Un nuovo spazio verde dedicato a Pompeia Plotina, moglie dell’imperatore Traiano, è stato inaugurato dalla rettrice Maria Moreno nel Giardino dei Saperi dell’Università del Sannio.
La messa a dimora di quattro alberi, pero, melo, fico e quercia, riconosciuti nei rilievi dell’Arco di Traiano, ha concluso una mattinata di grande partecipazione alle iniziative organizzate dall’Ateneo per le Giornate Europee del Patrimonio. Chi visiterà il giardino potrà così osservare da vicino alcune delle specie vegetali scolpite sull’Arco, ritrovando nella natura le immagini rappresentate nel monumento.
Un gesto che riassume il senso dell’iniziativa: il patrimonio non appartiene a una sola disciplina. La storia, la botanica, il diritto e le nuove tecnologie possono contribuire insieme alla sua conoscenza, facendo emergere domande e interpretazioni che nessun sapere, da solo, potrebbe sviluppare. È il messaggio che la rettrice ha posto al centro dell’inaugurazione, trasformando la collaborazione fra discipline in un intervento concreto di valorizzazione degli spazi dell’Università e della città.
La giornata è stata curata da Aglaia McClintock, delegata della rettrice al patrimonio culturale e alle relazioni con le istituzioni culturali, insieme all’architetto Marinella Parente. Particolarmente significativa la partecipazione di ben dieci classi del Liceo classico Giannone, accompagnate dai loro professori. I ragazzi hanno visitato l’Arco di Traiano, osservato le piante del Giardino dei Saperi e seguito le presentazioni degli studiosi coinvolti nell’iniziativa.
Dal Belvedere del Giardino, punto di osservazione privilegiato durante gli attuali lavori di restauro, Adelaide Caravaglios ha illustrato l’Arco di Traiano. McClintock ha proposto una lettura dei rilievi come un libro di pietra, ricostruendo la sequenza del racconto scolpito, mentre il botanico Antonello Prigioniero ha spiegato come il riconoscimento delle specie vegetali raffigurate possa contribuire all’interpretazione delle scene.
Nell’auditorium di Sant’Agostino, la successiva tavola rotonda è stata dedicata alla Carta di Benevento sull’intelligenza artificiale e i patrimoni culturali. Il soprintendente per Caserta e Benevento Mariano Nuzzo ha richiamato l’attenzione sulle possibilità offerte dalla digitalizzazione dei depositi museali: rendere accessibili materiali ancora poco conosciuti e metterli in relazione potrebbe aprire nuove prospettive di ricerca, anche sul patrimonio delle aree interne.
Pierpaolo Forte ha illustrato i principi della Carta di Benevento, soffermandosi sulle questioni del diritto d’autore. Giulia Pollicita, curatrice della Fondazione Morra Greco, ha affrontato le implicazioni dell’intelligenza artificiale per la creazione e la fruizione delle opere d’arte. Sono intervenuti anche l’assessora alla Cultura e al Patrimonio UNESCO Antonella Tartaglia Polcini e Carmine Guarino, direttore scientifico di SHerIL, il Samnium Heritage Innovation Lab dell’Unisannio.
Il nuovo giardino è dedicato a Pompeia Plotina anche per ricordare il suo impegno a favore della filosofia. Nel 121 d.C. l’imperatrice ottenne da Adriano che il responsabile della scuola epicurea di Atene potesse scegliere il proprio successore anche fra i non cittadini romani, raccomandando di privilegiare preparazione e condotta, senza favoritismi. La scuola di Epicuro era conosciuta come il Giardino: da qui il legame con lo spazio inaugurato a Sant’Agostino, che restituisce visibilità anche al contributo delle donne alla storia della conoscenza. Carmine Guarino e Antonello Prigioniero hanno curato la messa a dimora dei quattro alberi.
Le Giornate Europee del Patrimonio proseguono domenica 27 settembre con le visite al S’ADIM, il Sant’Agostino Digital Museum, in collaborazione con il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano. Dalle 14 alle 23.30 il complesso di Sant’Agostino ospiterà inoltre la seconda giornata di UNICON – “Università in gioco”, promossa dall’associazione studentesca DEMMIS, con videogiochi, giochi da tavolo e di ruolo, arte e divulgazione scientifica.
Comunicato Stampa









