
Sulla Sila fa un freddo da lupi, e non ci riferiamo soltanto alle ultime condizioni meteorologiche connesse alla complicata situazione in classifica del Cosenza: a complicare ulteriormente le cose a Braglia e i suoi, ci pensa un Benevento tritatutto che segna definitivamente un solco con il resto del campionato. Il dominio è incontrastato e il +17 su Crotone e Frosinone (seconde) inizia giĂ a far sognare, considerato che sabato al “Vigorito” arriva il Pordenone, quarto a -18.
FREDDO DA LUPI
E con la bava alla bocca non risultano quelli silani, con tante defezioni così come i sanniti. Grande prova di forza del team spaziale di SuperPippo, privo di tanti elementi e dalla coperta cortissima, col peso ulteriore dell’espulsione all’ottavo della ripresa di Volta. Un punto esclamativo su tre punti preziosissimi, per come arrivati, che attestano le differenze che intercorrono tra i due organici, in una situazione totalmente opposta. Con quella di ieri sono cinque le sconfitte consecutive patite dai calabresi mentre per la Strega è il settimo successo esterno, il secondo in questo 2020 che non ha ancora visto trionfare i giallorossi tra le mura amiche. Arriva anche il quattordicesimo clean sheet per Montipò, il primo del nuovo anno: sicurezza, soliditĂ e anche una piccola leggerezza quando raccoglie tra le mani il pallone arrivato dai piedi di Caldirola (con Serra che fischia punizione a due in area). L’ex Novara tiene botta fino alla fine, infiammando un duello a distanza con Pierini che ha visto l’estremo difensore uscirne da vincente: grandissima la sua risposta nel recupero al rasoterra pungente del figlio d’arte. In tutto ciò, non ci dimentichiamo della prodezza che ha permesso alla capolista indiscussa del campionato cadetto di portare a casa tre punti d’oro: quella di Roberto Insigne e del suo magico sinistro.
IL RISVEGLIO
Atteso da troppo tempo, memori dei suoi colpi in coppia con Coda quando Bucchi era al timone nella scorsa stagione. L’ultima sua affermazione, finora, risultava quella dell’esordio casalingo contro il Cittadella, partecipando al poker sugli uomini di Venturato firmando il tris. Troppe prestazioni dettate dalla superficialitĂ , scarso l’impatto a gara in corso. Kragl gli preclude qualsiasi possibilitĂ di scalzarlo, le gerarchi sono fatte. Fino a ieri sera, quando anche lui diventa fondamentale per aggiungere un ulteriore tassello alla strabiliante marcia verso la A degli stregoni. Segno che tutti possono essere partecipi, decisivi e avere il proprio momento di gioia, che sia personale ma anche collettivo e condiviso coi compagni. A trarne beneficio di quella parabola magica siamo tutti e soprattutto lui, chiamato a rispondere sul campo alle critiche e ai malcontenti, a dare un segnale a Inzaghi: in questa volata decisiva lui c’è e anche con un po’ di fortuna, insieme al soffio magico del destino, la palla può entrare in porta. Il risveglio, in un modo che non ti aspetti, da chi da tanto aspettavi: segnali incoraggianti per un Benevento che può davvero fare affidamento anche sulle terze linee, come dimostrò lo stesso Gyamfi adattato al centro della difesa contro il Crotone. E il riferimento, puramente casuale, va anche a Lollo Del Pinto, chiamato a presidiare per la prima volta la fascia di destra, giocando con uno spirito di sacrificio da 10 e lode, degno degli immortali. Nota di merito anche ai nuovi arrivati, Barba e Moncini: entrambi per la prima volta dall’inizio, entrambi giĂ proiettati a diventare i futuri protagonisti di questa squadra. AgilitĂ , intelligenza tattica e fiuto per il gol in dote all’attaccante; tanta duttilitĂ per il difensore, che alla sua prima apparizione in giallorosso ha giocato sia basso a sinistra che al centro, sfornando una prestazione di carattere, davvero considerevole. Frutto dell’impostazione data da Inzaghi, che alla rigiditĂ degli schemi preferisce gettare sempre il cuore oltre l’ostacolo: ed è così che il freddo invernale che attanaglia l’Italia, colpisce anche le restanti 19 squadre di Serie B. La Strega ha il primato in ghiaccio.








