“Siamo preoccupati. Iniziava così il documento “Per amore del mio popolo non tacerò” scritto da Don Peppe Diana e distribuito nel Natale del 1991 in risposta agli omicidi e alle stragi dei clan che stavano insanguinando l’aversano. Proprio a distanza di venticinque anni della barbara uccisione di Don Peppe ci ritroviamo a rileggere quel documento e a condividerne la preoccupazione seppure in un tempo e in un contesto diverso”: si esprime così il coordinamento di Libera Benevento in merito ai recenti fatti di cronaca che si sono verificati in città e in provincia.

“La preoccupazione – scrivono – che portò Don Peppe a redarre quel documento è, infatti, la stessa che avvertiamo nella città di Benevento e in tutto il Sannio di fronte ad una serie di circostanze che, mai prima d’ora, si erano palesate in maniera così tangibile ed evidente da svuotare, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la retorica di “Benevento città tranquilla”. Il susseguirsi di atti criminosi nel nostro territorio (da ultimo i proiettili esplosi contro un esercizio commerciale al Rione Ferrovie) non possono lasciarci indifferenti e soprattutto non possono che suscitare una presa di coscienza della società civile presente nella nostra città e in tutta la provincia. Se la magistratura, le forze dell’ordine e le Istituzioni tutte hanno il compito di garantire la sicurezza e il rispetto delle regole, è allo stesso modo importante che i cittadini tutti siano capaci di riconoscere, distinguere e denunciare pratiche o azioni che non fanno altro che danneggiare tutta la nostra comunità”.

“Ci sono zone della nostra città e della nostra provincia – proseguono – che vivono forti condizionamenti, rispetto ai quali non si può continuare a far finta di nulla o girarsi dall’altra parte. Ciò creerà sempre di più situazioni favorevoli ad atti criminali e di corruzione a qualsiasi livello e non solo riferibili alla criminalità organizzata. Le coscienze non possono essere impermeabili alle ingiustizie e nessuno può venire meno “all’irrinunciabile ruolo profetico della denuncia”. Come fu già ben detto in altre circostanze, “c’è troppa timidezza a più livelli” dove a volte la denuncia è vista come un fastidio o qualcosa che possa scalfire intoccabili equilibri. Rispetto a tutto ciò non si può tacere”.

“Il coordinamento di Libera a Benevento – si legge nella nota – si augura che siano messe in campo azioni incisive e determinate affinché il fenomeno della criminalità organizzata non venga mitigato, ma venga posto tra le priorità nelle agende operative delle Istituzioni e nelle coscienze dei cittadini. Occorre ripristinare un clima di fiducia e reciprocità tra le Istituzioni e la società responsabile per far sì che un giorno, speriamo non lontano, di fronte all’ennesimo atto intimidatorio nei confronti di chi lecitamente compie il proprio lavoro, o di chi prova a svolgere le sue funzioni con disciplina e onore, o di chi prova a tenere vivo il tessuto imprenditoriale del proprio territorio rispettando le regole, ci si possa sentire forti di far parte di una comunità che non china il capo, ma alza lo sguardo ed è pronta ad essere solidale nei confronti di chi si trova in difficoltà”.

In conclusione “riprendendo ancora una volta le parole del documento “Per amore del mio popolo non tacerò”: “Tra qualche anno, non vorremmo batterci il petto colpevoli e dire con Geremia ‘siamo rimasti lontani dalla pace… abbiamo dimenticato il benessere… La continua esperienza del nostro incerto vagare, in alto ed in basso, … dal nostro penoso disorientamento circa quello che bisogna decidere e fare… sono come assenzio e veleno’”.