
Numeri da capogiro e un primato mai in discussione: in casa dell’ultima in classifica il Benevento si prende la scena e mette in mostra un divario eclatante, chiudendo la pratica con facilità grazie alle reti di Kragl e Letizia. Quest’ultimo, soprattutto, ha coronato una prestazione maiuscola e un periodo d’oro con una rete che sa di gioia e soprattutto, di Letizia.
GIOIA E LETIZIA
Cita il Treccani in riferimento al termine letizia: “Sentimento di gioia intima e serena”. Quella che sta provando Gaetano dall’inizio di questa stagione, dall’arrivo di Inzaghi, dopo aver rinnovato il matrimonio col club giallorosso. Terzino in forma straripante come non mai, che grazie a SuperPippo ha imparato a difendere di più e a non correre a vuoto, diventando letale in fase offensiva con assist e gol, quest’ultimo arrivato ieri col passaggio al 3-5-2 che ha favorito il feroce pressing sull’errato controllo di Morganella. Finalizzazione da attaccante puro e corsa verso il settore ospiti: la gioia è loro, dei giocatori in campo, della società e di un popolo che sta vivendo una prima parte di campionato da sogno. Un campionato da protagonisti e soprattutto da dominatori assoluti, col sorriso sulla faccia e la sicurezza, disarmante, di avere in dote un organico di grande livello in grado di poter spazzare chiunque. Convinzione trasmessa anche in quel Letizia in discussione quest’estate, dato anche come possibile partente dopo un’annata con più ombre che luci sotto la guida di Bucchi. Un calciatore che spingeva tanto e dava tanto in termini offensivi ma che veniva a mancare totalmente in difesa: mancanza di ossigeno, di dettami tattici, di dosaggio, spesso soggetto a infortuni ripetuti gara per gara o anche più volte nello stesso match. Inzaghi ha disciplinato anche lui, centellinando le sue scorribande, la sua passione per le cavalcate, chiedendogli di usare i gettoni a disposizione con intelligenza. Anche questo è un capolavoro del mister e in campo il terzino di Scampia, legato fortemente alla piazza, è riuscito a disciplinarsi e a mettere in mostra quanto impartito dal tecnico emiliano, così come tutti. In lui, però, è forte quel senso di rinascita che accomuna diversi protagonisti dello scorso anno: serenità interiore, gioia e letizia, quella di Gaetano e di un gruppo che si aiuto l’uno con l’altro.
CONTROLLO TOTALE
Un Benevento che lascia giocare l’ultima della classe, in un clima surreale per via della protesta fuori dal campo del cuore caldo del tifo amaranto. La cura Tramezzani difficile faccia subito effetto, giunto in settimana e non ancora capace, per via delle tempistiche, di dare un’impronta propria alla squadra. Inzaghi si fida del proprio intuito ma soprattutto si basa su ciò che vede in partita, schierando un undici che con Tello in campo (forzatamente per via della squalifica di Hetemaj) diventa un ibrido che va dal 4-3-2-1 al 4-4-2 varato subito dopo qualche minuto, passando infine al 3-5-2 con Tuia che va a rinforzare la difesa per non correre rischi. Tanta prevenzione, anche se non si tratta di paura, da parte del mister giallorosso, il quale non ha voluto correre rischi contro una squadra confusionaria e mossa dalla disperazione, nonostante non si sia resa mai pericolosa. Costante questa, intravista in diverse avversarie anche di spessore, dovuta alla impermeabilità della difesa sannita, con Montipò che colleziona l’undicesimo clean sheet stagionale, che va ad aggiungersi allo stesso numero di vittorie in 14 gare disputate finora in campionato. Lo spessore tecnico dei labronici non è pari a quello degli stregoni e ne viene fuori che i padroni di casa, nei limiti delle loro possibilità, provano a impensierire gli uomini di SuperPippo mentre questi ultimi sembrano limitarsi al compitino portando a casa tre punti senza sudare troppo, in totale controllo. Un ulteriore fattore che evidenzia il dominio giallorosso e soprattutto la maturità del gruppo.
FROSINONE UN ANNO E MEZZO DOPO
L’ultima volta fu di quelle memorabili, che diedero inizio a un qualcosa di epico. Una rincorsa durata 95′ minuti e qualcosa di più, con l’incornata di Ceravolo a tempo scaduto che spianò la strada ai playoff e poi alla storia. Benevento e Frosinone, tra sali e scendi, da lì non si son più incontrate ed è proprio al “Vigorito” che si ritroveranno faccia a faccia, ma questa volta con uno scenario totalmente invertito: 11 i punti che separano i grandi amici Inzaghi e Nesta, con quest’ultimo che si è reso protagonista di un avvio horror. Immaginabile la risalita dei ciociari che, prima del successo del Pordenone in quel di Cosenza, si erano portati al secondo posto grazie alla vittoria casalinga sul Pescara. La striscia magica dei ramarri prosegue, sempre a 9 punti di distanza dal Benevento capolista, che sabato alle 18 potrebbe allungare sul Frosinone attualmente terzo e allargare ulteriormente il divario tra primato e playoff. Una sfida che già si prevedeva ricca di spunti, oltre la classifica e la storica rivalità. Un match sicuramente particolare anche per i due sposi Oliver Kragl e Alessia Macari: il bombardiere tedesco, a segno con una perla ieri, è infatti un ex canarino e proprio in Ciociaria ha conosciuto la sua attuale moglie, che su Instagram esulta a ogni gol del suo Olli. Una sfida, quella di sabato, tutto cuore, tra spalti, campo, origini e vecchi amici.









