Se qualcuno ad inizio stagione avesse scommesso un solo euro sulla promozione diretta dell’Asd Pesco Sannita in Seconda Categoria probabilmente gli avrebbero dato del pazzo deridendolo. Non che la squadra non avesse ambizioni importanti o gli elementi per tentare l’impresa, ma essendo una società da poco formatasi era difficile aspettarsi fin da subito traguardi degni di nota. Tutto è cambiato nel mercato invernale. L’acquisto di Masone e il cambio in panchina con l’arrivo di Meccariello hanno segnato un’inversione di marcia. I 21 gol da gennaio di Masone hanno di fatto sancito una cavalcata che di diritto entra nella storia. Con i suoi gol, la sua personalità, ha preso per mano la squadra imponendosi come prima forza del campionato. Ed è proprio con Masone che abbiamo la possibilità di chiacchierare oggi.

Masone, ha lasciato il calcio senese per affrontare una sfida in un ambiente completamente diverso sotto vari aspetti. Com’è stato il processo di ambientamento?
Fortunatamente no, non è stato difficile ambientarmi. Ho trovato un ambiente sano ed unito e sono entrato in sintonia con tutto lo spogliatoio fin da subito. All’inizio temevo le difficoltà che avrei potuto trovare entrando in un nuovo gruppo che già si conosceva e con determinati equilibri, i ragazzi in questo sono stati eccezionali.

Il caso ha voluto che il gol promozione arrivasse al 90esimo su punizione all’ultima giornata. Può raccontarci quel momento?
È stato un momento bellissimo, indescrivibile. Segnare alla fine il gol che è valso il campionato davanti ad una cornice di pubblico da categoria superiore è stata una delle cose più belle della mia carriera, nemmeno il migliore sceneggiatore avrebbe potuto fare di meglio.

Dopo un’annata cosi particolare e ricca di soddisfazioni sente il bisogno di ringraziare qualcuno in particolare?
Assolutamente. Desidero ringraziare Mariano Iadanza che ha trasformato da semplice, seppur romantica, suggestione a cosa concreta il mio passaggio al Pesco Sannita. La società nelle figure di Francesco Falcione, Giovanni Agriesti, la figlia Lucrezia, il ds Sauchelli e Carmine D’Andrea, sempre disponibili e premurosi nei miei confronti. Infine ma non meno importante il gruppo ultrà dei Fighters. I ragazzi di Pesco partita dopo partita si sono avvicinati sempre di più alla squadra e hanno contribuito in modo determinante al nostro successo.

È tempo di bilanci in casa Pesco Sannita, è previsto un incontro con la società per parlare del futuro?
Sicuramente ci incontreremo per parlare del futuro. La mia voglia, semmai non si fosse capito, è quella di continuare con questa maglia. Spero però ci siano i presupposti per poterlo fare, i matrimoni si fanno in due. Confido nella società. Sempre forza Pesco.