Fortore area Snai, Ferella: “Lavorare su temi concreti con Regione e Ministero”

“La Comunità montana del Fortore – con l’etichetta interna di ‘Fortore beneventano’ – è da poco entrata ufficialmente a far parte della Strategia Nazionale delle Aree Interne (SNAI). Un risultato doverosamente già celebrato nelle sedi opportune nei giorni scorsi. Il tema dei territori marginali, delle aree interne, le terre dell’osso, è centrale per la politica e per lo sviluppo economico del Paese, e quindi per il Sud del Paese. Tema trattato fin dall’istituzione delle Regioni e prevalentemente come argomento di contorno, ma dal 2013 grazie all’allora Ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca le zone interne guadagnano una posizione ed un ruolo di centralità, basato su una serie di azioni e politiche attive per contrastare, o quanto meno mitigare, i fenomeni di declino demografico e marginalizzazione territoriale”: così Lucio Ferella, sindaco di Baselice.

Ora la Comunità montana del Fortore – si legge nella nota – ha l’importante compito di elaborare dei modelli di sviluppo complessivi per i nostri territori, considerando lo spopolamento e la marginalizzazione legati principalmente alla dimensione produttiva. C’è bisogno di riattivare le economie locali che creino occupazione e manutenzione dei paesaggi dissestati e a rischio idrogeologico. Un ripopolamento che necessariamente deve essere accompagnato da una spinta maggiore verso percorsi di formazione professionalizzanti, come ad esempio gli ITS, per affermare ancora di più il diritto a restare, ma che passa inevitabilmente anche attraverso scelte nuove e soluzioni intelligenti in merito alla mobilità fisica e virtuale come per la sanità.

La vera sfida da cogliere è innanzitutto superare inutili campanilismi, verificare la possibilità di instaurare una ancora più diretta e proficua interazione ‘uno-a-uno’ con la Regione Campania e con il Ministero, evitando il proliferare di tante commissioni sui diversi argomenti ed instaurando collaborazione con centri di ricerca sanniti (universitari e non) così da creare una rete di conoscenze e competenze per un procedere snello ed efficace. Si tratta di temi decisivi per il territorio, del rapporto degli abitanti con le risorse locali e va escluso il rischio di produrre percorsi di sviluppo stereotipati e standardizzati. C’è bisogno che la politica lavori e crei alleanze su temi concreti, attraverso proposte competenti e radicali, connesse con la vita delle persone. La strada non è agevole, ma è l’unica”.

I commenti sono chiusi, ma riferimenti e pingbacks sono aperti.