Distretto idrico, nodi Alto Calore e gestioni autonome. Forgione: “Andiamo avanti”

Le tappe procedurali del distretto idrico sannita proseguiranno senza sosta nei crismi della legalità: il coordinatore Pompilio Forgione è stato chiaro ed eloquente alla Rocca, dove ha informato i sindaci del piano d’ambito che il consiglio di distretto sarà chiamato ad approvare a gennaio. “Ho ritenuto giusto e doveroso informare coloro che sono i veri attori del territorio” il suo commento a margine di una riunione durata oltre due ore e che ha visto la partecipazione di Vincenzo Belgiorno, direttore generale dell’Ente Idrico Campano, chiamato a rispondere alle numerose questioni poste dalle fasce tricolore.

Diversi i nodi intricati da sciogliere e per i quali Belgiorno ha espresso anche una velata preoccupazione, specialmente per la questione legata ai Comuni fuoriusciti da Alto Calore i quali vorrebbero scongiurare l’ipotesi di fallimento che significherebbe l’impossibilità di entrare a far parte, nei prossimi cinque anni, di una nuova società. Da registrare in tal senso la posizione di Raffaele Di Lonardo, sindaco di Guardia Sanframondi, che ha chiesto garanzie dalla Regione: “Solo il piano concordatario ci può salvare”, ma dal tecnico dell’Eic sono giunte rassicurazioni circa la fattibilità del percorso parallelo con la costituenda società sannita a capitale misto. Questione intricata anche quella degli enti a gestione diretta e che vorrebbero proseguire in autonomia, come Moiano e il consorzio che unisce Fragneto Monforte e l’Abate. Quest’ultimo al centro del dibattito perché parrebbe non rientrare nelle condizioni di salvaguardia. “Di fronte alle norme non possiamo fare passi indietro, fermo restando la mia disponibilità nei confronti dei sindaci” il commento di Forgione.

Evitare il pantano che esporrebbe la politica sannita a figuracce in caso di intervento di Invitalia, se il tutto non sarà approvato entro l’8 febbraio, è l’intento del sindaco di Solopaca, fedelissimo di Clemente Mastella, presente anche lui nell’aula consiliare della Provincia. La prospettiva nefasta rappresentata da Belgiorno, oltre al rischio di finire per essere tagliati fuori dai fondi Pnrr, allarma il primo cittadino di Benevento che ha chiesto compattezza e celerità: “Era fondamentale acquisire l’indipendenza da Avellino istituendo l’ambito sannita. Ora ci faremo carico delle questioni Alto Calore e gestioni autonome con valutazioni in base alla legge ma – specifica – sarò sempre in contrasto con chi ne fa una questione politica”. E proprio a ridosso del gong il vertice riserva il finale in contrapposizione tra Forgione e Ferella, sindaco di Baselice pro acqua pubblica.

Ferella contesta la fretta con la quale si è arrivati all’approvazione degli atti d’indirizzo della gestione mista, 55% al pubblico e 45% al privato, e le tariffe stabilite a 2€ per abitante, mentre il coordinatore di distretto ha ribadito l’importanza del principio di sostenibilità finanziaria per cui si è scelto di affidarsi a un soggetto esterno che sarà controllato dal pubblico. Categorico Forgione: “I Comuni inguaiati economicamente non possono sostenere una società interamente pubblica e io non mi assumo la responsabilità di mandarli al macero. Se volevamo la morte del distretto avremmo dovuto scegliere il modello pubblico”. La replica di Ferella: “Ci sono stati pochi margini di discussione. Con la fretta si è deciso il modello di gestione e con la fretta si deciderà il piano economico, ma con dati pari a zero e che stiamo costruendo adesso. Con una società pubblica tutto l’utile sarebbe stato reinvestito, invece ci sarà un privato che deve fare profitto”.

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