Europee, Iv: lettera aperta di Cinzia Mastantuono

“Nella vita come nella politica – e la politica è parte integrante della mia vita. Avendone io una è anche autonoma, credibile e piena di successi professionali – mai ho mortificato chicchessia (e ribadisco mai), pure in virtù dell’educazione ricevuta. Ciò premesso, ci tengo a ribadire quanta passione disinteressata ho sempre dimostrato di avere e di elargire, poiché semmai vivo per la politica – quella vera – ma non certo vivo di politica, al pari di certuni”: è l’incipit della lettera aperta di Cinzia Mastantuono, componente dell’assemblea regionale di Italia viva, in vista delle elezioni Europee.

“Ho quindi una storia, una storia bella e dignitosa, laddove politicanti attuali – adusi al pennacchismo sterile ed effimero – tentano di cancellare ed omettere, proprio perché non hanno preparazione, credibilità ed argomenti, da oppormi, persino pubblicamente o nelle sedi di Partito – il quale viene da costoro gestito – in modo che preferisco non definire, benché ciascuno (condividendomi appieno), può benissimo immaginare.

Mai una riunione e altrettanto mai una pubblica manifestazione in luogo alle quali – si legge – vi sia traccia di coinvolgimento della base, dei militanti e dei simpatizzanti, oppure degli stessi quadri dirigenti; parimenti ieri, l’ennesima palese debacle, alla presenza di Teresa Bellanova, la quale si è trovata – differentemente dai tempi di quando fui io da Coordinatrice Provinciale di Benevento e si trovò oltre 300 persone e con le pubbliche autorità schierate – dicevo la stessa Teresa Bellanova ieri, nel mentre effettuava il suo giro elettorale, qui da noi nel Sannio, si è ritrovata accompagnata da pochi intimi.

Un progetto politico, per essere serio, deve marciare su gambe sane e non rappresentate da imposture e imposturanti (fate vobis a chi mi riferisco, sebbene non vi sia variabilità interpretativa), ma constato con dolore e costellazione quanta pochezza vi è interna corporis, pur se gente come crede in Renzi (e con lui ai Mastella), tipo lo stesso Vincenzo Speziali in Calabria, il quale affronta al mio pari, le mie stesse pene (e le stesse disdicevoli attitudini dei politicanti, giammai politici), continuando a fare campagna elettorale e a sperare, lavorando indefessamente, per un dopo elezioni, che ci deve vedere strutturati e protagonisti, grazie alla valutazione del nostro vero contributo quantistico votativo (insomma il consenso). E comunque, senza noi mortificare nessuno, pur non consentendo a nostra volta di vedersi mortificati”.

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