La riflessione sul futuro di Benevento non può prescindere da un tema decisivo: il rapporto con la sua provincia e, in particolare, con le aree interne. Da amministratore di lungo corso e presidente della Comunità Montana del Fortore, che riunisce quattordici comuni e circa trentamila abitanti, ritengo che oggi la città capoluogo debba tornare a guardare prima di tutto “in casa propria”, recuperando il legame con territori che nel tempo hanno progressivamente spostato altrove il proprio baricentro economico e sociale.
Il Fortore è un’area vasta e articolata, che parte da comuni vicini a Benevento e arriva fino ai centri al confine con Puglia e Molise. Un territorio che nel 2022 è stato riconosciuto area Snai e che, simbolicamente, ha scelto di identificarsi con Benevento e con il Sannio, distinguendosi da altre gravitazioni territoriali naturali verso il Molise o il Foggiano. Eppure oggi Benevento non rappresenta più, come un tempo, il punto di riferimento naturale per molte comunità della provincia. C’è stata una dispersione progressiva di relazioni, servizi, abitudini e presenze. È un fenomeno che ha inciso profondamente anche sul piano economico e sociale. La città, mentre prova giustamente ad attrarre turismo e investimenti dall’esterno, deve recuperare il rapporto con il proprio territorio, tornando ad essere epicentro della vita sannita.
Per farlo, servono politiche concrete di apertura e connessione: Benevento deve riavvicinare a sé i centri della provincia creando occasioni di partecipazione e frequentazione della città. Penso a incentivi e agevolazioni per l’accesso ai musei e al Teatro Romano, iniziative capaci di rafforzare il senso di appartenenza. È positivo, ad esempio, il coinvolgimento dei territori promosso dal Benevento Calcio nelle gare interne dell’ultima stagione sportiva, che ha consacrato il ritorno in Serie B dei giallorossi contribuendo a creare entusiasmo, passione e comunità.
Ma il nodo centrale resta quello dei collegamenti. I tempi di percorrenza e l’efficienza del trasporto pubblico rappresentano oggi una delle principali criticità delle aree interne. Se raggiungere Benevento diventa complicato, lento o poco compatibile con le esigenze quotidiane, è inevitabile che cittadini, studenti e famiglie si orientino verso altri territori.
Per questo, all’interno della strategia Snai Fortore Beneventano, abbiamo previsto interventi innovativi sul fronte della mobilità, come il taxi sociale e l’utilizzo di mezzi più piccoli, flessibili e sostenibili, capaci di adattarsi alle reali esigenze delle comunità. L’obiettivo è semplice: rendere Benevento più vicina.
Accanto a questo, abbiamo costruito sinergie importanti con l’Università del Sannio e con Confindustria, aderendo alla Dmo territoriale, nella convinzione che sviluppo, promozione del territorio e valorizzazione delle produzioni locali debbano procedere insieme. Benevento ha enormi potenzialità e deve continuare a consolidare il proprio ruolo di riferimento culturale, economico e istituzionale.
C’è però una forte preoccupazione: i tempi della burocrazia. La strategia Snai del Fortore è stata la prima approvata in Campania, ma a quattro anni di distanza attendiamo ancora passaggi decisivi per entrare pienamente nella fase operativa. Non possiamo permettere che procedure lente e scaricabarile amministrativi compromettano progettualità fondamentali per il futuro delle aree interne: nel frattempo che il medico studia, il paziente muore.
Parallelamente guardiamo al turismo come leva di rilancio. Il Fortore è beneficiario di uno dei finanziamenti Snai più importanti della Campania, circa 650mila euro destinati alla valorizzazione turistica del Fortore. Una sinergia che con i quattordici comuni della Comunità Montana intenderemo mettere a punto anche con la città di Benevento.
È in questa direzione che va il progetto “Faro – Fortore Attivo per il Ripopolamento e l’Occupazione”: un territorio che non si rassegna alla marginalità, ma prova a costruire prospettive per le aree interne. Con l’auspicio che la città capoluogo, come un genitore capace di richiamare a sé i propri figli, torni ad essere il riferimento naturale della propria provincia.
ZACCARIA SPINA
PRESIDENTE COMUNITA’ MONTANA DEL FORTORE









