Foto Getty Images

Torna l’appuntamento con “Day After”, la rubrica del giorno dopo di Cronache del Sannio: analizziamo il netto successo del Benevento nel derby contro la Salernitana, alla luce di una vittoria schiacciante e senza attenuanti che infrange qualsiasi maledizione e tabù della Strega contro i granata. Anzi ora è la Salernitana, statisticamente, a soffrire i sanniti.

CHE (S)VENTURA!
Gioco di parole semplice che non vuole assolutamente attaccare l’ex ct della Nazionale, condannato in pubblica piazza dopo la mancata partecipazione ai Mondiali russi. La sventura sta nei numeri del cavalluccio contro la Strega, che dal ritorno in B dopo la parentesi in massima serie, ha concesso solo briciole al club di Lotito. Zero i gol incassati nel doppio confronto della passata stagione, zero anche ieri: un digiuno che dura tre lunghe partite e che riconduce all’ultima marcatura contro i giallorossi siglata da un certo Massimo Coda, oggi sannita che contro la sua ex maglia non riesce proprio a sbloccarsi, come dimostrato anche ieri. E sono tre, di fila, anche le sconfitte, attestando una supremazia degli stregoni che va a sovvertire quarant’anni di maledizioni e tabù nella tana dell’Arechi, da ieri sera infestata dalle streghe. C’è da ammettere l’onestà del tecnico ex Chievo, uomo di calcio navigato che ieri ha voluto dare ragione a chiunque in sala stampa, spegnendo a priori dei focolai di polemica dopo un derby perso senza attenuanti: il Benevento è forte, nettamente più forte, tecnicamente più forte, ha ribadito Ventura facendo i complimenti alla truppa di Inzaghi. Spenta ogni possibilità di colpire sulle fasce, da sempre serbatoio dalle grandi risorse per l’allenatore dei granata, linee di passaggio bloccate, squadra bilanciata e ben posizionata in campo che lascia soltanto un lontano ricordo di quella vista a inizio agosto contro il Monza. L’attacco Jallow-Giannetti non ha peso contro la statuaria coppia Volta-Caldirola. Il Benevento è largo in fase d’impostazione, gestisce in maniera ottima il pallone, rischia qualcosa a centrocampo con Viola ed Hetemaj che lasciano spesso troppi centimetri tra di loro, ma il finlandese ha muscoli, gamba ed è ben inserito negli schemi, dando la parvenza di stabilità necessaria per una squadra equilibrata, in campo e nei risultati. E infine Sau, se non lascia punti di riferimento, diventa letale, proprio come in occasione del raddoppio. Ventura questo lo sa e allora per lui e per Salerno vien da dire “che sventura!”.

INCROCI, COINCIDENZE E FATALITÀ
Da sempre è il derby tra Salernitana e Benevento: ex, coincidenze, fatalità e curiosità di ogni sorta in un derby dagli ingredienti saporiti fin dalla notte dei tempi. Ci sta il calore del pubblico, dei 17mila che spingono il cavalluccio e 1500 sanniti a far la loro figura in un derby che si gioca sul filo del rispetto e dello sfottò, sul senso di rivalsa e sulla voglia di predominare. Una gara entusiasmante perché il calendario vuole che sia a inizio stagione, vuole che la Salernitana venga da due vittorie di fila su due gare disputate; vuole che i granata possono centrare il terzo successo e imporsi, oltre che nel derby, su un avversario che punta la A; vuole che i padroni di casa sognano la vetta a punteggio pieno insieme all’Entella. È una Salerno che sogna e una Benevento che non sta a guardare anzi, fa guardare lo spettacolo del bel gioco, dei triangoli di prima, del possesso palla a tramortire l’avversario, delle occasioni fallite per un pelo. Un ambiente che incanta e dà la forza per spingere, per regalare una vittoria di peso: Coda non ce la fa a pungere, nemmeno il partenopeo Insigne. L’altro ex Improta è in panchina, entra verso la fine come sempre bombardato dai fischi, ma lui replica su Instagram. Tuia e Gori seguono dalla panca, così come l’immortale Walter Lopez sul fronte opposto, mentre gli altri ex giallorossi dal passato in A, Billong e Lombardi, si godono lo spettacolo dagli spalti. Ma gli incroci sono anche e soprattutto sul terreno di gioco, a partire dal completo azzurro/bianco sfoggiato per la prima occasione dal Benevento che celebra i 90 anni al cospetto di Sua Maestà che ne ha da pochissimo festeggiati 100: l’accostamento col Napoli, ahinoi, sembra troppo palese e regala un sapore strano ad un derby che vede sempre la napoletanità centrarci per forza qualcosa (ndr vedi cori della Sud salernitana). Gli incroci, però, non si limitano a ciò e va a finire che c’è anche una nota di Chievo all’interno del derby campano: Hetemaj, appena arrivato dal club clivense, si ritrova contro il suo ex allenatore Ventura, che al “Bentegodi” ha vissuto una breve parentesi lo scorso anno, nonché i suoi ex compagni di squadra Jaroszynski e Kiyine. Mix interessanti, incroci e curiosità di un derby che non aspetta altro che l’atto secondo al “Vigorito”. Sicuramente la voglia di riscatto dei granata è tanta, ma la solidità e la voglia di non fermarsi del Benevento di Inzaghi, lo è altrettanto.