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Un match atteso un girone, da un popolo intero ma soprattutto da un uomo in particolare. Un match per redimersi, per urlare a tutti quanto vali nonostante critiche ed errori. Arriva il giorno dopo la Pasqua, che riconcilia i cuori, allieta gli animi, rende tutto più dolce oltre all’apporto dell’immancabile cioccolata: è Massimo Coda, con un magico tris, a far esplodere la festa nel giorno di Pasquetta.

CON KARMA
E se Daddy Yankee spopola con la sua hit “Con calma”, Re Massimo col karma, piuttosto, si prende la sua rivincita nei confronti di Silvestri, del Verona e di quanti lo hanno ingiustamente criticato finora, siglando la sua prima tripletta in maglia giallorossa e riparando al danno di un girone fa con quell’infelice cucchiaio dal dischetto. La sua prestazione non è fatta soltanto di gol ma c’è anche altro, come la sua capacità di attaccare la profondità, di farsi trovare pronto per essere servito da Armenteros ma anche tornando a centrocampo a far salire la squadra nei momenti di maggior pressione avversaria. Non perde mai un pallone in uscita e lancia Armenteros nelle ripartenze della ripresa, si porta a spasso, così come il compagno di reparto, diversi uomini gialloblu e infine, quando il match non ha più nulla da dire, si presenta dagli undici metri, come all’andata, di nuovo contro Silvestri, per il riscatto personale, per la soddisfazione di portarsi il pallone a casa, di salire a quota 18 e provare a scrivere una piccola pagina di storia personale nel Sannio. Rabbia e precisione, portiere spiazzato e tabù penalty, anche questo, sfatato, grazie anche al prezioso gesto di Viola, che dopo il blocco di “Hispanico” si è preso carico di ben quattro rigori, tutti trasformati. È la sua giornata, quella perfetta, e se non è karma non sappiamo spiegarlo altrimenti: tutto torna indietro e anche i social ufficiali dei sanniti si divertono a farlo notare, come su Twitter, “Pasquetta, tre km di Coda” con tanto di foto della segnaletica autostradale “ATTENZIONE CODA”. Siamo sicuri che a dispetto del traffico post weekend pasquale, i tifosi che hanno raggiunto il “Bentegodi”, anche con calma, son tornati tutti a casa raggianti e in vena di festeggiare Pasquetta nel migliore dei modi.

VENETO FELIX
E c’è un dato importante, oltre ai numeri del bomber di Cava, che riguarda il Benevento in terra veneta: nelle quattro sfide giocate in trasferta a Venezia, Cittadella, Padova e Verona, i giallorossi son riusciti a vincerle tutte. Oltre al tris nella prima vittoria di sempre della Strega al “Bentegodi”, anche il successo a Venezia alla terza giornata arrivò grazie a tre reti, con la doppia firma di Bandinelli e il sigillo di Tello prima del 3-2 finale. Due vittorie di misura ma comunque importantissime in terra padovana: a Cittadella ci pensò Asencio nel primo turno infrasettimanale della stagione, nella nebbia dell’Euganeo, invece, fu Improta a conquistare durante le feste natalizie tre punti fondamentali in chiave playoff. Con la tripletta di Coda di ieri, i sanniti hanno portato a ben otto il numero di gol segnati in trasferta in Veneto e soltanto due subiti, tutti nel match in laguna. A questo dato aggiungiamoci anche i risultati ottenuti in casa al ritorno, con le vittorie su Venezia e Cittadella per 3-0 e 1-0, senza contare l’altro successo in Coppa Italia, sempre con lo stesso risultato, sulla truppa di Venturato. Detto dello 0-1 rifilato dall’Hellas a dicembre al “Vigorito”, in totale il Benevento contro le venete in questa stagione vanta uno score di prestigio: ben sette vittorie e una sola sconfitta, in attesa del Padova che chiuderà la regular season casalinga dei sanniti.

MATURITÀ IN VISTA DEI PLAYOFF
Ce n’è bisogno in vista dei playoff e diciamo che queste partite devono essere propedeutiche in vista del mini-torneo: già saltare i preliminari consente di superare uno step che toglie energie mentali e fisiche ma non per forza rappresenta un vantaggio. Il Verona visto ieri proveniva dalla pausa prevista dal calendario e ciò comporta anche un possibile blackout nella testa dei giocatori che staccano la spina e perdono tensione agonistica, quella che invece ha accumulato il Benevento già dalla sconfitta contro il Palermo. Importante è giocarla sui nervi, perché anche la notizia dell’esonero di Stellone a Palermo potrebbe giocare uno strano effetto sulla testa dei rosanero e non solo, coinvolgendo anche le prime due impegnate nel big match di domenica sera che vale la Serie A. Se il Brescia sembra ormai spedito verso la promozione, il Lecce che ieri ha espugnato il “Curi” di Perugia potrebbe trarne profitto nonostante la gravosa sosta da effettuare alla penultima giornata. E chissà se, piuttosto, il Palermo si risveglierà col cambio di panchina e ne approfitterà proprio al photofinish, dando una mazzata psicologica non di poco conto ai salentini. Di certo i neopromossi di Liverani disputeranno un playoff non nelle migliori condizioni mentali ma comunque con la consapevolezza di essere una mina vagante e senza la pretesa o l’assillo della vittoria a tutti i costi. Sembra scontato che da questi calcoli di fine campionato non consideriamo un Benevento che di chance ne ha avute fin troppe per poter competere fino alla fine per la promozione diretta, ma tutte sciupate: la vittoria del “Bentegodi” consente di consolidare una posizione che attualmente gli compete affermandosi finalmente in uno scontro diretto, con qualità, decisione ed equilibrio, ostentando anche una certa maturità, derivata da tante botte ricevute sui denti quando era il momento di elevarsi. È questa la vittoria che deve essere da faro guida in vista dei playoff: cinici, compatti, lavoro di squadra che esalta il singolo, lettura dei momenti e capacità di essere sempre pericolosi. Il tiro al bersaglio alla porta di Brignoli è stata definita la migliore partita del Benevento da Bucchi, seguendo la logica e l’intelletto, però, quella di ieri rappresenta il mantra da seguire per poter raggiungere l’obiettivo prefissato ad inizio campionato. Dopo la sconfitta contro i siciliani c’era il timore di un possibile scoramento nel gruppo ma anche il morale e le motivazioni ieri sono diventati un fattore decisivo: affrontare comunque un gruppo e una piazza che vivono le stesse difficoltà dei sanniti non è facile e se all’andata l’episodio fu decisivo in favore di un Verona poco entusiasmante, ieri ha favorito quel Benevento che sapeva cosa voleva senza abbassare la guardia né la testa in segno di resa dopo la debacle di domenica sera. Varianti da tenere in considerazione in vista degli accoppiamenti playoff, anche se la griglia non è ancora decisa, anzi: il Verona, che affronterà in un match delicatissimo il Pescara questo sabato, ha sole tre lunghezze di distacco dall’ultima piazza disponibile per il post-season, occupata dal Cittadella. Il finale si prospetta thrilling dato che in tre punti sono raggruppate quattro squadre: Verona (48), Spezia (46), Cittadella e Perugia (45). Queste si stanno contendendo da mesi i playoff, perdendo punti preziosi che, come prevedibile, hanno rimesso in corsa anche altre squadre. Vedono oramai la salvezza matematica ad un soffio e sognano il clamoroso approdo nei playoff Ascoli, Cosenza e Cremonese, tutte a quota 42: i piceni hanno sconfitto il Venezia allungando così sulla zona playout, lupi silani e grigiorossi si sono imposti rispettivamente contro Spezia e Cittadella, rallentando la loro corsa playoff. Proprio i calabresi saranno di scena venerdì al “Vigorito”, una partita dalle mille insidie. Questo Benevento è chiamato ora a fare la voce grossa perché da questa bagarre uscirà fuori una possibile outsider da incontrare lungo il cammino pieno di ostacoli verso la Serie A.