Dal successo delle cover in ukulele al singolo d’esordio: l’ascesa di Nilo

Le sue cover in compagnia dell’inseparabile ukulele hanno conquistato i social raccogliendo centinaia di migliaia di visualizzazioni, like e repost dagli artisti stessi e dal 28 ottobre ha coronato l’apice dell’ascesa nel mondo musicale con il singolo di esordio “Banksy” (distribuito da ADA Music Italy): stiamo parlando di Nilo, giovane cantante classe ’97 originaria di Benevento. Maria, nome di battesimo, è laureata in Canto Pop al Conservatorio di Benevento, dove ha ricevuto proprio in quella occasione il suo primo ukulele che fa da sottofondo ai tanti video pubblicati nel corso del lockdown, creando una community sempre più ampia. Così ha conosciuto il suo attuale produttore musicale Davide Gobello e l’autore Francesco Guasti che per lei hanno scritto “Banksy”. Il brano è cullato dalla dolcezza dell’inconfondibile voce di Nilo e da un equilibrato ed essenziale accompagnamento indie-pop. Le parole rispecchiano la sua spiccata fragilità e sensibilità, narrando la fine di una storia d’amore contraddittoria ma con il sentimento che prevale ancora. “Scrivere non mi è mai risultato facile o istintivo – racconta Nilo – probabilmente perché non riesco a dare un ordine alle mille cose che penso, ma qualcun altro c’è riuscito per me. È strano e allo stesso tempo affascinante. Quando Francesco mi ha mandato la prima strofa con il primo ritornello ero incredula, non avevo raccontato molto di me al tempo ma nonostante questo quel testo mi rispecchia alla perfezione”. Inoltre, in occasione dei novant’anni di Sugar, Nilo collaborerà rivisitando e reinterpretando alcuni dei brani più famosi dell’etichetta. La giovane artista si è così raccontata a Cronache del Sannio:

Nilo, parlaci del percorso emozionale che ha portato alla nascita del primo singolo: dalle cover a un inedito c’è una bella differenza.
Sono convinta che tutto accade nel momento giusto. Qualche anno fa non avrei mai immaginato di raggiungere questi risultati, non riuscivo neanche a mostrare il mio volto nei video che pubblicavo su Instagram. Poi con la quarantena, il Covid, il silenzio, ho riflettuto e mi sono messa in gioco pubblicando le cover. Grazie a queste ho conosciuto Davide Gobello, il mio produttore, la persona giusta al momento giusto. Ora ho voglia di farmi conoscere davvero e un inedito ti mette a nudo completamente, sei tu e il tuo vissuto.

Il successo delle cover sui social: a quale sei più legata? E un complimento “speciale” ricevuto dall’artista originale?
Di sicuro ad “Irene” dei Pinguini Tattici Nucleari, la prima cover che ho pubblicato con l’ukulele. Qualche ora dopo averla caricata arrivò la ricondivisione dei Pinguini, ero incredula, felice da morire, ed è stato un chiaro segno che quella era la strada giusta da percorrere. Ogni commento è speciale, anche un semplice cuore o “è fantastica”, proprio perché è inaspettato.

Raccontaci il tuo primo incontro con l’ukulele.
Mi ero appena laureata al Triennio di Canto Pop in Conservatorio ed è stato il miglior regalo ricevuto nella mia vita. Da quel giorno non ci siamo più separati è stato amore a prima vista. Continua a riempire le mie giornate di serenità, spensieratezza e tanta tanta musica.

E il rapporto con la tua terra?
Ci sono momenti in cui ho creduto che per raggiungere tutti i miei sogni avrei dovuto allontanarmi da casa, ma ogni volta che ho provato a farlo perdevo il mio equilibrio. La pace che mi dà il mio piccolo paesino difficilmente riesco a trovarla altrove. Ho capito di non amare le grandi città, ma amo svegliarmi, guardare fuori dalla finestra, assaporare il silenzio, la pace e tutto il bello che la natura offre qui.

Obiettivi per il prossimo anno.
Lavorare, lavorare e lavorare. Ci sono tanti nuovi pezzi da finire e non vedo l’ora di farveli ascoltare. Allo stesso tempo le cover continueranno ad esserci e magari perché no, inizieranno presto anche i live!

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