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De Pierro: “Conte ha mandato in frantumi il castello di sabbia di Piazza Guerrazzi”

“Il naufragio rovinoso di un progetto politico: con un paio di videocall Giuseppe Conte ha mandato in frantumi il castello di sabbia che Piazza Guerrazzi aveva affidato alle “non sapienti” mani della signora Antonella Pepe e dei suoi seguaci. Sedotti e abbandonati”. Lo scrive in una nota Francesco De Pierro, capogruppo Pd in Consiglio comunale che sostiene Mastella alle prossime amministrative.

“Per nascondere questa disfatta politica – afferma De Pierro – hanno inventato un caso dal nulla azionando la macchina del fango contro una persona perbene, bonaria e mite quale l’amico Giuseppe Lamparelli. È di queste ore l’ulteriore intollerabile attacco politico messo in atto dalla medesima protagonista, signora Pepe, nei riguardi dell’amico Raffaele Del Vecchio il quale è stato fatto segno di una campagna squadrista tesa a minarne la dignità umana e politica.

Mentre Conte stroncava sul nascere il loro progetto, il PD decariano si attaccava al termina “riconoscenza” che per gli stessi dirigenti del PD locale è termine assolutamente sconosciuto!! Non solo a Piazza Guerrazzi, si è dovuto prendere atto di un fallimentare progetto amministrativo che in realtà non è mai nato e che non ha mai entusiasmato i potenziali alleati (cinque stelle) i quali si sono trovati sin da subito imbarazzati al cospetto di un PD decariano che tra le tante “virtù” non poteva annoverare quella della novità politica e della rottura di sistema.

Ancora una volta, dobbiamo constatare il silenzio (l’ennesimo!) del candidato sindaco Perifano, forse frutto della cattiva coscienza per una incommentabile bassezza consumata ai danni di una persona perbene la quale ha avuto l’unica colpa di leggere – prima di tanti altri – l’esito fallimentare di una presunta alleanza politica mai fondata su basi solide ed ideali ma solo sulla spietata volontà di una mera contrapposizione a prescindere per ragioni di natura personalistica che esulano totalmente dal merito di un vero progetto programmatico, a tal punto da portare i dirigenti locali a rifiutarsi di accettare il mutato quadro politico sulla base del modello deluchiano per ridursi – sul finale di stagione – ad un variegato assetto poco più che civico.

E meno male che si doveva perseguire la linea politica nazionale, dove è finita? Tutto il resto – conclude – sono solo parole volate al vento in una torrida giornata ferragostana”.