“Nel comizio tenutosi ieri sera ho voluto riportare al centro del dibattito pubblico un tema troppo spesso trascurato durante questa campagna elettorale: il futuro del territorio”. Così Domenico Rotondi, candidato al consiglio comunale di Guardia Sanframondi nella lista Insieme per Guardia a sostegno del candidato sindaco Raffaele Di Lonardo.
“In una fase nella quale il confronto politico – spiega – ha raramente affrontato i problemi realmente vissuti dai cittadini, ho ritenuto necessario illustrare con chiarezza e semplicità il programma di crescita territoriale che ho proposto ai guardiesi autentici, vale a dire a quanti non hanno mai svenduto il patrimonio civile, culturale ed economico della comunità. Ho ricordato che Guardia Sanframondi non può vivere di polemiche sterili, né può rinunciare alla propria identità. Un territorio come il nostro ha bisogno di idee concrete, programmazione e una visione capace di guardare oltre le divisioni del momento. Per questa ragione, ho ribadito che il Sannio può diventare davvero una terra di futuro, a condizione che sappia unire ambiente, agricoltura, cultura e infrastrutture moderne all’interno di una strategia coerente e responsabile.
Nel mio intervento ho posto particolare attenzione al Parco del Matese, che deve rappresentare un’opportunità di sviluppo sostenibile e non un vincolo imposto alle comunità locali. Ho sostenuto la necessità di valorizzare la biodiversità, difendere le produzioni certificate e tutelare il lavoro degli agricoltori, anche attraverso una gestione regolamentata della fauna selvatica nelle aree contigue. Ho inoltre approfondito il progetto della Stazione della Falanghina, pensata come un hub logistico e turistico capace di collegare vigneti, mercati e turismo ferroviario, riducendo i costi di collegamento e superando l’isolamento infrastrutturale che, per troppo tempo, ha penalizzato il Sannio interno.
Un passaggio importante del comizio ha riguardato anche il centro storico di Guardia Sanframondi. Ho evidenziato la necessità di una legge straordinaria regionale per favorire il recupero graduale del patrimonio urbano attraverso strumenti concreti di finanziamento, valorizzando pienamente le opportunità offerte dai programmi europei e regionali destinati alla rigenerazione dei borghi. Non ho promesso miracoli, né ho alimentato illusioni. Ho semplicemente confermato, ancora una volta, di avere sempre difeso, nel mio piccolo, le ragioni di Guardia, comunque e dovunque. Perché valorizzare un territorio significa proteggerne l’identità, rispettarne la storia e costruire opportunità reali per le nuove generazioni”.









