Foto LaPresse

Li sta festeggiando nel migliore dei modi i 90 anni del Benevento Calcio la squadra allenata da Pippo Inzaghi: il Benevento ha espugnato anche il “Penzo” di Venezia grazie alle reti di Coda e Caldirola, allungando sulle inseguitrici che continuano a inciampare senza tenere il passo della truppa giallorossa.

SERENISSIMA STREGA
In quel di Venezia, martoriata dal maltempo e dall’acqua alta, cercando di raggiungere piano piano la normalità, la Strega prende il largo e sembra a tratti irraggiungibile, come stesso testimoniato dagli avversari che hanno di concerto dichiarato la supremazia del collettivo giallorosso. Un Benevento che si conferma cinico, solido e soprattutto un gruppo coeso come mai lo era stato lo scorso anno. Un Benevento che sta bene fisicamente e che sa quando far male all’avversario e quando è il momento di tirare i remi in barca. Un Benevento che, lo dice il campo e lo dicono i numeri, sta ammazzando il campionato: quinto 2-0 in stagione, che significa nona vittoria su 14 gare disputate, una sola sconfitta e quattro segni “X”. Un Benevento che non è la classica macchina da gol (20, al quarto posto di questa speciale classifica), che segna quanto basta, se soprattutto consideriamo le sole otto reti incassate (differenza reti impressionante di +12). Per Montipò è arrivato ieri il nono clean sheet stagionale ma soprattutto delle otto reti subite, quattro ne ha incassate tutte nella seconda frazione disastrosa di Pescara, l’unica nota stonata del campionato ai limiti della perfezione finora condotto dai sanniti. Ciò significa che il numero uno degli stregoni ha subito gol soltanto in cinque partite, vale a dire contro Cittadella, Pordenone, Entella, Pescara e Juve Stabia. Numeri da record che certificano il campionato da record del Benevento, un unicum in Serie B: mai fino ad ora c’era stata una distanza così netta dalle inseguitrici, ben 9 punti di distacco dal secondo posto, complice il pareggio all’87’ del Cittadella contro il Crotone, e la clamorosa sconfitta del Chievo a Trapani targata Felice Evacuo, che venerdì tornerà nel Sannio da avversario. Ne potrebbero approfittare Perugia e Pescara, impegnate nel posticipo serale: gli umbri raggiungerebbero il trio formato da Crotone, Pordenone e Cittadella, mentre gli abruzzesi con una vittoria al “Curi” potrebbero balzare addirittura dal settimo al secondo posto. Tutto dipenderà, però, anche dal risultato del Pordenone domani in quel di Pisa: con una vittoria i ramarri andrebbero a -6 dal Benevento ma soprattutto in solitaria al secondo posto. Un quadro che ovviamente favorisce i sanniti, che proseguono la loro marcia accumulando sempre più vantaggio sulle pretendenti per la A: la distanza da contare è quella dalla terza posizione in poi, un margine che attualmente fa stare tutti più sereni.

STRAPOTERE BENEVENTO
Inimmaginabile a certi livelli e in queste proporzioni, cogliendo di sorpresa tutti, Vigorito, Foggia e anche Inzaghi. Il vantaggio accumulato dai giallorossi finora proietta gli stregoni in alto, in un campionato che mai l’ha visto così protagonista: senza ombra di dubbio si può dire che in 90 anni è questo il momento di maggiore espressione del club di via Santa Colomba, facendo i dovuti scongiuri per il prosieguo del campionato. Inoltre i sanniti, attualmente occupano un posto importante in Campania, in quanto al primo posto su tutte le squadre della Regione per punti conquistati, addirittura 11 in più rispetto al Napoli di Ancelotti. Una statistica per i curiosi e per gli appassionati ma che rende l’idea del grande momento che sta vivendo la compagine di SuperPippo, oramai una realtà affermata e non più di provincia come tanti anni fa. Il mister piacentino non si prende meriti, li schiva, per lui conta il lavoro, il sudore e la determinazione. Fa bene a tenere i piedi ben saldi a terra e placare gli animi e le ambizioni di tutti, tifosi esclusi e liberi di sognare a occhi aperti, godendosi una marcia strepitosa e mai vissuta prima. Gli interpreti, alcuni cambiati, hanno dato maggiore consapevolezza e un apporto in termini qualitativi superiori; gli altri, quelli che son rimasti e che son partiti col progetto di rinascita dello scorso anno, hanno cambiato totalmente pelle, rigenerati dalla cura psicofisica dell’ex attaccante del Milan e del suo staff. Basti pensare al Maggio degli ultimi tempi, tornato ai fasti della Serie A, così come Letizia sull’altra corsia che ha imparato a contenere oltre che ad attaccare. Elogi che si sprecano per un Montipò che rischiava di finire vittima di se stesso e dei propri errori, mentre Caldirola, coadiuvato da una difesa impeccabile, si sta prendendo la leadership della squadra a suon di carisma e gol. Lavoro importante fatto anche su Tello, che entra con la bava alla bocca, avendo perso il posto (risultato prezioso nel mascherato 4-4-2) per fare spazio al trio di categoria superiore formato da Hetemaj, Schiattarella e Viola. Inzaghi non ha risparmiato elogi nemmeno per Improta, che entrando nel finale risulta più decisivo ed efficace, mentre in attacco se qualcuno obietta sulla mancanza di gol, quelli che arrivano son comunque importanti, con un Kragl pronto a far male e a servire i compagni e un Coda che deve trovare la giusta continuità a suon di reti e prestazioni convincenti. Ciò di cui ha bisogno Marco Sau, alla ricerca della forma migliore, in attesa dell’innesto di gennaio nel reparto avanzato. Ma prima di allora ci sono altre cinque battaglie, per chiudere in bellezza il girone d’andata e il 2019, dando un ulteriore segnale a chi insegue: questo Benevento ha solo un obiettivo nella propria testa.