La consigliere comunale, Delia Delli Carri, commenta la sua vittoria, dal sapore amaro, dopo che lo scorso marzo era stata messa in discussione la sua compatibilità tra il ruolo appunto di consigliera e le sue mansioni lavorative. Ad oggi pare che il conflitto d’interessi non sussista più e Delli Carri commenta:

“Con due mesi di ritardo arriva un parere del segretario comunale che accoglie totalmente le motivazioni contenute nelle memorie da me inviate tempestivamente il 14 marzo 2020 . Per ora posso  solo dire che le tanto invocate dimissioni dovrebbe darle chi ha ideato e messo in atto questa farsa. Purtroppo è una vittoria amara!

Mi avvilisce dover prendere atto che autorevoli rappresentanti istituzionali utilizzino il proprio ruolo per deprecabili giochi di potere e lo facciano peraltro con modalità che certificano l’assoluta incapacità di esaminare ed applicare norme di legge contenenti prescrizioni di tale chiarezza da non determinare dubbi interpretativi. Il Presidente De Minico si è distinto per l’ostinazione con la quale ha voluto accreditarsi buona parte dei demeriti sostenendo nell’articolo, oggi comparso sul mattino, che la clamorosa marcia indietro sia stata determinata da un cavillo scovato dalla segretaria e non dalla mia nota a difesa con la quale sin dal 14 Marzo 2020 ho chiarito e documentato che le mansioni lavorative che  svolgo non rientrano tra i casi di conflitto con il ruolo di consigliere comunale e che la cooperativa sociale  della quale sono dipendente è regolarmente iscritta in pubblici registri e che pertanto la ipotizzata decadenza è inesistente”.