23231675_10204249014983216_377487254351489805_nDopo due anni di stop, causa alluvione, riparte il Magnifico Visbaal di Peppe Fonzo nella nuova sede di Via Fimbrio. Ieri è stata inaugurata la nuova stagione teatrale con “Fuje Filumena”, uno spettacolo scritto e diretto da Peppe Fonzo e con Luigi Credendino.

Come si può ben immaginare dal titolo, l’opera segue la scia dell’eduardiana “Filumena Marturano”, riproponendo la drammatica storia di Domenico Soriano e Filumena Marturano in una sfumatura contemporanea e con una Filumena che in realtĂ  non è una donna ma un “femminiello” di Napoli.

Per Filumena, tutto iniziò con la prostituzione a soli 13 anni, un’esperienza dalla quale non potrĂ  mai piĂą tornare indietro, dal momento che grazie alla prostituzione incontrò “il principe azzurro” e quindi il grande amore della sua vita: Domenico. Peccato che questo principe azzurro non era così azzurro ma tremendamente nero d’animo, infedele e violento. Obbligò Filumena a non ricevere piĂą nessun altro e a soddisfare solo ed esclusivamente lui. Un bel giorno, per evitare che si spargesse in giro la voce che Domenico, sposato e con figli, tradisse la moglie con un femminiello, Filumena fu condotta in una casa, proprietĂ  di Domenico, e lì restò segregata per diversi anni. Nessuna compagnia, nessuno svago, nessuna possibilitĂ  di uscita: Filumena aveva il solo compito di soddisfare le voglie di Domenico e nascondere il segreto di quello che per lei era amore ma per Domenico un violento divertimento. Infastidita dalla vergogna che Domenico provava per quella storia, varie volte Filumena tentò di scoprire le carte in pubblico, di svelare il segreto fino a recarsi sotto la casa dove Domenico e la moglie vivevano con i figli ed urlare come una pazza tutta la veritĂ . La vendetta di Domenico fu immediata: violenza di gruppo, sevizie e minacce. Filumena iniziava ormai a capire che quella storia era una gabbia, una gabbia con soldi, televisioni, internet, wifi, vestiti griffati e cellulari ma pur sempre una gabbia, una pericolosa gabbia.

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Così un giorno Filumena, dopo mesi di ripensamenti ed esitazioni, decise di uscire, di provare la libertĂ  e di assaporare la vendetta. Uscì di casa e si recò, piĂą decisa che mai, a casa di Domenico. Ad aprirla fu il piĂą grande dei tre figli la cui vista fece entrare Filumena in una dimensione nostalgica e trasognante: magari, se Domenico, le avesse regalato la possibilitĂ  di una vita insieme, quei figli sarebbero potuti essere i suoi, quella sarebbe potuta essere la sua famiglia, la sua casa, la sua vita con il suo uomo, che seppure violento, era il suo primo amore e lei lo avrebbe perdonato ogni volta, come la prima volta. Ma così non era, Filumena rientrò in sè e assecondò, in poco tempo e con violenza inaudita, il suo impeto. Uccise tutti e tre i figli di Domenico e fuggì. Nessuno mai riuscì a trovarla. D’altronde le ricerche si concentrarono su uomini in smoking, gente d’affari, amici e nemici di Domenico…

Lo spettacolo si chiude con un epilogo lieto: Filumena conosce un buon uomo, i due iniziano a vivere insieme e creano una famiglia; quella famiglia che Filumena aveva sognato di creare col suo “principe azzurro” ma che ora, dopo una ascesa di violenze e di vendetta, era pronta a creare con il suo nuovo uomo.