gesesa“Il Comitato Sannita Acqua Bene Comune ha raccolto numerose segnalazioni da abitanti di contrade periferiche di Benevento, i quali lamentano il mancato allaccio alla rete idrica gestita dalla Gesesa/Acea”: a dichiararlo il Comitato ABC che successivamente elenca le zone che presentano tale problematica.

“Le contrade maggiormente coinvolte sono: Cancelleria, Camerelle Vecchie, Stella, Acquafredda (in parte), Pietrapertosa, Imperatore (in parte), Casiniello, Cese, Panelli, Masseria del Ponte (in parte), Caprarella. Questo elenco è sicuramente parziale anche perché non comprende le numerosissime abitazioni che per poche centinaia di metri restano fuori dalla fornitura dell’acqua pubblica. Può sembrare assurdo ma ancora oggi nel 2018 in un capoluogo di Provincia ci sono contrade che non sono servite dall’acquedotto e devono arrangiarsi totalmente a proprie spese con pozzi ed altro, con tutte le conseguenze che possiamo immaginare”.

Si legge ancora nella nota: “Il Comune dovrebbe conoscere molto bene il problema delle contrade non servite dagli acquedotti rurali, ma siamo costretti a constatare che alle promesse non sono seguiti i provvedimenti necessari, nonostante la sbandierata efficienza della gestione Gesesa.
Il Comitato Sannita Abc chiede alla Gesesa ed al Comune di far conoscere quali sono i piani e gli investimenti programmati che ha realizzato per portare l’acqua pubblica nelle case di tante persone, stanche di essere considerate cittadini di serie B, se non addirittura di serie C. Qualche sporadico intervento al quale viene dato grande risalto mediatico non è sufficiente per completare ciò che è di pertinenza e doverosa responsabilità del gestore.
È chiaro che fino a quando la gestione dell’Acqua resta nelle mani degli investitori privati il problema difficilmente può essere risolto, perché l’impresa per definizione fa profitto ed invece gli abitanti delle contrade sono solo potenziali clienti, peraltro troppo poco numerosi per giustificare un investimento concreto di risorse economiche messe in campo per potenziare la rete idrica.
Ci domandiamo allora perché la Gesesa, invece di spendere soldi in sponsorizzazioni non richieste dai cittadini, non destina le stesse risorse per realizzare le condutture che impediscono di fatto l’accesso all’Acqua Pubblica?”.

In conclusione: “I vertici della Gesesa in occasione dell’ennesima sponsorizzazione delle illuminazioni ai monumenti cittadini hanno dichiarato alla stampa: “Dobbiamo lasciare qualcosa alle future generazioni”. Noi del Comitato Sannita Acqua Bene Comune riteniamo che per rendere un servizio alle future generazioni occorre urgentemente riportare la gestione dell’Acqua del Sannio nelle mani dei Sanniti.
Ecco perché il nostro impegno per promuovere l’azione referendaria popolare sull’Acqua pubblica continua senza sosta, nella certezza che il popolo beneventano saprà cogliere questa grande opportunità di esprimere la propria opinione su un bene così importante come l’Acqua”.