Covid, San Pio riapre terapia intensiva più 36 posti in area medica

Il “San Pio” riapre la terapia intensiva con cinque postazioni riconvertite per i pazienti covid ricoverati nel padiglione Santa Teresa e altri 36 posti letto destinati all’area medica: è la risposta dell’ospedale sannita al riacutizzarsi del contagio in città e in provincia. Lo ha annunciato il direttore generale Mario Ferrante questa mattina nel corso dell’incontro con la stampa per la presentazione del calendario 2022 in collaborazione con Mangimi Liverini e l’artista Giovenale Tresca.

Il nosocomio si riattrezza dunque per fronteggiare la quarta ondata che dovrebbe avere il suo picco tra gennaio e febbraio: “Sono numeri da prima fase – quelli dei posti letto allestiti nei reparti dedicati al virus – perché i tempi ci costringono in quanto i casi aumentano. Tenete conto che il 75% dei pazienti sono di fuori provincia, la sanità è di tutti e noi non possiamo rinunciare a dare risposte”. Accoglienza nell’ambito del rapporto di collaborazione e interscambio tra presidi regionali per fronteggiare al meglio la crescita delle infezioni. “Il covid è ancora presente, si è trasformato ma è sempre qui. Oramai coinvolge tutte le fasce ed è per questo che l’età media dei decessi è calata” ha proseguito il dg dell’azienda ospedaliera sannita che ha voluto anche fare chiarezza sui benefici della vaccinazione: “La percentuale di vaccinati fa la differenza perché chi non lo è all’80% si ammala. Le morti sono legate principalmente alla patologia di base: se si ammala una persona forte è più facile che se la cavi rispetto a chi ha comorbilità e con patologie che si aggravano in presenza del covid. La differenza la fa la vaccinazione di massa con la sua funzione preventiva e precauzionale”.

Poi un appello in qualità di pediatra ai genitori affinché scelgano di vaccinare i propri figli sulla base delle informazioni scientifiche: “I bambini si devono vaccinare e come per i vaccini obbligatori non si corre nessun pericolo. Ammetto che una persona possa avere paura ma la paura si supera con la conoscenza. Oggi, mi dispiace, ci sono molti tuttologi in giro”. L’appuntamento oramai consueto con il calendario dell’ospedale esalta le qualità artistiche di Giovenale Tresca, “un modo per integrare la terapia con l’arte” ha affermato l’artista che ha donato già in passato a diversi reparti di degenza le proprie opere per allietare i pazienti, consolidando la propria collaborazione con la struttura sanitaria di via Pacevecchia. “Ce lo chiedono in tanti e oramai è diventata un’abitudine” ha commentato Ferrante in riferimento all’almanacco contenente anche brevi elementi di storia della medicina e note di letteratura, oltre ad avere lo scopo di informare sui servizi sanitari che l’azienda mette a disposizione dell’utenza.

Realizzato grazie alla sponsorizzazione dell’ex vertice di Confindustria Filippo Liverini, “che da presidente ha fatto da trait d’union con le altre aziende per la raccolta fondi da destinare al nostro ospedale” ha ricordato Ferrante. “Ci sono molto legato” ha affermato Liveriniperché qui sono stati ricoverati familiari con problemi seri e curati brillantemente. Con Ferrante l’ospedale è inclusivo e aperto al territorio e questo è un segnale forte di sinergia tra istituzioni e aziende del territorio. Nel nostro contesto insistiamo sempre di più sulla funzione sociale. Al più presto faremo un bilancio sociale per raccontare la nostra attività senza pensare solo al profitto economico ma destinarlo in parte al territorio”.

I commenti sono chiusi, ma riferimenti e pingbacks sono aperti.