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Archiviato il primo derby in Serie B tra Benevento e Juve Stabia, finito in parità, è tempo di “Day After” tra amarcord e presente, un confronto tra passato e giorni nostri, lì dove il tempo sembra essersi fermato.

VESPE “50 SPECIAL”
I Lunapop, gli anni ’90, storie di derby, di tifo infuocato, di rivalità bollenti. Juve Stabia-Benevento pone le sue radici nel lontano 1991, spareggio promozione con in palio la C2. La storia è risaputa, soprattutto quella al di fuori del rettangolo verde: gialloblu promossi e stregoni che tornano tra i professionisti nel 1994. La band del frontman Cesare Cremonini avrebbe fatto la propria comparsa alla fine del decennio, precisamente 20 anni fa, quando il Benevento conquistava la Serie C1 a Lecce. Nel campionato successivo avrebbe ritrovato nello stesso girone le vespe di Castellammare, un confronto rivitalizzato a cavallo dell’ultimo decennio, un confronto che non avviene spesso ma che resta sempre acceso. Un confronto nel quale l’ago della bilancia pendeva in favore degli stabiesi un ventennio fa, ma i tempi son cambiati. Ieri un derby testacoda, a segnare un solco cogli anni che furono: la programmazione e l’ambizione del presidente Vigorito fino all’approdo in Serie A, lontano dalle sabbie mobili della C, dagli eventi spiacevoli, dalle sfortune e dalle congiure. Questa è una Strega che vola, come cantava Cremonini “con le ali sotto i piedi”, la scopa è adesso un optional. Sul sintetico del “Menti” da un lato le vespe, dall’altro le “50 Special” color azzurro, simbolo di un passato che non c’è più e che corrono verso un futuro ancora tutto da scrivere.

CON LE ALI SOTTO I PIEDI
Difficile da credere se si pensa al terreno spugnoso di Castellammare sotto la pioggia che a tratti diventava battente. È la zampata di Massimo Coda (festeggia oggi il suo compleanno), di corsa verso la palla calciata magistralmente da Kragl, a regalare la spinta necessaria per non andare in riserva contro gli uomini di Caserta. Quella riserva necessaria per arrivare alla fine della corsa senza un pezzo del motore fondamentale quale Luca Caldirola, espulso da un fin troppo fiscale Illuzzi. L’arbitro è chiaro sin da subito col suo pugno duro, ammonendo subito Calò per simulazione in un contatto in area, ma alle ripetitive cadute dei padroni di casa durante la gara non estrae nessun altro cartellino. Quello che si è visto sventolare in faccia il difensore ex Werder al primo contatto (tocca prima la gamba dell’avversario poi nettamente il pallone): il fallo c’è, eccessivo il cartellino. Giallo che arriva la seconda volta quando Elia carica da dietro il centrale difensivo giallorosso che travolge l’esterno gialloblu. Probabilmente la prima vera ingenuità sin da quando è nel Sannio per lui, che ci ha abituato a ben altre prestazioni. Ha sicuramente inciso il campo, dimensioni ridotte e un sintetico imprevedibile che ha rallentato la manovra soprattutto alla luce del maltempo abbattutosi sul “Menti”. Una gara giocata sulle motivazioni, sulla cattiveria agonistica, mettendo in mostra più il carattere che la tecnica del singolo. Gare sporche, da derby, sicuramente non da Serie B (e non per forza in accezione negativa). Gare così giocate per anni e anni, gare di altri tempi e di altre epoche. La capolista dimostra che sa calarsi anche in queste realtà e non disdegna il lavoro “operaio” per portare poi la pagnotta a casa.

SOSTA RIGENERATIVA
Arriva al momento giusto, al termine di un mini-ciclo che avevamo preannunciato un mese fa, davvero duro. L’armata di SuperPippo ha conquistato dalla scorsa sosta a oggi, 10 punti in 5 gare. Tre vittorie rilevanti contro Perugia, Cremonese ed Empoli tutte al “Vigorito”, più il pareggio di ieri contro la Juve Stabia che permette di tenere a distanza il Crotone ospite tra due settimane. L’unica sconfitta è giunta contro il Pescara, ma in sostanza i giallorossi hanno lasciato per strada soltanto 5 punti sui 15 a disposizione, accumulando un vantaggio di 4 punti sulla seconda (in attesa di Frosinone-Chievo, coi veneti che potrebbero raggiungere il Crotone in zona promozione diretta) e 5 sulla terza, ovvero il Cittadella di Venturato. Un Benevento che non vuole arrendersi alla sconfitta e che nel big match, di ritorno dalla sosta, dovrà fare a meno di uno dei suoi uomini più importanti, con Antei pronto ad affiancare Tuia, sperando in un rientro di Volta. Un Benevento che si conferma solido e che ieri è andato sotto per la seconda volta in campionato, accaduto in precedenza soltanto a Pescara, senza però crollare. Inoltre è la seconda volta che la Strega subisce gol nei primi 45 minuti: era accaduto soltanto contro il Pordenone, rete di Camporese al 40′ che pareggiava il vantaggio firmato Kragl. Al “Vigorito”, invece, la porta è finora rimasta sempre inviolata nella prima frazione. Un dato importante al quale dovrà riferirsi il secondo miglior attacco del campionato, quel Crotone di Stroppa che nel Sannio dovrà scardinare la difesa meno perforata della B se vorrà accorciare le distanze dalla vetta.