“Dovevo essere arrestato”, un caso di “Malasorte” di Pierluigi Vergineo

malasorte“La Malasorte- Storie del carcere” è il libro di Pierluigi Vergineo, presentato ieri presso la sala consiliare della Rocca dei Rettori. Un tema insolito, interessante, un’esperienza autobiografica che ripercorre una vicenda giudiziaria che lui ha seguito in prima persona. Un caso, certamente l’ennesimo, di non-giustizia.  “Dovevo essere arrestato il 10 luglio 2010” afferma Vergineo, finito per essere citato in una conversazione tra due personaggi che lui nemmeno conosceva. Intercettazioni, pedinamenti e inizia un incubo, un tunnel buio, dove si resta da soli e si diventa gli ultimi. Vergineo sottolinea di quanto sia assurda il nostro percorso “di giustizia”, come ad esempio l’essere arrestati senza processo, sinonimo di un’altrettanto società ingiusta contraddittoria quanto ingiusta. Una storia singolare, quella de “La Malosorte” che lascia riflettere i lettori sulle condizioni in cui versiamo dal punto di vista giudiziario. Una giustizia che stenta a farsi strada, che non riesce a trionfare, paladina, di quelli che diventeranno gli ultimi della società. Pierluigi Vergineo, tra descrizioni di pagine di storia vera ed esempi che hanno a dir poco dell’assurdo, oltre alla stretta vicenda giudiziaria, descriverà anche quelle che sono le condizioni nelle nostre carceri, luoghi pieni, affollati di persone, che per di più non sempre sono colpevoli. Esemplare è stato il caso di Antonio Varricchio, per cui ci spetta il record di un detenuto morto a 92 anni e per giunta sulla sedia a rotelle. Morto di ictus cerebrale, Varricchio venne condannato in appello ultra novantenne.

E’ intervenuta, dopo la presentazione, Celeste Mervoglino, coordinatrice del progetto della Solot, Compagnia Stabile e dell’associazione Motus, “Limiti”, un percorso di approfondimento dell’attività teatrale educativa che si è svolto nella Casa Circondariale di Benevento. Lo scopo è di far raccontare al detenuto se stesso, attraverso il teatro, quindi dargli la possibilità di esprimersi, di testimoniare la sua esperienza oltre il limiti di quel luogo, generatore di pregiudizi ed isolamento. A testimonianza di tale progetto, è stato proiettato un cortometraggio già premiato  e, ospite d’eccezione, un detenuto in semilibertà che ha raccontato della sua personale esperienza.

L’evento di presentazione è stato organizzato dall’Associazione giovanile “Thesaurus”, in collaborazione con “Culture e Letture” e con il patrocinio morale della Provincia.

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