“Il 27 marzo scorso la Gesesa, società che gestisce il servizio idrico, ha chiesto alla Regione Campania un aumento della fornitura di acqua buona del Biferno, finora destinata solo alla parte alta della città, per affrontare la crisi idrica a Benevento.
Con una lettera inviata al Comune il 2 maggio, i vertici della azienda idrica comunicavano che se avessero ricevuto almeno l’aumento richiesto di 50 litri al secondo, avrebbero potuto migliorare la qualità dell’acqua servita nei rioni Ferrovia, Libertà e Centro storico che tuttora viene prelevata dai pozzi di Campo Mazzoni e Pezzapiana, contaminati per la presenza di Tetracoroetilene” fa sapere Sandra Sandrucci di Altrabenevento in una nota congiunta con Antonio Leone del Comitato Qualità dell’Acqua a Benevento.

“Da circa due settimane la Regione ha aumentato la fornitura dal Biferno di circa 4 milioni di litri d’acqua al giorno (quasi 45 litri al secondo) ma la Gesesa non spiega come li usa. Intanto anche gli ultimi esami confermano la presenza del pericoloso inquinante nella falda della piana di Benevento ma il sindaco Mastella non ha voluto chiudere, neppure in via cautelare, i pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzoni.
Prosegue pertanto, la raccolta firme promossa da Altrabenevento e dal comitato Qualità dell’Acqua a Benevento per chiedere che sia interrotta la fornitura idrica dai pozzi contaminati e che a tutti gli abitanti di Benevento sia fornita l’acqua buona delle sorgenti del Biferno

Hanno aderito alla petizione l’associazione Radici, la Caritas, il CESVOB (Centro servizi Volontari di Benevento), l’associazione Io x Benevento, l’AIDO e l’Orto di Casa Betania.
Le firme si raccolgono nel pomeriggio di sabato 18 (ore 17,00-21,00) e nel corso di domenica 19 (ore 10,30-12,30 e 17,00-21,00) al rione Ferrovia, viale Principe di Napoli, angolo via Clino Ricci” concludono la Sandrucci e Leone.