De Stasio: “La buona politica è un ricordo lontano”. Attacchi sui concorsi alla Provincia

Di seguito la missiva a firma di Rosetta De Stasio, consigliere comunale per ‘Prima Benevento’: “E’ cominciato un nuovo anno ed ognuno di noi nutre speranze e coltiva progetti che possano renderlo migliore del precedente; tutti ci auguriamo di fare qualche passo avanti, di modificare in meglio la nostra vita. La politica, invece, comincia l’anno facendo passi indietro, radicandosi sempre più in una concezione gretta, personalistica, nepotista e ricattatoria.

Abbiamo appreso dalla stampa, ad esempio, il successo di un assessore del Comune di Benevento, che ha vinto il concorso alla Provincia quale Istruttore Direttivo Amministrativo Categoria D, profilo economico D1, a tempo pieno ed indeterminato. Non sta a me entrare nel merito dell’esito del concorso, o della graduatoria, o delle eventuali esclusioni. Ma certamente mi compete, quale Consigliere Comunale, e quindi quale amministratore locale, sebbene di opposizione, evidenziare e rilevare che nella “politica locale” c’è una grande assente: l’ETICA. Eppure questa costituisce, o dovrebbe costituire, l’ingrediente essenziale per una “buona politica”, e cioè per un’attività trasparente, vicina alla popolazione, immune da pettegolezzi e dubbi.

Ma a Benevento da anni la “buona politica” è un lontano ricordo, relegato negli archivi di una memoria sempre più appannata ed offuscata. Sulla tavola imbandita per gli attuali politici abbonda, invece, il personalismo, l’affarismo, il ricatto ed il nepotismo. Cibo che ingrassa chi partecipa al pranzo luculliano, lasciando uno stantio odore di muffa nell’aria diventata ormai contaminata, al pari come dell’acqua servita a gran parte della città. Ma ciò che più lascia perplessi è la supina accettazione di metodi e comportamenti non condivisibili e certamente poco ortodossi da parte di chi, pur manifestando qualche malumore, non fa nulla per ribellarsi o comunque per scrivere regole diverse. E’ del tutto evidente che chi, pur non partecipando attivamente al banchetto, assume il ruolo di servitore, è da considerarsi complice della…festa.

E’ esattamente questo che intendo per “mastellismo”: da un lato il potere di imporre regole ben lontane dalla democrazia autentica, e dall’altro la totale incapacità di manifestare la propria opinione o il proprio dissenso. Posso solo augurare alla nostra città di liberarsi in tempi brevi da questa mala politica fatta di arroganza e di ricatto. Per quanto mi riguarda continuerò a compiere il mio dovere di ferma oppositrice ad un’Amministrazione che sa di vecchio e di stantìo, denunziando e rendendo pubblico quanto accade nel “palazzo”,  nella ferma convinzione che prima o poi saranno i cittadini a ribellarsi, senza necessità di attendere invano che qualcuno lo faccia per loro”.

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