrivey e Nasti tenendo sempre alta la guardia. Non un lavoro immane oggi, eppure alla fine arriva la beffa. Si traveste anche da assistman: La Gumina però non ne approfitta.

VESELI 6:
a tratti soffoca Nasti seguendolo fin negli spogliatoi. Ordinato e a suo agio nelle vesti di centrale, soprattutto con Glik al suo fianco, anche se il compito odierno è parso piuttosto semplice e per questo aumentano i rimpianti.

FOULON 5,5:
gara dai due volti la sua. Scarsa spinta e pochi mezzi per difendere nella prima frazione, più corsa e intensità ma anche attenzione dietro, nella seconda. Fallo evitabile, il giallo gli farà saltare il Genoa e con Masciangelo out non è affatto una buona notizia.

KOUTSOUPIAS 6:
inizialmente esitante in fase di ripiego, anche per lui il vantaggio è un’iniezione di fiducia. Impegna Micai che si rifugia in angolo, si propone di più dalla trequarti in su fino a non sbottonarsi troppo nel cuore della ripresa (dal 36′ st Kubica sv: anche lui nell’azione incriminata, Vaisanen gli sguscia alle spalle).

SCHIATTARELLA 6:
fa fatica a imbastire, regalando anche due palloni ai padroni di casa nel corso del primo tempo, ma alla lunga esce fuori e propizia l’azione da rigore. Sfiora anche il raddoppio e gestisce una miriade di palloni, ma sembra aver perso lo smalto dei tempi migliori.

KARIC 6:
ringhia sulle caviglie avversarie e non gira intorno alle cose, pratico in mezzo al campo. Si dà alla lotta ma è anche nel vivo dell’azione (dal 48′ st Forte sv).

CIANO 6,5: si procura il rigore e sblocca col brivido. Fa valere i piedi buoni a dispetto di una condizione in via di miglioramento che fa da contraltare ai pochi palloni giocabili. Il primo gol in giallorosso alla fine non vale i tre punti: amarezza (dal 36′ st Farias sv: cestina due occasioni, prima del pari e dopo).

IMPROTA 5,5:
una sortita in ripartenza per La Gumina che non incide, qualche spunto qua e là ma senza mordere più di tanto. Pomeriggio chiaroscuro per il capitano che col passare dei minuti abbassa il raggio d’azione finendo colpevolmente per arretrare fin troppo.

LA GUMINA 5:
si sfianca, è vero, rincorrendo palloni irraggiungibili ma ha sui suoi piedi due chance, per andare in vantaggio e per raddoppiare, calciando però con poca forza e lucidità. Specchio di un reparto ancora floscio (dal 25′ st Simy 5: il suo peso in attacco non è più percettibile e tanto basta per evidenziarne l’involuzione).

CANNAVARO 5,5:
costretto a ridisegnare la squadra nel segno dell’equilibrio, a far la differenza sono i dettagli, ossia la finalizzazione e le maledette palle inattive. L’attacco langue sempre più e se la gara resta aperta fino alla fine il pericolo è sempre dietro l’angolo, quello che arriva da una macchia bianca in mezzo a una nube nera composta da quattro calciatori. Nuvoloni mai scacciati e che sono sempre lì a ricordare che questa è una stagione maledetta e che nulla va lasciato al caso, dalle scelte in campo a quelle in panca.

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