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Incantevole, nella nebbia fastidiosa, uno strato spesso che impediva a tratti la vista. Fatato, quando si trasforma in gigante, di furbizia e maestria, con sincera follia. Un piede magico, una parabola morbida da 50 metri, poi un bolide che lo trasforma da mago a stregone, definitivamente. L’inferno per gli avversari nel gelido “Vigorito”: è l’effetto Nicolas Viola che con la sua tripletta annichilisce il Trapani.

“UNA STELLA SUL PRATO SEI TU”
Che sia cometa lo si spera, soprattutto nei periodi di Natale zeppi di fiducia e buoni auspici. Una stella sul prato, cantava Adriano Celentano nella sua hit degli anni 70 dall’inequivocabile titolo “Viola”. Che non era riferita al buon Nicolas, per ovvi motivi anagrafici, lo si sa, ma il testo di quel brano sembra quasi premonitore, calzando a pennello con la prestazione macroscopica di ieri sera del regista di Taurianova. Regista, però, non è forse l’aggettivo che fa più al caso suo, con la nuova collocazione nel 4-3-2-1 varato da SuperPippo, che prevede al suo interno Schiattarella vertice basso e lui ed Hetemaj mezzali. In molti si chiedevano: renderà in quel ruolo? La risposta, dopo tre gare giocate col nuovo modulo, è la seguente: quattro gol, e fa niente se due sono arrivati dal dischetto. Compensano le magie di intuizione e sana pazzia che hanno inchiodato il risultato sul 5-0. E poi con franchezza, Nicolas dal dischetto è una garanzia che trasuda sicurezza sin dal posizionamento del pallone sul dischetto: sia Cordaz (pararigori) che Carnesecchi, sono stati messi a sedere dalla sua glaciale precisione dagli undici metri. Il povero talento della Nazionale under 21, inoltre, ha dovuto subire di tutto dal buon Nicolas nel finale, dopo aver tenuto a galla i suoi per oltre un tempo: volta le spalle al mago, che vede la palla fermarsi sui 50 metri dopo un fallo subito da un compagno. Il giovane azzurro non ci pensa, nel frattempo Viola l’aveva già fatto, e il pallone lo scavalca. Quel che fa dopo, però, è ancora più insano, perché l’ormai ex regista, trasformatosi in stregone a tutti gli effetti, sulla linea della trequarti scaraventa una bordata di sinistro nell’angolino, nonostante il portiere si sia fiondato sul pallone, ma la traiettoria è talmente precisa e potente da togliere le ragnatele dalla rete. Si erge sulla nebbia abbondantemente caduta sul “Vigorito”, toccando il cielo con un dito. E lo fanno tutti, increduli: perché Viola ci ha trascinati in un mondo incantato e paradossale, e il suo Benevento è diventato veramente magico. Si, la magia dello stregone.

“CHE INCANTO QUESTA NOTTE PER NOI”
Citando ancora l’intramontabile “molleggiato”, che nei suoi testi rispecchia la realtà di una serata ai limiti dell’incredulità, sfogliamo il vocabolario dei sinonimi nell’intento di trovare altri termini per descrivere le prodezze del centrocampista di Taurianova. Probabilmente son finiti, così come per Pippo Inzaghi, artefice dell’incanto giallorosso che precede quello di Natale che aprirà i battenti il giorno dell’Immacolata. Arrivato tra lo scetticismo generale dopo la parentesi poco entusiasmante con Bucchi, l’incanto nasce in quel di Moena, “la fata delle Dolomiti” e come poteva essere altrimenti. Nasce tutto in quel ritiro lungo tre settimane, in Trentino, iniziando a Pinzolo a captare sensazioni, parole, volontà di calciatori inespressi e vittime di se stessi. La cura Inzaghi ha fatto effetto ma era difficile aspettarsi una così rapida guarigione del malato, stracciando i tempi della riabilitazione. Il tempo di un rigore parato allo scadere nel match d’esordio, per spiccare il volo e non fermarsi più. Inzaghi e il Benevento continuano a macinare record su record, in una Serie B che non ha mai visto un dominio così netto e un divario così tangibile. Anche ieri, nonostante il Trapani non si sia comportato male, si son viste due categorie di differenza tra la truppa di SuperPippo e quella di Baldini, nei bassifondi della classifica. E il dato acclarato è che questo Benevento sta esprimendo in pieno tutti i valori che rispecchiano la carta, cosa che altre squadre accreditate non hanno fatto finora. Dicembre non è tempo di celebrazioni ma si tirano le prime somme: altri tre punti in tasca e i giallorossi sono campioni d’inverno con largo anticipo, un titolo mai detenuto prima come d’altronde quello di leader della classe alla fine del campionato cadetto. Gli scongiuri sono d’obbligo ma questa Strega non ha trovato ancora nessuno capace di spezzare il sortilegio giallorosso che ha colpito l’intero campionato.