Day After Cittadella-Benevento: “Corri ragazzo laggiù”

Il prossimo 11 febbraio spegnerà 38 candeline e tre quarti di vita a rincorrere un pallone e macinare la fascia, il più delle volte tra Serie A e Nazionale. Da un anno ha stretto al braccio la fascia da capitano del Benevento, fallendo la scorsa stagione tra critiche, malelingue e un blocco psicologico che ha dato adito alle polemiche. Christian Maggio, cuore e acciaio, alla Jeeg Robot, si è ripreso la sua carriera, mettendo in cantina l’idea di svernare in un’isola felice, riconquistandosi fiducia e gradi effettivi da capitano. Le prestazioni che ti aspetti da chi con orgoglio ha indossato la maglia dell’Italia e la corsa spensierata e determinata di chi sta vivendo una nuova giovinezza sulle ali della riscossa, consentendosi anche di segnare e realizzare gol pesantissimi, come quello di ieri.

CORRI RAGAZZO LAGGIÙ
“Vola tra lampi di blu”, quel blu porta fortuna di una terza maglia diventata talismano in trasferta. Inizia con queste strofe la celebre sigla di Jeeg Robot, mito dei teenager negli anni 80, e che offre un parallelismo col capitano giallorosso che sta riscoprendo una nuova giovinezza nel Sannio. Con quello fondamentale di ieri, sono già tre centri con la maglia della Strega, che si vanno ad aggiungere ai due della passata stagione. Ma quella di quest’anno è tutta un’altra storia, a partire dalla ritrovata leadership in uno spogliatoio che conosce e che ha imparato a conoscerlo. Un gruppo responsabilizzato e che non trova attenuanti, un gruppo guidato dal suo carisma e dalla sua esperienza, finalmente a disposizione della squadra. Già, perché in campo Christian si sta riscattando, prestazione dopo prestazione, come qualsiasi calciatore dovrebbe fare, rispondendo con i propri mezzi e le proprie qualità a disposizione. Si è ripreso la fiducia della piazza, che ora lo osanna, e sul campo fa valere gli anni in più, nel senso più bello del termine. Mai una parola fuori posto, grande lavoratore, scala la fascia con intelligenza e da lì non fa passare quasi più nessuno. Quasi, perché è difficile tornare indietro dopo una grande falcata, ma lui questo lo sa bene e, con muscoli d’acciaio e polmoni di ferro, e soprattutto un cuore grande così, si prende la copertina del match e se vogliamo dell’intero campionato.

S-VENTURATO (ANCORA)
Dispiace che ci sia un accanimento così esagerato da parte del mister dei granata e dell’intero club nei confronti del Benevento ogni qualvolta le due squadre (soprattutto in tempi recenti) si affrontano. In fondo il tecnico dei veneti può sempre accontentarsi di un confronto importante vinto al “Vigorito” e che valeva il passaggio alla finale playoff, traguardo storico in 100 anni di storia del Cittadella. Purtroppo il buon Venturato, dal dente avvelenato, nel post-partita si lascia andare ancora a dichiarazioni fuori luogo e megalomani, così come il dg Stefano Marchetti che si lamenta dell’operato dell’arbitro. Dichiarazioni a senso unico, e ce ne sono tante del resto nel mondo del calcio. Dichiarazioni cieche poiché non fanno alcun riferimento al fallo di mano in area non fischiato nel finale da Baroni che ha preferito volontariamente far proseguire l’azione, con la palla non più nella disponibilità del Benevento. Dichiarazioni cieche perché non si ricorda una parata decisiva di Montipò, che si è visto soltanto in occasione del rigore trasformato da Iori. I padroni di casa la buttano sul piano fisico e nervoso, un’abitudine quando ci sono gli stregoni di fronte. L’arbitro Baroni (con lui fino a ieri nessun precedente favorevole), ha fatto molto giocare sin dall’inizio, sorvolando su contatti anche duri e iniziando a estrarre il cartellino a partita inoltrata. Si potrà obiettare sul fatto che in occasione del secondo giallo di Adorni, Viola si lascia andare, ma già al tramonto del primo tempo Baroni era diventato intransigente. Non contenti, la caccia all’uomo è continuata e nonostante ciò il Citta ha avuto le sue chance. Prendere come esempio Stanco che scalcia Caldirola (fallo netto non sanzionato) e a tu per tu col portiere sciupa un’occasione colossale. Ecco, Venturato si potrebbe concentrare più sugli errori dei propri calciatori senza dover esaltare una gara maschia che, per intenderci, è in grado di condurre qualsiasi squadra dilettantistica. Tutto ciò è soltanto una macchia nei confronti di un gruppo di buon livello e di una società che sta conducendo un ottimo lavoro. E lo stesso Venturato ha ottime di calcio che ha inculcato ai suoi e che, a volte (in casi specifici), dimentica.

LA DURA LEGGE DEL GOL (DELL’EX)
Rivisitiamo il tormentone degli 883 e lo adattiamo a Gabriele Moncini, che alla seconda presenza da subentrato nelle nuove vesti giallorosse, va a segno e lo fa proprio contro il suo caro Cittadella. Rete da classico rapinatore d’area, caratteristiche che piacciono tanto a Inzaghi, che lo sta gettando nella mischia a gara in corso e che attende soltanto che i tempi siano maturi per portarlo in coppia con Coda. A tal proposito, il 4-4-2 sperimentato contro Pisa e Cittadella con l’ingresso in campo dell’attaccante ex SPAL, diventa sempre più reale e costituisce il terzo assetto varato da SuperPippo in questa stagione. Esperimenti leciti giacché il Benevento è a +16 sulla terza e deve guardare al futuro che non sia solo il decisivo girone di ritorno. Guarda lontano il tecnico piacentino che adesso può contare anche su Barba e deve gestire bene la testa dei suoi ragazzi. Al “Tombolato” non è stato un Benevento brillante, ancora in fase “ricarica”, ma sicuramente pericoloso e mai sazio. Tanta frenesia e anche qualche disattenzione (vedi rigore procurato da Letizia). Per questo SuperPippo dovrà far capire ai suoi che non sono loro a dover correre contro il tempo ma è il tempo a correre verso di loro. I sorrisi, in Veneto, arrivano anche dalla panchina, e non è la prima volta. Segno che la qualità, l’unione e la coesione possono portare lontano e far bruciare clamorosamente le tappe. Pippo studia le prossime mosse, per un Benevento camaleontico, imprevedibile, ma sempre letale e inarrestabile.

I commenti sono chiusi, ma riferimenti e pingbacks sono aperti.