“CoCiro-Abitabilentinuerò a lottare in difesa dei miei diritti da lavoratore e affinché venga fatta giustizia per me e per gli altri colleghi” determinato e indignato, Ciro Abitabile (sindacalista e dipendente dell’ex Consorzio di Bonifica della Valle Telesina) ci riassume la storia di quella che lui ha definito “una lunga ingiustizia che fino ad ora ha soltanto arricchito avvocati e burocrati” e che lo ha condotto allo sciopero della fame. Un mancato trasferimento dall’ex consorzio telesino a quello del Sannio-Alifano, questo il motivo della protesta di Abitabile e dei suoi colleghi, attualmente sono in stato di agitazione. “La questione è annosa, ha visto e vede tutt’oggi indegni scaricabarile tra le istituzioni. L’8 luglio ho avviato lo sciopero della fame che ho interrotto per volere del Vescovo che è intervenuto interdicendo per la componente politica” ha dichiarato il dipendente dell’ex consorzio del telesino. Alla domanda: “lo sciopero della fame ha smosso qualcosa?” Abitabile ha risposto: “sicuramente ci sono margini di miglioramento rispetto agli inizi, lo testimonia anche l’interesse del Presidente della Repubblica che ha risposto ad una mia lettera promettendo un intervento risolutivo. Tuttavia continuerò la mia lotta serrata affinché quanto smosso dallo sciopero della fame non resti, come è già accaduto, solo finto interesse e compassione del momento”.