Diabete mellito tipo 1: la situazione nel Sannio, parola agli esperti

Ne soffrono oltre 250mila italiani e ogni anno si rilevano 84 nuovi casi per ogni milione di persone. Il diabete tipo 1, spesso confuso col diabete tipo 2, è una patologia cronica che si manifesta prevalentemente nel periodo dell’infanzia e dell’adolescenza e che ha come una soluzione terapeutica la somministrazione di insulina. In occasione della Giornata Mondiale del Diabete, svoltasi lo scorso 14 novembre, anche nel Sannio ci sono state campagne di sensibilizzazione ed eventi gratuiti di informazione sul tema.

“Oltre ad essere spesso confuso col diabete tipo 2, il diabete mellito tipo 1 è purtroppo fuori dal dibattito socio-informativo locale e se ne parla troppo poco” hanno affermato esponenti del mondo sanitario e dell’associazionismo locale. A tal proposito la redazione di Cronache del Sannio, ha raccolto l’appello ed ha organizzato una tavola rotonda a riguardo con ospiti: il Dott. Gerardo Colucciello (perfezionato in endocrinologia e diabetologia pediatrica, nonché padre di un ragazzo diabetico), Sabrina De Luca (referente dell’associazione “L’Isola che non c’è dt1”) e Mariagabriella Parrella (referente e mamma di un ragazzo diabetico).

Tra i sintomi principali, ha specificato Colucciello, stanchezza, aumento della sete, perdita di peso, malessere e dolori addominali e, nei casi più gravi, confusione mentale. “Purtroppo non si può prevenire il diabete di tipo 1, al massimo è consigliabile preferire alimenti a basso contenuto di grassi e calori, dedicarsi all’attività fisica e mantenersi in peso-forma. In termini di trattamento, l’unica cura possibile resta l’assunzione di insulina” ha sintetizzato, infine, Colucciello.

Dal mondo dell’associazionismo, preciso l’appello delle referenti Sabrina De Luca e Mariagabriella Parrella: “vogliamo che se ne parli di più e meglio”.

Parrella, madre di un diabetico di tipo 1 ha poi precisato: “non si tratta solo di problemi di ordine sanitario, ma anche e sopratutto di ordine sociale e culturale. Non è pensabile che nel 2019, a scuola, un bambino si senta ancora escluso perché diabetico. In questo senso la nostra associazione si muove per l’inclusione sociale e sopratutto per la corretta informazione. Ciò significa: informare di più nelle scuole e quindi mettere in condizione almeno un componente del personale scolastico di fornire un soccorso istantaneo”.

L’auspicio, da entrambe le parti (scientifica e sociale) sembra essere: formazione e informazione.

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