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Puntuale come sempre, la rubrica “Day After” di Cronache del Sannio che analizza a mente fredda i match del Benevento. Grandi sorrisi dopo la vittoria di ieri giunta al 93′ e che trascina in testa alla classifica la Strega, che spicca il volo grazie alla zampata decisiva di chi, di sorrisi e allegria, ne fa uno stile di vita: Samuel Armenteros.

LA VIE EST BELLE
Parafrasando la sua affermazione e riadattandola in un francese che rievoca la marca di un noto profumo. Ed è più bella quando annusi l’aria di vetta, il sentore della vittoria, la percezione che qualcosa, dallo scorso anno è cambiato. Il Benevento di SuperPippo, rispetto a quello di Bucchi, ha cattiveria, fame e carattere, aspetti che nella squadra dell’attuale tecnico dell’Empoli, venivano tutti a mancare. Lo si diceva a tempo debito, quando Inzaghi fu scelto come suo successore: Pippo porta con sé il carattere, la voglia di vincere, lui che di perdere non ne vuole proprio sapere. E la sua Strega finora vola con tre vittorie consecutive addolcite da quell’esordio che sarebbe potuto diventare amaro se non fosse stato per il rigore parato allo scadere da Montipò. Giallorossi che hanno abbassato la saracinesca e subito soltanto un gol, ininfluente, contro il Cittadella, rispetto ai sette gol messi a segno che non ne fanno il miglior attacco, ma la seconda miglior differenza reti (+6). Classifica, questa, comandata dall’Ascoli che ha bucato la porta avversaria undici volte (cinque alla Juve Stabia ieri) e subito quattro gol, vale a dire +7. Rispetto ai piceni, i sanniti hanno un pareggio in più che finora fa la differenza e che non deve assolutamente far adagiare sugli allori i giallorossi che saranno chiamati al primo tour de force della stagione: iniziato il trittico col Cosenza, adesso tocca alle due temibili neopromosse Pordenone e soprattutto Entella, con la quale il Benevento divide il primato.

SORRISONI
Quelli di un sabato all’insegna di gol decisivi in gare importanti: lo sa bene Samuel Armenteros, lo sa altrettanto bene l’amico Romelu Lukaku. Entrambi in gol, festeggiano insieme sui propri profili Instagram, legati da un’amicizia che proprio il social del momento ha testimoniato nei loro post estivi. Un destino accomunato dall’arrivo del forte attaccante belga nel campionato italiano, alla corte di Antonio Conte. Prima Armenteros al 92′ poi Lukaku, nel derby di Milano, a sancire la supremazia nerazzurra sui cugini rossoneri. Sorrisoni in campo, gioia infinita su Instagram, a cominciare da Lukaku che dedica un post all’attaccante giallorosso, subito ricambiato dall’esotico svedese. Funambolo, dall’animo leggero e pieno di positività: ora Armenteros è diventato anche decisivo, dando a mister Inzaghi la certezza di un parco attaccanti di rilievo per la categoria e di affidamento, in caso di bisogno, su determinati elementi. E il sorriso non mancherà mai.

SCENARI
La Strega può tracciare il primo solco della stagione. Tutti i proclami sono banditi, così come le feste premature. Ora è il momento del lavoro, più che mai duro, che porterà frutti nell’ottica di un avvio di stagione che non dovrà essere effimero come quello con alla guida Bucchi. Il Benevento viaggia con numeri da primato e dovrà confermarli sul campo, beneficiando anche dell’aiuto della dea bendata qualora dovesse essere necessario. Gare come quella di ieri, è bene ricordarlo sempre, saranno innumerevoli nel corso del campionato, considerando fattori quali la stanchezza post derby, il caldo fuori stagione e l’interpretazione tattica dell’avversario. A Pordenone sarà dura così come contro una Virtus Entella che dimostra di non temere nessuno. Matricole sfacciate in una B da sempre piena di insidie e di trappole pronte ad inghiottirti. SuperPippo ne è consapevole, farà le valutazioni necessarie al fine di non snaturare un gruppo sempre più solido che si sta formando sulla strada delle vittorie: il cuore, la fiducia, la voglia di vincere non prescinderanno mai da qualsiasi discorso tecnico-tattico. Lo dimostra la gara di ieri, esempio da tenere sempre in considerazione quando il traguardo sarà più vicino o, semmai, lontano.