Una serata di ascolto, confronto e autentica accoglienza ha accompagnato, a Vico Noce, la presentazione della versione in Braille di Costruire per decostruirsi, il libro di Mario Ferraro, pubblicato nel 2025 da Progetto Cultura e la curatela di Michele Piramide

L’evento, organizzato da Eccellenze Sannite, ha registrato una significativa partecipazione, confermando l’attenzione che il volume continua a suscitare a quasi un anno dalla sua pubblicazione.

Decostruire per decostruirsi è, ancora una volta, un libro che cambia forma. Dopo aver attraversato l’Italia e incontrato persone, territori e sensibilità differenti, questa nuova tappa rappresenta una vera e propria ulteriore “decostruzione”: il testo approda infatti al Braille, trasformando il proprio codice e aprendosi a una diversa esperienza della lettura.

Il Braille, sistema di scrittura e lettura tattile ideato da Louis Braille nell’Ottocento, ha permesso di abbattere una delle più importanti barriere nell’accesso alla cultura, offrendo alle persone non vedenti la possibilità di leggere e scrivere attraverso il tatto.

Per Decostruire per decostruirsi, questa trasformazione assume un significato che va oltre la semplice veste editoriale. Il libro, infatti, nasce proprio dalla volontà di mettere in discussione le proprie certezze, abbattere pareti e interrogare continuamente il modo in cui guardiamo noi stessi e gli altri.

Il libro si decostruisce ancora una volta per ricostruirsi in una nuova forma. È questo il filo conduttore emerso durante l’incontro di Vico Noce: un’opera capace di modificarsi senza perdere la propria identità, di attraversare linguaggi differenti e di continuare a incontrare nuovi lettori.

La nuova versione in Braille si inserisce nel percorso culturale intrapreso da Mario Ferraro, imprenditore che attraverso il libro ha scelto di assumere anche un ruolo di mediatore culturale, utilizzando la scrittura e il confronto come strumenti per creare connessioni.

Il ritorno a Benevento rappresenta così una tappa significativa di un viaggio iniziato nel 2025 e proseguito attraverso diverse città italiane. A quasi un anno dall’uscita, il volume continua a mantenere una propria risonanza mediatica e culturale, dimostrando come un libro possa continuare a vivere e trasformarsi anche dopo la sua pubblicazione.

E proprio la nuova versione apre inevitabilmente a una domanda: quale sarà la prossima forma di Decostruire per decostruirsi?

Dopo la carta e il Braille, potrebbe arrivare l’audiolibro. Oppure una nuova forma ancora, capace di spingere il testo oltre i confini tradizionali della lettura.

Perché, in fondo, è questa la sfida di Decostruire per decostruirsi: cambiare forma, abbattere barriere e continuare a decostruirsi per poter incontrare l’altro.

L’incontro di Vico Noce ha confermato che il percorso del libro è ancora aperto e che la sua storia, a quasi un anno dalla pubblicazione, è tutt’altro che conclusa.