Gli ex puniscono ancora: Brignoli e Puscas condannano il Benevento. Le pagelle

Gli ex puniscono ancora: Brignoli e Puscas condannano il Benevento. Le pagelle

Gara stregata e nessuno ha la bacchetta per aggiustare le cose: Brignoli compie miracoli su miracoli, Puscas appena entrato firma la vittoria per il Palermo che va a +6. La promozione diretta adesso è un'utopia

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Foto LaPresse

Riuscire ad avere continuità è l’obiettivo di tutti in un campionato ostico e imprevedibile come la B. Rischiare per fare bottino pieno nel clou della stagione e in uno scontro diretto è condivisibile, crollare per effetto di due reti sporadiche dopo aver preso a pallonate la porta avversaria, assolutamente no: non va giù questa sconfitta, per l’ennesima volta arrivata grazie ad errori e ad una scarsa reattività, come se questa squadra non riuscisse proprio a leggere il pericolo, abbassando di colpo la guardia. Solito blackout che a Perugia non è costato caro grazie anche alla scarsa vena realizzativa degli umbri. Stasera il Palermo ha saccheggiato il “Vigorito”, immeritatamente, mettendo la freccia sui giallorossi e dando un segnale al campionato: la promozione diretta è un discorso a tre tra rosanero, Brescia e Lecce.

SENZA BACCHETTA
Una strega sprovvista della sua bacchetta per rompere il sortilegio degli ex, come Brignoli e Puscas che da professionisti hanno fatto il loro dovere punendo oltremodo un Benevento che non ha meritato in nessun frangente della gara di stare sotto ai siciliani. Il portiere della provvidenza si erge a protagonista assoluto con miracoli dall’inizio alla fine. Bucchi lo conosce bene e chiede ai suoi di tirare sempre, stando spessi lui fuori dai pali e non perfetto nelle uscite, ma la sfida la vince l’ex, arrendendosi soltanto nel finale al tap in di Asencio. A metterci il carico da novanta è quel Puscas partito dalla panchina e che scappa sul filo del fuorigioco (sembra oltre con la parte alta del corpo) mettendo la firma sul raddoppio ospite: segna e si scusa sotto la Sud alzando le braccia, lasciando gli applausi ai suoi ex tifosi a fine partita prima di andare negli spogliatoi. Fanno male gli ex ad un Benevento che merita almeno un gol nel primo tempo ma che si addormenta a fine frazione quando il Palermo fraseggia dalle retrovie e Jajalo sulla trequarti ne approfitta di un buco creato dai padroni di casa, serve Nestorovski che insacca al primo chiaro tentativo: sbagliano tutti gli undici, passivi nella circostanza, e grandi colpe da dividersi tra Caldirola e Antei: il primo si fa bruciare nello scatto dal macedone, il secondo tenta un anticipo da incubo, sbagliando l’intervento. Nella ripresa il Benevento non sembra essersi risvegliato anzi accusa il colpo e non si procura chance nitide, Palermo agevolato da un arbitraggio di Ghersini ancora una volta discutibile. Il metro di giudizio utilizzato dal direttore di gara sembra lo stesso utilizzato in quella famosa Vigilia di Natale a Frosinone, mai eterogeneo e a tratti fantascientifico. Lascia correre molto nei primi 45 minuti senza mai estrarre un cartellino, nemmeno quando nella ripresa Moreo salta col gomito alto arrecando un danno evidente a Viola sul volto. I rosanero in fase di non possesso sono ruvidi, favoriti dal metro utilizzato dall’arbitro che ad un certo punto inizia a fischiare qualsiasi contatto ed estraendo cartellini a volontà quando magari prima ce ne sarebbe stato bisogno. Il gioco intervallato della ripresa non aiuta i giallorossi alla ricerca di un gol che arriva soltanto ad un minuto dal 90′, e a Ghersini non importa che il primo dei cinque minuti di recupero vola via per un tafferuglio in area di rigore siciliana. Ricordate Frosinone e quel gol da angolo ben oltre i minuti di recupero stabiliti? Qui non funziona così, scattati i cinque tutti a casa e Palermo gioiosa. Non entriamo nel merito di favoritismi o complottismi vari, al di là di Ghersini questo Benevento non ispira fiducia e non dà la sensazione di trovare la giocata che cambia le sorti della gara. Ceravolo, a qualche secondo dalla fine contro il Frosinone insaccò di testa un pallone che diventò storia, con tutta la squadra che nell’occasione gettò il cuore oltre l’ostacolo. Il Benevento di oggi guidato da Bucchi non dà l’impressione di andare oltre i propri limiti, oltre la sfortuna, la giornata di grazia di Brignoli o di chicchessia. È l’auto-condanna ad un destino già scritto: saranno playoff, ancora una volta.

LE PAGELLE

MONTIPÒ 5,5: due gol subiti e la difesa che non lo aiuta di certo, ma avrebbe potuto fare qualcosina in più in entrambi i casi.

MAGGIO 5: inizialmente ogni suo passaggio è impreciso, sembra nuovamente non essere in fiducia. Poi ci mette la corsa ma è poca cosa.

ANTEI 5,5: responsabilità sul vantaggio rosanero, Nestorovski è una continua spina nel fianco.

CALDIROLA 5,5: condivide parte delle colpe sull’1-0 ma è provvidenziale in altre circostanze. Probabilmente tiene in gioco Puscas sul raddoppio siciliano, altro neo di una gara di buon livello.

IMPROTA 5,5: una bella diagonale che fa capire il suo spirito di sacrificio, ma resta impantanato nelle retrovie. Nessuna sortita offensiva degna di nota.

DEL PINTO 5,5: sono cento in giallorosso e non le festeggia come vorrebbe. Lotta come sempre ma stasera è meno efficace (dal 31′ st Insigne 6: suo l’assist per Asencio che accorcia le distanze).

VIOLA 5,5: non va d’accordo coi cross dalla bandierina, diversi sbagliati e senza profitto. Parte bene, col giusto piglio e col piede caldo, ma non è efficace.

BANDINELLI 5: Jajalo serve Nestorovski grazie ad un buco dalle sue parti. Qualche fiammata, ma torna ad oscurarsi.

RICCI 5,5: cerca la giocata nello stretto ma non gli riesce sempre, poco incisivo (dal 17′ st Asencio 6: un gol che non vale nulla se non la gioia personale. Ci si rivede dopo tanto tempo).

ARMENTEROS 5,5: indietreggia, è a disposizione della squadra ma sempre lontano dalla porta (dal 31′ st Buonaiuto 5,5: è vero che Brignoli è stato miracoloso ma lui non riesce ancora ad essere decisivo).

CODA 5: giornata no, Brignoli si oppone a tutti in qualsiasi maniera e lui si arrende eclissandosi nella ripresa.

BUCCHI 5,5: è una serata amara che non può lasciare spazio a considerazioni buoniste. Probabilmente il tecnico cerca di tenere il morale alto in vista dei playoff ma è un problema se tra sfortuna e arbitraggi, il miglior Benevento mai visto (a detta sua) sia uscito addirittura sconfitto.