in foto Giovannina Piccoli e Carmine Valentino

Chi fa politica e si misura in libere elezioni democratiche deve mettere sempre in conto una possibile sconfitta. E’ la Democrazia, bellezza. Chi si presenta al vaglio dell’elettorato sa che ne può uscire trionfante o mortificato. Quanto accaduto in queste ore a Sant’Agata de’ Goti, comune importantissimo del Sannio, non è una sconfitta elettorale. E’ qualcosa di più.

Prima la cronaca dei fatti accaduti. Nel cuore della notte è il collega Antonio Corbo a lanciare la notizia: dimissioni davanti ad un notaio di 13 consiglieri comunali santagatesi (in gran parte della maggioranza) e dunque fine prematura dell’esperienza amministrativa del sindaco Giovannina Piccoli, eletta poco meno di un anno fa.

Dimissioni prima davanti al notaio e poi protocollate in mattinata in comune. “I costituiti – si legge nel documento – condividono di interrompere la esperienza amministrativa in modo anticipato non essendoci più le condizioni politico-amministrative finalizzate ad assicurare il governo della città ed una corretta gestione amministrativa“.

Poco dopo arriva la nota dell’ormai ex primo cittadino santagatese. Questo un passaggio particolarmente significativo: “Io ho cercato di ripagare chi mi ha eletto lavorando ogni giorno con impegno, con serietà ed agendo sempre nel solo ed esclusivo interesse di Sant’Agata e dei santagatesi. Non posso rimproverarmi nulla se non di aver agito così. E se questo non è piaciuto a qualcuno non posso farci niente. Il mio compito non era quello di piacere a qualcuno ma di curare l’interesse pubblico, anteponendolo sempre a quello dei singoli, anche al mio personale interesse a restare in carica mediante inaccettabili compromessi“.

Non si tratta di una sconfitta elettorale, ma di una resa dei conti interni dai contorni politici ancora poco chiari. A guidare la “congiura santagatese” probabilmente l’ex sindaco e segretario provinciale del Pd sannita Carmine Valentino, vero king maker nella città caudina.

Un atto politico tanto inaspettato quanto incomprensibile. L’opinione pubblica sannita merita chiarezza e sopratutto deve fare chiarezza Giovannina Piccoli su un passaggio inquietante della sua nota di stamattina. Deve fare chiarezza su quel riferimento sui meglio non specificati ed inaccettabili compromessi che sarebbero alla base, secondo l’ex sindaco, della sua defenestrazione.

Negli ultimi anni il Pd sannita ha registrato cocenti sconfitte elettorali, dal Comune di Benevento fino alla Provincia, l’aver perso anche Sant’Agata de Goti non è un capriccio dei cittadini elettori santagatesi, che saranno chiamati nei prossimi mesi al voto, ma un atto politico che toglie al Pd sannita forse l’ultimo baluardo dem nel Sannio. Non è una sconfitta elettorale, dalle sconfitte si può sempre risorgere; è qualcosa di più. E’ la Caporetto dei democratici sanniti.