Foto: Materacalcio.it
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Tra la nutrita schiera di calciatori che ha centrato la doppia promozione con la maglia del Benevento c’è anche Andrea De Falco che pur non facendo parte in questa stagione della rosa giallorossa è ancora legato al club di via Santa Colomba, essendo stato ceduto con la formula del prestito al Matera. Il centrocampista anconetano, oltre alle due stagioni culminate con le promozioni in serie B e in serie A, nel Sannio ha vissuto anche la beffa del play off perso contro il Como, con quella stagione considerata maledetta per lui. “Il primo anno a Benevento è stato un anno nel quale la sfortuna mi ha perseguitato, non si riusciva a trovare una soluzione al problema al muscolo della gamba, ho dovuto persino operarmi e stare fermo per un lungo periodo. Il secondo anno, invece, è stato quello della svolta sia personale, ma anche e soprattutto a livello di squadra perché è arrivata la tanto attesa serie B che il popolo sannita inseguiva da troppi anni. I momenti più belli di quella cavalcata li ricorderò sempre e su tutti metto il derby vinto contro la Casertana e i ritorni al “Vigorito” dopo i derby vinti a Pagani e Castellamare di Stabia, oltre naturalmente alla giornata del 30 aprile. Un’impresa resa possibile grazie al grande gruppo creatosi e diretto magistralmente da mister Auteri”.

In serie B, seppur con un nuovo allenatore, anche tu ti sei subito reso conto che si potevano continuare a scrivere pagine di storia?

La stagione scorsa, a differenza di quella precedente, da un punto di vista personale non è andata benissimo, con mister Baroni che per un lungo periodo si è totalmente dimenticato di me, ma aver fatto parte del gruppo che ha centrato persino la serie A rappresenterà per sempre un motivo d’orgoglio. Un gruppo di uomini veri che anche nel lungo periodo negativo non hai mai smesso di credere nel proprio lavoro e averlo smantellato così eccessivamente è stato un vero peccato.

Centrata la seconda promozione consecutiva, l’estate scorsa c’è stato un momento in cui hai creduto di far parte della rosa del Benevento in serie A?

Sapevo che con la conferma di mister Baroni sarei potuto andare via, ma una volta partito per il ritiro ho cercato di tenere accesa quella flebile speranza di restare a Benevento. Ci ho sperato sino all’ultimo, ma alla fine ho accettato la proposta del Matera. Andare in prestito a trentuno anni è inusuale e spero che questa scelta mi porti a rivestire la maglia giallorossa.

Nel Sannio, inoltre, ci hai messo davvero poco per entrare nel cuore della gente e di molti tuoi compagni. Con chi sei rimasto a stretto contatto?

Benevento resterà per sempre nel mio cuore, sia io che mia moglie siamo stati benissimo ed è un’esperienza che mi ha permesso di conoscere compagni con i quali sono diventato grande amico, su tutti Lorenzo Del Pinto ed Emanuele Padella.

E con capitan Lucioni?

Certo, anche con Fabio mi sento spesso. Purtroppo è stato commesso un piccolo errore che ha rovinato il suo percorso, ma non i suoi valori e quello che la gente pensa di lui.

A Matera hai ritrovato Auteri e rispetto a quello di Benevento è cambiato?

Mister Auteri è sempre lo stesso, legatissimo al suo lavoro e se ho accettato di scendere in serie C è semplicemente per lui. Il primo posto purtroppo è sfumato e adesso puntiamo a una posizione più alta possibile nei play off.

Andrea, per chiudere questa chiacchierata, cosa ti senti di dire ai tifosi giallorossi?

Di continuare a vivere la loro passione, perché anche quest’anno possono essere determinanti.