Foglietta e Lucisano, donne, cinema e televisione si descrivono

copertinaIl terzo appuntamento di BCT, per “Cinema sotto le stelle”, ha visto arrivare in città Federica Lucisano e Anna Foglietta. Prima della proiezione de “Il Premio”, film che vede la Foglietta tra i protagonisti, Valerio Caprara, storico e critico cinematografico, ha intervistato l’attrice e la produttrice nell’incantevole giardino dell’Hortus Conclusus.

Federica Lucisano è la produttrice cinematografica, “Colei che permette di vedere ancora i film a cinema” afferma Caprara. Lucisano media group è la storica factory , dal 1958 ha prodotto lungometraggi che sono diventati simbolo della storia cinematografica. Federica Lucisano oggi si trova ad affrontare una realtà ben più dura per quel che riguarda le produzioni, perché, purtroppo, non si è più tanto avvezzi a recarsi al cinema per vedere un film. Con “Notte prima degli esami” la Lucisano ha fatto rinascere la commedia, inaugurando così un nuovo filone che potesse raccontare una nuova società con un marchio preciso: i vizi e le virtù degli italiani, guardando sempre alla commedia classica, come quella di Monicelli, “Dobbiamo alzare l’asta della qualità che proponiamo” afferma “Lanciare ogni volta una sfida”. Federica Lucisano confessa di essere molto esigente a lavoro, soprattutto durante la promozione dei film in uscita. Caprara sottolinea di quanto abbiamo preso piede le fiction in questi ultimi tempi e di come, in qualche modo, il piccolo schermo abbia preso il sopravvento sul grande schermo. La Lucisano, però, ammette che esiste una sorta di osmosi tra cinema e televisione ed afferma “Si ridefiniscono i parametri dei film visti in sala” ribadendo “Per cui bisogna alzare la qualità”.

Lucisano elogia l’attrice Anna Foglietta con la quale lavora: “Anna è un attore eclettico, una dote importante dei nostri talenti e lei ne è l’emblema”.  Giudizio quanto mai vero, che trova pieno riscontro quando l’attrice inizia a raccontarsi. “Una carriera ad andatura geometrica che è salita con molta precisione” spiega Valerio Caprara. Foglietta è romana, ma di origine napoletana ed ha un passato teatrale di notevole importanza che lei definisce “Una palestra incredibile”. Ha una grande attitudine con i dialetti, soprattutto perché quando recita le piace distanziarsi da se stessa: “Mi piace il camouflage, per sfuggire al controllo”, afferma. Attrice e donna elegante, fine, ma anche determinata, precisa, caparbia e che non smette mai di studiare, anche perché “Non può essere un lavoro dove ci si improvvisa”. A teatro è stata Alda Merini totalmente distante da lei anche per caratteristiche fisiche, eppure ha saputo interpretarla magistralmente. “Se ogni donna si rendesse conto di quanto siamo, molte cose nemmeno accadrebbero”  spiega Anna Foglietta toccando la delicatissima quanto calda piaga sociale della violenza sulle donne “Siamo predisposte alla vita e Alda Merini me lo ha insegnato”.

Anna Foglietta, in merito alla sua vita privata afferma: “Il lavoro non è un ostacolo alla famiglia e la famiglia non è un ostacolo al lavoro”. Ha tre figli che di certo non le hanno bloccato o rallentato la brillante carriera. Ironica ma allo stesso tempo pungente, Foglietta è tra i talenti italiani che lascia ancora ben sperare per il grande e piccolo schermo, nonché per il teatro, a testimoniare proprio la sua versatilità. Ogni personaggio da interpretare non lo sottopone a giudizio perché, spiega “E’ la prima forma di castrazione del personaggio”; lei lo studia a fondo, lo attraversa e lo veste totalmente. Ammette di aspirare al musical, perché lo vede come una forma totalizzante, che contiene tutte le espressioni artistiche.

Impegnatissima anche sul fronte sociale, ha una ONLUS “Every child is my child” nata dalla rabbia di dire un “basta” unanime alla guerra in Siria. Grazie alla sua ONLUS è stata riaperta la Plaster School al confine tra Siria e Turchia, permettendo ad 80 bambini di tornare a tra i banchi, cercando di restituire una quotidianità fatta di normalità. Con “Pane” sfamano 200 mila persone ed hanno aperto anche una scuola per la formazione di bambine e donne siriane. A breve partirà il progetto “Parole da dire”, rivolto sempre ai bambini per far comprendere loro che le parole sono importanti per raccontare un mondo diverso da quello che vivono e per far superare loro il dramma della guerra e della morte.

Anna Foglietta ha ricevuto il riconoscimento del Festival BCT, cui è seguita la proiezione de “Il premio”

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