Gesesa, dimissioni ritirate di Russo: le riluttanze della Lega Sannio

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa a firma di Alberto Mignone e Luigi Bocchino, segretario cittadino e coordinatore provinciale della Lega per Salvini.

L’acqua, bene di primaria importanza, tiene ancora banco. E mentre i cittadini si interrogano e interrogano sulla presenza o meno di tetracloroetilene nel prezioso liquido, si assiste all’ennesima farsa. Il Presidente di GESESA rassegna le dimissioni affidandone le motivazioni ad uno straripante comunicato asserendo, tra l’altro: “Ho preso atto delle procedure in corso finalizzate a pervenire all’affidamento del servizio idrico integrato nella Provincia di Benevento. Tale condizione, unita alle concessioni in scadenza, determina per Gesesa la necessità di una gestione strettamente limitata a garantire il servizio ed indirizzata al “passaggio di consegne” con la nuova società che sarà individuata quale gestore unico. Pertanto, in tale contesto, ho ritenuto esaurite le ragioni per le quali avevo deciso di accettare l’incarico”, dimenticando che solo tre mesi prima, a settembre, aveva trionfalmente sostenuto: ”Siamo soddisfatti per l’esito positivo di questi finanziamenti che premiano l’abnegazione e la competenza progettuale di GESESA nell’interesse dei Cittadini di Benevento e di importanti zone della nostra Provincia. Bisogna continuare in questa direzione per intercettare sempre più risorse per lo sviluppo del servizio idrico integrato nella Provincia di Benevento. GESESA continuerà a lavorare in costante sinergia con il Comune di Benevento e con gli altri Comuni gestiti per il perseguimento di tale obiettivo”.

Cosa è successo in così poco tempo per fare meditare una abdicazione sulla scorta di circostante già note in precedenza e anche all’atto della riconferma avvenuta nell’aprile di questo stesso anno? Ma neanche il tempo di metabolizzare l’abbandono che dopo sole dodici ore, per altro anticipate dal Sindaco Mastella, assistiamo al ritiro delle dimissioni da parte di Domenico Russo che le farcisce con motivazioni nettamente contrastanti con quelle esposte nel lungo rimeditato addio, aggiungendo di immolarsi perché “Mi viene chiesto di continuare a garanzia della legalità”.

E cosa significa, che ci sono vicende che si sono sviluppate in modo illegittimo o ancor più gravemente che qualcuno è a conoscenza che le stesse sono oggetto di indagini giudiziarie? Non si può assistere in silenzio a tanta disinvolta approssimazione quando si ricoprono ruoli del genere, a tutti i livelli, alimentando dubbi soprattutto in momenti in cui i cittadini sono già emotivamente sottoposti a pressioni mediatiche sulla presenza o meno nell’acqua di sostanze chimiche entro od o oltre nei limiti consentiti attendendo invano che l’atavico problema di cui tutti parlano sia risolto una volta per tutte. Esigiamo maggiore rispetto per i cittadini: c’è bisogno di chiarezza e competenza che probabilmente avvenimenti del genere minano fortemente. Il Presidente Russo bene avrebbe fatto a tenere ferma la prima decisione, ne sarebbe uscito se non a testa alta quanto meno non a testa china.

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